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ARCHIVIO AMBIENTE

Archivio 2008




Dispositivi elettronici: via al piano Ue per i consumi in stand by

Italiani, ok aumenti nelle bollette per sostenere l'ambiente

Sole e vento? Un affare, basta sfatare dieci miti

Il mulino di Starck. Se ne parla da mesi

In Inghilterra si progettano turbine da installare al largo con diametri fino a 200 metri

Acqua: 'nemmeno una goccia', scout insegnano a risparmiarla

Biomasse. Eco-energia: biodisel italiano dall'olio di alghe

Un libro per le ecomamme, per tutte le mamme

Energia del mare, il progetto italiano parte tra Scilla e Cariddi

Mare pulito

Latte crudo. Trova il distributore più vicino a te

Trasformare lo spreco in risorse

L'esempio del Comune di Torraca, in provincia di Salerno

Sai cos'è il piedibus?

Goletta dei laghi - Cigno Azzurro

Le alghe per neutralizzare il DDT

Rifiuti: riduzione e riciclaggio

Adotta un delfino

Pannolini lavabili

Pannolini con tutte le virtù

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23 dicembre 2008
Dispositivi elettronici: via al piano Ue per i consumi in stand by
di Gianni.Rusconi

Stampanti, computer, televisori e macchine d’ufficio in genere: metterle in stand by, quando si va in pausa pranzo o in riunione è già buona cosa ma non basta. Perché gli apparecchi elettrici ed elettronici consumano e molto anche quando si adotta la modalità salva energia. È un qualcosa di risaputo (forse non per tutti) ma la Commissione europea ha voluto rafforzare gli “obblighi” per ovviare al problema.
Di recente l’organismo di Bruxelles e nella fattispecie la Commissione per l’energia presieduta da Andris Piebalgs ha infatti stilato un nuovo regolamento sulla “progettazione ecocompatibile” che ha il fine preciso di ridurre il consumo in modalità standby di tutti i prodotti elettronici per ufficio. Quello che stabilisce il regolamento, in concreto, sono nuovi requisiti di efficienza energetica per le macchine, requisiti che permetteranno di abbattere il fabbisogno di corrente elettrica di circa il 75% entro il 2020. Con il conseguente risparmio di svariati miliardi di euro – oggi nei Paesi Ue i prodotti in stand by consumano circa 50 Terawattora di energia elettrica all’anno - e la possibilità di evitare l’emissione di 14 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 nell’atmosfera.
L’intervento della UE non è altro che il passo ultimo dell’iter procedurale iniziato questa estate con l’approvazione da parte degli Stati membri della norma relativa alla progettazione ecocompatibile. Il regolamento di cui sopra entrerà in vigore nel primo trimestre 2009 e dal 2010 il consumo energetico in modalità standby di nuovi prodotti dovrà essere inferiore a 1 o 2 watt (nel 2013 si scenderà ulteriormente per arrivare a 0,5 e 1 watt). All’esame del Parlamento europeo e del Consiglio vi sono quindi altre misure finalizzate alla produzione di prodotti elettronici “eco” e le aspettative comunitarie parlano di possibili risparmi per complessivi 125 Terawattora di energia elettrica entro il 2020. Numeri che sembrano dire poco e che invece significano molto.
da www.panorama.it

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27 novembre 2008
Italiani, ok aumenti nelle bollette per sostenere l'ambiente

ROMA - Nonostante il periodo di forte crisi economica, il 71% degli italiani è disposto a sostenere, anche con un aumento in bolletta, progetti di qualificazione ambientale. È quanto emerge dall’indagine eseguita da GfK Eurisko per Risl, in occasione del convegno MOPAmbiente, che si è tenuto oggi a Roma su un campione degli intervistati (1.000 cittadini con età superiore ai 18 anni) rappresentativo della popolazione italiana.
L’indagine evidenzia che è cresciuto il tasso di «sensibilità ambientale»: più del 60% degli italiani ritiene che il suo comportamento può contribuire a ridurre l’inquinamento ed avverte l’esigenza di essere informati da istituzioni ed aziende private su ambiente ed energia in maniera più esaustiva e sistematica. Viene confermato dalla ricerca la preferenza verso l’energia solare, che secondo il 59% degli intervistati dovrebbe essere maggiormente incentivata dalle istituzioni, mentre l’energia nucleare viene indicata dal 19% del campione.
Per quanto riguarda la sindrome “Nimby” (Not in my backyard), quella per la quale le comunità locali si oppongono alla realizzazione di infrastrutture sul loro territorio, questa è quasi nulla nel caso di impianti ad energia solare: ben il 96% è favorevole. In molti accettano infrastrutture di tipo eolico (l’85%) e i rigassificatori (il 68%), mentre per le centrali nucleari viene confermato, sostanzialmente il dato precedente del 17%.
In merito all’informazione energetica ed ambientale, molto forte è l’esigenza per gli italiani di avere adeguate ed univoche indicazioni da parte, congiuntamente, delle istituzioni e delle aziende che gestiscono gli impianti di produzione/distribuzione di energia (il 60%). Un esempio concreto di questa carenza informativa è emersa riguardo alla conoscenza dei rigassificatori, dei quali solo il 31% ha sentito parlare, e all’interno di tale percentuale solo il 14% ha risposto riportando in modo corretto la definizione di impianti che permettono di riportare il gas dallo stato liquido a quello gassoso.

