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LETTERATURA




13 ottobre 2011
Un libro multisensoriale per favorire la socializzazione dei più piccoli, normodotati e no

15 novembre 2009
Il primo libro? A sei mesi

26 Ottobre 2009
A Roma arriva Ottimomassimo, il tir-libreria carico di favole

9 settembre 2009
Con note e filastrocche i bambini imparano prima a parlare

15 giugno 2009
Nati per leggere. Con i libri i bambini crescono meglio

CONSIGLI PRATICI PER I GENITORI


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13 ottobre 2011
Un libro multisensoriale per favorire la socializzazione dei più piccoli, normodotati e no

NOVELLARA (RE) – Un libro multisensoriale per aiutare la socializzazione e la comunicazione di bambini con disabilità. Lo ha progettato Monica Maccaferri, musico terapeuta con alle spalle 16 anni di esperienza, nonché direttrice del Centro di Musicoterapia Uboldi. «L’idea mi è venuta 5 anni fa perché sentivo la mancanza di uno strumento come questo, ma la realizzazione sembrava impossibile – dice – In questi anni però abbiamo fatto tanta strada, rivisitato più volte il progetto e cercato di potenziarlo al massimo». Il tablet presenta la classica funzione touchscreen e un software, elaborato da un’equipe di esperti, che rende il prodotto versatile e adattabile alle più svariate situazioni di disagio.
POCA ATTINENZA( IN GENERALE) FRA SUONO E IMMAGINE - «Nel mondo che ci circonda spesso riscontro molta poca attinenza fra suono e immagine – afferma Maccaferri – Questo può non destabilizzare un adulto, ma sicuramente non aiuta i bimbi che presentano deficit». Per questo la musico terapeuta ha attrezzato il tablet di 30 mila suoni diversi, ognuno con una corrispondenza più o meno appropriata rispetto alle immagini mostrate sullo schermo. «Il software ha caratteristiche tali da poter permettere l’adattamento del libro alle esigenze di ogni singolo bambino che lo utilizzerà» spiega l’ideatrice. Tra le caratteristiche del tablet anche la possibilità di registrare autonomamente dei suoni da associare a immagini per aiutare l’evocazione di situazioni. «Così si entra nel campo della semiologia musicale – dice Maccaferri – L’accordo musicale minore, per esempio, evoca sensazioni di tristezza che possono aiutare il bambino autistico, notoriamente in difficoltà nel leggere le emozioni, a identificare musicalmente le sensazioni».
PER ORA È SOLO UN PROTOTIPO - Attualmente il prodotto esiste soltanto in forma di prototipo. A brevetto depositato, verrà preso in sperimentazione presso l’Usl di Reggio Emilia per essere testo su campo e vedere quali migliorie possono essergli apportate. Il prototipo è costato 25 mila euro ma si prevede che, dopo la fase di sperimentazione, possa entrare in commercio al prezzo di circa 50-60 euro, per essere pienamente accessibile anche alle famiglie. Il libro è dedicato al nipote della musicoterapeuta, Leonard. «Leonard ha gli stessi anni del libro – racconta Maccaferri – e non presenta alcuna disabilità ma grazie al tablet riesce a interagire con altri bambini. Si fa presto a dire integrazione, ma com’è possibile far integrare un bimbo con i propri coetanei se i mezzi per metterli in comunicazione non esistono o non sono adeguati?». Tra i progetti futuri c’è l’idea di estendere l’applicabilità del software anche a campi che non riguardino soltanto la neuropsichiatria infantile. «La memoria musicale è una di quelle con più resistenza – spiega Maccaferri – rimane a lungo integra e sfruttare questa sua qualità potrebbe anche in parte prevenire certe malattie come l’Alzheimer». (fonte: cab/RedattoreSociale)
da www.corriere.it

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15 novembre 2009
Il primo libro? A sei mesi

Ne è davvero convinto: i bambini sono «nati per legge­re ». E difatti con questo nome ha battezzato, dieci anni fa, un progetto che, con la collabora­zione di pediatri e bibliotecari, promuove la lettura ad alta vo­ce ai bambini. Spiega Giancarlo Biasini, direttore della rivista Quaderni dell'Associazione cul­turale pediatri: «Leggere aiuta a crescere e non è mai troppo pre­sto per iniziare ad amare i libri. A sei mesi un bambino è già in grado di interessarsi a un testo a patto che riporti molta 'facci­ne' perché il piccolo è da subi­to interessato ai volti, a comin­ciare da quello della mamma. A un anno arrivano le prime fila­strocche accompagnate da tan­te figure. Ma, attenzione: van­no lette stando insieme, non va­le mettere il piccolo davanti a un cd o a un dvd. Quello che at­trae il bambino, e gli fa amare le figure, la rima, il libro, sono i genitori, è la possibilità di stare vicino a loro, di ricevere atten­zione. I bambini impareranno a voler bene ai libri perché vo­gliono bene a voi». Da qui l’idea di un decalogo ( vedi qui a fianco) che serva a mamme e papà per diventare buoni letto­ri.
LE FAVOLE - E le vecchie favole, quand’è il loro momento? «Intorno ai 3-4 anni — risponde Biasini,— magari in edizioni semplificate. E a fianco delle fiabe tradiziona­li c’è oggi un’editoria stermina­ta, perfino disorientante. Ecco perché ogni anno 'Nati per leg­gere' cerca di diffondere, attra­verso i 1300 pediatri che hanno aderito al progetto, un catalogo con 20, 30 titoli che suggerisce i titoli migliori per le varie età». Meglio se legge la mamma o il papà? «Meglio se leggono in­sieme, così facendo si crea un momento magico. Si officia un rito, e non importa se dura solo qualche minuto».
«Dire che leggere aiuta lo svi­luppo intellettuale è ormai una banalità — ricorda Silvia Peri­ni, docente di psicologia del­l’educazione all’Università di Parma — ricerche degli anni Sessanta ci hanno ampiamente dimostrato che i lettori precoci sviluppano un lessico migliore e hanno un progresso cogniti­vo più rapido. E che hanno un ruolo significativo anche le let­ture prenatali».
QUALE LIBRO - Un libro vale l’altro? «Tutto può servire per avvicinarsi alla lettura, ma è pur vero che a Dante, prima o poi, bisognereb­be arrivare. Non conta solo la scelta del libro, conta tutto il contesto educativo, all’interno del quale è lecito pianificare un percorso. Tutti noi — prosegue Perini — tendiamo a fare qual­cosa che ci ha già gratificati, perciò se ci è piaciuto un libro d’avventura ne leggeremo un secondo e un terzo; d’altra par­te l’amore per qualcosa porta anche a un’attività esplorativa e perciò probabile che dopo un’indigestione di libri d’avven­tura, il bambino sia tentato da altri percorsi ed è quindi facile aiutarlo ad ampliare il suo baga­glio culturale». E chi non viene indirizzato proprio da nessuna parte per­ché ha genitori che non leggo­no? «Occasioni educative ci so­no per tutta la vita, ma questo non deve costituire un alibi per i genitori pigri: ci sono percorsi cronologici che vanno rispetta­ti. Recuperare in seguito, si può, ma non è facile».
Daniela Natali 

da corriere.it/salute

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26 Ottobre 2009
A Roma arriva Ottimomassimo, il tir-libreria carico di favole

di Monica Rubino
da www.kataweb.it

Le fiabe approdano sulle quattro ruote nella capitale e in provincia. Un'idea di tre giovani intenzionati a far appassionare alla lettura i più piccoli.
Il nome è quello del bassotto adottato da Cosimo nel "Barone Rampante", il celebre romanzo di Italo Calvino. Ma Ottimomassimo è la prima libreria itinerante per ragazzi d’Italia, attiva a Roma e provincia.

È un librobus con più di 4000 libri selezionati tra le case editrici più attente del panorama librario italiano. I suoi tre librai lavorano da più di dodici anni tra i libri per ragazzi promuovendo la lettura presso le scuole e non solo, coinvolgendo insegnanti, genitori, educatori e tutte quelle persone che conducono i ragazzi verso la cultura del libro. Ottimomassimo viaggia lungo le strade della provincia di Roma da più di tre anni e ha incontrato oltre 20.000 bambini in più di 150 scuole. Ha inoltre partecipato nel 2007 al festival dei bambini del mediterraneo di Ostuni e alla settimana di lettura di “Nati per Leggere” nei comuni della Brianza. Nel 2007 ha vinto il premio Montescudaio per l’originalità e la qualità del progetto.