da lastampa.it

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Sole e vento? Un affare, basta sfatare dieci miti
Un libro inglese invita a superare i luoghi comuni per guardare con ottimismo al New Deal verde
di Enrico Franceschini

Londra - …. In "Ten technologies to save the planet" Chris Goodall, esperto di energie rinnovabili, illustra i "miti da sfatare" sull'argomento: una sorta di decalogo per capire che la rivoluzione verde si può fare, e come. Il suo libro, di cui il Guardian ha pubblicato un'anticipazione, parte dall'energia solare: non è vero che è troppo costosa per essere usata in modo ampio e diffuso, afferma l'autore. I pannelli solari odierni, grossi e costosi, catturano solo il 10 per cento circa dell'energia del sole, ma rapide innovazioni in corso negli Stati Uniti segnalano che una nuova generazione di pannelli solari assai più sottili ed economici potranno catturare molta più energia…..(leggi l’articolo su  repubblica.it)

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Il mulino di Starck. Se ne parla da mesi
Questa volta sarà vero? Sembra che la Pramac Lifter France stia per metterlo in produzione

Se non è una leggenda metropolitana, sarà una vera rivoluzione.
La Pramac Lifter France, che ha sede vicino a Roanne (Loira), ha annunciato che metterà in produzione a partire dalla fine dell'anno le turbine eoliche disegnate da Philippe Starck per i privati.
La società (50 dipendenti, 42 milioni di fatturato) produrrà cinque modelli di diverse dimensioni, che saranno commercializzati nella grande distribuzione per la vendita al dettaglio.
Disegnata da Philippe Starck per integrarsi sul piano visivo e acustico con l'ambiente, questa turbina eolica sarà semplice da installare e, con una potenza da 250 a 5000 watt, permetterà di risparmiare fino al 60% del fabbisogno energetico individuale.
Anche se il prezzo di vendita non è ancora stato annunciato ufficialmente, dovrebbe aggirarsi tra i 300 e i 400 euro.

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13 novembre 2008
Eolico - Sibilano le super pale
In Inghilterra si progettano turbine da installare al largo con diametri fino a 200 metri