Sono molti i progetti proposti da Ottimomassimo. Dalle letture animate ad alta voce e i laboratori per i bambini della scuola materna, fino ai percorsi narrativi pensati per i ragazzi più grandi, che hanno lo scopo di ridestare nei ragazzi l'entusiasmo e l'amore per la lettura. I prezzi sono abbordabili: in media ogni bambino paga una cifra da 1 a 3 euro per ogni laboratorio.

Il tir-libreria non opera sono nelle scuole ma dappertutto. Si può infatti organizzare una lettura animata per ogni occasione: nella piazza del municipio, fuori dal teatro, nei giardinetti, in spiaggia, al mercatino. Lo special autobus della fantasia arriva dovunque lo si chiami

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9 settembre 2009
Con note e filastrocche i bambini imparano prima a parlare

Filastrocche, canzoncine, giochi in rima: le ultime ricerche scientifiche dimostrano che per i bambini sono più di un passatempo. Rappresentano infatti uno stimolo che insegna a memorizzare in fretta le parole e quindi a parlare. L’osservazione scaturisce da un lavoro di Jenny Saffran ed Erik Thiessen, rispettivamente dell’università del Wisconsin e della Carnegie Mellon University, in Pennsylvania, negli Stati Uniti, incluso nel volume «The Neurosciences and Music – III, Disorders and plasticity» appena pubblicato in collaborazione con la New York Academy of Sciences, che riporta oltre 60 lavori scientifici che definiscono lo stato dell’arte nel campo «neuromusica». I lavori sono stati presentati nell’arco dell’omonimo convegno organizzato a Montreal nel 2008 dalla Fondazione Pierfranco e Luisa Mariani (le due edizioni precedenti si sono tenute a Venezia nel 2002 e a Lipsia nel 2005).

LO STUDIO - Le ricerche di Saffran e Thiessen si sono concentrate sull’ambiente sonoro in cui crescono i bambini, che sin dalla nascita è permeato di musica ed è dominato da un linguaggio diretto nei loro confronti chiamato Infant Directed Speech (quella specie di lingua cantilenata che gli adulti rivolgono ai piccoli) e che utilizza un linguaggio semplificato e un tono leggermente più acuto. Secondo Saffran e Thiessen i bambini imparano più parole e le memorizzano meglio se queste sono cantate, se sono in rima e fanno parte di una canzone. D’altra parte, i bambini ricordano più melodie se queste hanno le parole e se non sono solo affidate a strumenti musicali. Dietro a queste osservazioni, c’è l’idea che la musica possa essere un mezzo per facilitare la codificazione di messaggi non musicali, come il linguaggio, e per stimolare i processi di attenzione dei bambini. La musica, quindi, potrebbe essere impiegata con successo per accelerare l’apprendimento dei piccoli. Tanto più che esiste un circolo virtuoso: se la melodia ha le parole, i bambini la ricordano meglio. E se i bambini imparano una melodia, possono memorizzare con più facilità le parole che la accompagnano. «La ricerca su musica e neuroscienze continua a dare risultati straordinari» commenta Maria Majno, responsabile dei programmi della Fondazione Mariani: «si tratta un ambito in continua espansione , che promette sostanziali avanzamenti anche in campo educativo e riabilitativo: ciò che abbiamo imparato sta già cambiando in meglio il nostro modo di capire e aiutare i bambini con difficoltà neurologiche».
da corriere.it

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15 giugno 2009
Nati per leggere. Con i libri i bambini crescono meglio

di Marina Nemeth
da kataweb

Leggere ai bambini fin dai primi mesi di vita ha effetti positivi sul loro sviluppo, sul rapporto con la lettura, sui risultati scolastici e sul legame genitori-figli. Questo l'obiettivo del progetto Nati per leggere.

È possibile amare i libri fin dai primi mesi di vita grazie ad una formula magica capace di suscitare nei bambini la passione per la lettura. Non tutti i genitori sanno che abilità e comprensione del linguaggio nascono e crescono in famiglia e sono legate al tipo di rapporto che il bambino instaura nei primi anni con la parola e la voce dell'adulto. E questo grazie al gioco delle rime e delle filastrocche, alle storie ascoltate prima della buonanotte, al dialogo che si crea nei momenti in cui si sfogliano e commentano i libri insieme.