È un mercato che secondo le proiezioni nel 2020 potrebbe arrivare a valere 40 miliardi di sterline. Per il Regno Unito rappresenta una delle più importanti opportunità di sviluppo del futuro, un settore che nel solo nordest del paese potrebbe creare 25.000 nuovi posti di lavoro. Sono cifre che, nell’attuale clima economico, non passano inosservate. La torta fa gola a tutti, tanto che per conquistarne una fetta arrivano offerte dalla California, così come dai paesi scandinavi. Si tratta di energia nuova, pulita e completamente naturale: l’uso del vento, non sulla terra bensì nel mare. Turbine offshore, dove offshore sta non per paradiso fiscale, ma per al largo della costa e da tratte acquatiche trafficate, spazi azzurri dove poter innalzare senza problemi pale lunghe 40, 50, 60 metri.
Essendo un’isola, o meglio un insieme di isole, la Gran Bretagna sta puntando senza timidezza sulla possibilità di incanalare la potenza delle raffiche che quotidianamente percuotono i suoi mari. Il governo ha fatto i conti anche sotto il profilo sociale. Scegliendo come epicentro delle attività la parte settentrionale del paese, conta di riempire il vuoto lasciato dalle flessione dell’industria navale e la chiusura delle miniere. L’energia si rinnova, la società si reinventa. Non sorprende, dunque, che sia la cittadina di Blyth, vicino a Newcastle, ad ospitare un centro che sta velocemente diventando un punto di riferimento mondiale. Si tratta del New and Renewable Energy Centre (NaREC). Al suo sesto anno di attività, ha un laboratorio all’avanguardia dove le nuove pale vengono sottoposte a tutti i test immaginabili. «Ho rotto ogni pala sulle quali ho messo le mani». — sottolinea con un certo orgoglio Peter Hope, direttore del laboratorio che è arrivato all’energia eolica dall’industria automobilistica —. «Un cambiamento che è un po’ come — precisa — riscoprire il piacere della barca a vela dopo il rumore dei motoscafi» Avere a che fare con turbine giganti è, per Hope, una grande soddisfazione. «Più sono lunghe e più le pale sono efficienti ». — spiega con entusiasmo —. «Sfruttare i venti che ci sono in mare aperto è un’idea geniale, sono molto più forti e costanti dei venti che abbiamo nell’entroterra». C’è, poi, la velocità. «La punta di una pala lunga 100 metri in teoria potrebbe superare la velocità del suono». E se 100 metri sembrano tanti, troppi, in realtà non lo sono. Nel laboratorio del NaREC arriverà presto il nuovo modello della società statunitense Clipper, un gigante lungo 75 metri che dovrebbe poter generare 10 megawatts (MW) di elettricità. L’Unione europea sta inoltre finanziando le ricerche su un prototipo da 130 metri e 20 MW.
Ma non è solo la Gran Bretagna settentrionale a investire pesantemente nelle centrali eoliche offshore. Due progetti, complessivamente da due miliardi di sterline, interessano l’estuario del Tamigi. Di fianco a Londra, in pratica. Il primo, il più maestoso, prevede la costruzione di 341 turbine e ha alle spalle un consorzio di cui fa parte la Shell Wind Energy Ltd. Il secondo, invece, a 11 km dalla costa del Kent, è stato rilevato dalla svedese Vattenfall. Il tempo è prezioso. Gli obiettivi internazionali sulla riduzione delle emissioni e sulla produzione di energia rinnovabile e pulita hanno scadenze non troppo lontane (in Gran Bretagna la soglia è del 15% del consumo totale entro il 2020). Il vento è una risorsa enorme — a livello mondiale potrebbe generare 106 milioni di ore gigawatts — così come lo è il mercato eolico. Stando alle previsioni del Global Wind Energy Council di Bruxelles, il settore vedrà un’espansione del 15% entro il 2012, sino ad occupare il 3% della produzione totale di elettricità. Se in fatto di sperimentazione la Gran Bretagna è in pole position, per quanto riguarda la produzione è la Germania a detenere il primato, con il 7% del fabbisogno nazionale derivato da centrali eoliche. Una corona che a sorpresa potrebbe presto passare a Stati Uniti o Cina, regine del consumo, ma anche degli investimenti nell’energia pulita. E anche i grandi gruppi multinazionali entrano nel settore: la Fuji produce già turbine eoliche di 2000 kilowattora che soddisfano i fabbisogni di un migliaio di abitazioni.
da www.corriere.it/