Leggere le favole ai propri figli (pratica purtroppo sempre meno diffusa) non serve dunque solo ad addormentare i pargoli, ma è un trampolino di lancio grazie al quale, oltre a diventare in futuro forti lettori, avranno pagelle più brillanti, una marcia in più verso il successo e, soprattutto, riusciranno ad abbattere le barriere fra le classi sociali.

Non solo: l'ascolto di mamma e papà legherà piccoli e adulti in un abbraccio che assimilerà la lettura all'amore. Un circolo virtuoso che oltre a formare futuri lettori li renderà affettivamente più sicuri.

Sono tutti questi gli effetti positivi del leggere libri ai bambini fin dai primi mesi di vita secondo gli operatori del progetto Nati per leggere, creato in Italia nel 1999 e promosso dalla onlus Centro per la salute del bambino, dall'Associazione culturale pediatri (che raccoglie oltre tremila medici di famiglia) e dall'Associazione italiana biblioteche, il training inizia già alla nascita con le tradizionali ninne nanne.

Il percorso continua a sei mesi quando il libro attrae per le figure che contiene, ma è anche oggetto di gioco. E prosegue dai 12 ai 30 mesi, seguendo un percorso preciso e codificato attraverso il quale libri e lettura, se “somministrati” a dosi giuste dai genitori, diventano in breve compagni e amici di crescita inseparabili.

"È una relazione - spiega Alessandra Sila del Coordinamento nazionale di Nati per leggere - fatta di amore, dedizione, partecipazione ed empatia essenziale nella costruzione dell'identità del bambino”
 
Il segreto sta in cinque mosse:

    * lettura ad alta voce;
    * scelta di momenti particolari durante i quali dedicarsi a questo gioco-attività;
    * gradualità;
    * volumi collaudati ed adatti all'età del bambino;
    * libri sempre a portata di mano in casa.

Strategico è anche il ruolo dei pediatri di famiglia che hanno aderito all'iniziativa e quello delle biblioteche.

Nati per leggere, come spiega il presidente del Centro per la salute del bambino, il pediatra Giorgio Tamburlini, a 10 anni dalla nascita vanta un numero sempre crescente di operatori e volontari nei servizi per l'infanzia coinvolti in tutto il territorio nazionale, un sito internet, un gruppo in Facebook e l'organizzazione di decine di seminari e convegni. A Trieste, dove il progetto ha la sua sede di coordinamento, l'attitudine alla lettura nei bambini è aumentata dal 2003 del 47%.

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CONSIGLI PRATICI PER I GENITORI

Come leggere, quando leggere. Leggere ad alta voce è piacevole e:

    * crea l’abitudine all’ascolto
    * aumenta i tempi di attenzione
    * accresce il desiderio di imparare a leggere

Quando leggere con i bambini:

    * si può riservare alla lettura un momento particolare della giornata: prima del sonnellino o della nanna, dopo i pasti, scegliendo dei momenti durante i quali siete entrambi più tranquilli
    * se il bambino si agita o è inquieto non è bene insistere
    * si può approfittare dei momenti di attesa: durante un viaggio, dal medico...
    * la lettura sarà di conforto al bambino quando è malato

Come condividere i libri con i bambini:

    * scegliere un luogo confortevole dove sedersi
    * recitare o cantare le filastrocche del suo libro preferito
    * eliminare le altre fonti di distrazione – televisione, radio, stereo
    * tenere in mano il libro in modo che il vostro bambino possa vedere le pagine chiaramente
    * indicargli le figure, parlategliene; quando sarà più grande, fare indicare a lui le figure
    * leggere con partecipazione, creare le voci dei personaggi e usare la mimica per raccontare la storia
    * variare il ritmo di lettura: più lento o più veloce
    * fargli domande: cosa pensi che succederà adesso?
    * lasciare che il bambino faccia le domande e cogliere l’occasione per rispondere anche “oltre” la domanda
    * fare raccontare la storia dal bambino, ma ricordare che questo accadrà solo verso i 3 anni
    * lasciare scegliere i libri da leggere al bambino
da kataweb salute

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