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ACQUA: 'NEMMENO UNA GOCCIA', SCOUT INSEGNANO A RISPARMIARLA

ROMA, 10 NOV - Gli scout insegnano agli adulti come, partendo da semplici gesti quotidiani, non sprecare la risorsa piu' preziosa sulla Terra: l'acqua. E' questo lo scopo dell' iniziativa organizzata dalla Federazione Italiana dello Scoutismo (Fis), composta dalle associazioni scout Agrsci e Cngei, in sinergia con Alcoa Foundation. Il progetto, chiamato 'Nemmeno una goccia', e' nato nel gennaio 2008, ed avra' la sua conclusione il 22 Marzo 2009, in concomitanza con la Giornata Mondiale dell'Acqua. Il progetto vede in primo luogo i giovani impegnarsi nelle proprie comunita', attraverso una gara a premi all'ultima goccia d'acqua risparmiata, al rispetto di un decalogo di regole per la salvaguardia dell'acqua come bene comune. Sono dieci i bollini adesivi, ciascuno rappresentante una regola del decalogo per il risparmio dell'acqua, che i bambini e i giovani sono invitati ad attaccare in casa come promemoria, per se' e per la propria famiglia, e a rispettare il decalogo ma, allo stesso tempo, a coinvolgere un amico, la propria classe e scuola nella stessa attivita'. Inoltre, i gruppi scout locali stanno dando vita a 'La carovana dell'acqua',un'azione di mappatura, applicazione dei bottoni per la regolazione del getto d'acqua e adozione delle fontanelle a getto continuo in collaborazione con le amministrazioni locali. Il progetto prevede anche una serie di incontri e spazi di riflessione sulle tematiche ambientali rivolta agli educatori delle associazioni. Il movimento scout, l'organizzazione mondiale giovanile piu' numerosa al mondo, che conta 28 milioni di associati in 215 paesi, e' particolarmente attento alle tematiche ambientali ed in particolare e' attivamente impegnato oggi sul tema dell'acqua. Con le Nazioni Unite, WOSM (World Organisation of the Scout Movement (l'organizzazione del movimento scout mondiale) ha tra l'altro sancito nel 2004 un Memorandum d'Intesa per un programma comune di miglioramento della sinergia tra le strategie educative e la mobilitazione dei giovani per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. Ecco alcuni tra i gesti quotidiani suggeriti e praticati dagli scout, che aiutano a non sprecare l'acqua: - Meglio un bicchiere che bere dal rubinetto: 1,5 litri d'acqua risparmiati ogni volta; - Un rubinetto che perde 30 gocce al minuto spreca circa 200 litri d'acqua al mese e 2.400 all'anno; - Lavatrice e lavastoviglie a pieno carico? 11.000 litri d'acqua potabile risparmiati; - Meglio una doccia che un bagno: 150 litri d'acqua potabile risparmiati ogni volta; - Se chiudi il rubinetto mentre spazzoli i denti risparmi ogni volta 2,5 litri d'acqua; - Tre litri d'acqua potabile risparmiati ogni volta se laviamo gli alimenti in un contenitore; - Se uno sciacquone perde acqua nel water, anche in modo impercettibile, scarica oltre 2.000 litri di acqua in un giorno; - Recuperiamo circa 2 litri d'acqua, se riutilizziamo per lavare i piatti l'acqua calda con cui si cuoce la pasta, acqua peraltro molto sgrassante. (ANSA)

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BIOMASSE
ECO-ENERGIA: BIODIESEL ITALIANO DALL'OLIO DI ALGHE
ROMA, 10 NOV - Si chiama Mambo (Micro Alghe Materia prima per Bio Olio) il nuovo progetto di studi tra Assocostieri e Unione Produttori Biodiesel che, in questi giorni, hanno presentato i primi risultati di un progetto di studio sul biodiesel di seconda generazione, ricavato dall'olio di alghe. Lo scopo e' quello di sostituire gli oli derivanti da piante oleaginose, utilizzati per la produzione di biodiesel, con una materia prima che non entra in competizione con il comparto alimentare e che non richiede, per il suo sfruttamento, ingenti investimenti. Obiettivo finale dello studio e' di dimostrare la fattibilita' tecnica, economica ed ambientale di un impianto in grado di garantire una produzione media annuale non inferiore alle 10 tonnellate per ettaro coltivato. I risultati preliminari di questa indagine mostrano che la produttivita' bioenergetica delle microalghe risulta decisamente superiore a quella delle colture tradizionali. Le microalghe, infatti, non solo sono in grado di realizzare il processo di fotosintesi con efficienze di conversione dell'energia solare superiore a quella delle colture terrestri tradizionali, ma sono anche caratterizzate da un alto contenuto di lipidi (fino al 60% della biomassa) utilizzabile come biocombustibile. (ANSA).

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UN LIBRO PER LE ECOMAMME, PER TUTTE LE MAMME

"Crescere un figlio sano in un mondo inquinato"
di Libby McDonald

Le sostanze chimiche che ci circondano sono centinaia di migliaia e a molte di esse la nostra società non può o non vuole rinunciare, nonostante si sappia o si sospetti che siano nocive per la salute, soprattutto dei bambini.
Piombo, mercurio, plastica, PBC, inquinanti atmosferici, pesticidi.
Come possono fare i genitori per distinguere, tra la massa di notizie al riguardo, cosa realmente può minacciare i figli?
Giornalista investigativa, avvocato e madre di quattro figli, Libby McDonald separa i fatti dagli inutili allarmismi. Basato su una serie di interviste a medici, tossicologi e ambientalisti  di grande esperienza, il libro affronta molte problematiche attuali:
Come possiamo proteggere i nostri figli dall’avvelenamento da mercurio?
Quali sono le principali cause di intossicazione e come possiamo evitarle?
Quali pesticidi assimilano i bambini? Devono mangiare cibo biologico?
Quali prodotti cosmetici per adolescenti contengono ftalati?
Cosa sono PCBs e PBDEs e perché sono stati trovati nel latte materno?
Cosa si può fare per bloccare l’epidemia infantile di asma?

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ENERGIA DEL MARE, IL PROGETTO ITALIANO PARTE TRA SCILLA E CARIDDI

L'idea arriva dalla cima dello Stivale, più precisamente da Bolzano. La ricerca è stata sviluppata dall'università Federico II di Napoli. Il primo prototipo è stato messo nelle acque tra Scilla e Cariddi lunedì 27 ottobre, con grande soddisfazione dei politici locali che vogliono fare di quel tratto di mare «un laboratorio a cielo aperto». La nuova tecnologia per produrre energia elettrica sfruttando le correnti marine attraversa tutta Italia e promette di valicarne i confini nazionali…………. (leggi tutto l’articolo e vedi il video)
di Luca Salvioli
da ilsole24ore.com

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MARE PULITO


Potete controllare la situazione delle spiagge sul sito del Ministero della Salute, alla pagina www.ministerosalute.it/balneazione
Qui si può trovare l’aggiornamento in tempo reale dei tratti di costa italiana dove è vietata la balneazione per inquinamento o per altri motivi, quali la presenza di parchi marini, zone militari, porti, aeroporti, ecc.
E' possibile fare ricerche per:
Regione
Provincia
Comune

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LATTE CRUDO. TROVA IL DISTRIBUTORE PIU’ VICINO A TE.

Sul sito www.milkmaps.com la mappa, realizzata con la collaborazione di Google Maps, dei distributori di latte crudo in tutta Italia, provincia per provincia. In questo modo potrete trovare facilmente il distributore più vicino a voi, anche quando siete in vacanza.
E’ possibile inviare segnalazioni di distributori non presenti sulla mappa o aggiungere altri dati alla descrizione, che mostra numeri di telefono, email, sito internet e indicazioni per trovare facilmente il distributore.
La vendita diretta di latte crudo è un fenomeno in grande espansione. Per il momento è diffusa soprattutto nel nord del paese.
In pratica si tratta di latte che non ha subito trattamenti termici di nessun tipo: pastorizzazione, sterilizzazione od omogeneizzazione. Si consuma al naturale.
Il latte munto alla stalla viene solo filtrato e refrigerato, cioè portato a una temperatura compresa tra 0 e 4 °C e poi distribuito tramite dei dispenser, distributori automatici a self-service: si inserisce la moneta  e la macchina calcola la quantità di latte corrispondente all'importo pagato; avvicinando il contenitore e premendo il pulsante di accensione inizia l'erogazione che può essere interrotta e ripresa a piacere fino all'esaurimento dell'importo pagato.
Le bottiglie si possono trovare sul posto oppure portare da casa.
Dal punto di vista della qualità, il latte crudo è più ricco di proteine e vitamine rispetto a quello pastorizzato.
Sotto il profilo del gusto, è ricco di grasso non omogeneizzato, quindi più saporito del latte confezionato.
Esiste anche un vantaggio ambientale: si saltano molti passaggi di imbottigliamento e trasporto ed è anche questo il motivo per cui il latte crudo ha un costo abbastanza contenuto: in media 1 euro al litro.
Le fattorie attualmente abilitate alla vendita diretta di latte sono autorizzate dal Servizio Sanitario Pubblico competente, hanno allevamenti controllati e devono rispettare correttamente precise e rigide norme di autocontrollo, con analisi periodiche per la costante verifica dei requisiti qualitativi ed igienico sanitari.
La vendita infatti può avvenire solo se il latte rispetta le norme sanitarie indicate dalla legge e controllate dal Servizio Igiene della produzione, trasformazione, commercializzazione, conservazione e trasporto degli alimenti di origine animale e loro derivati.
Inoltre lil latte crudo sul territorio nazionale puo' essere commercializzato solo in vendita diretta, dal Produttore al Consumatore.
Gli impianti automatici di distribuzione del latte crudo sfuso e refrigerato sono in funzione con grande successo già da alcuni anni in Europa e nel mondo.

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TRASFORMARE LO SPRECO IN RISORSE

Non bisogna sprecare nemmeno un minuto e neanche un prodotto!
Last Minute Market offre servizi che rendono possibile il recupero delle merci invendute, senza valore commerciale, ancora idonee per essere utilizzate.
I beni donati sono resi disponibili ad enti e associazioni che danno aiuto a persone in condizioni di disagio sociale.
Last Minute Market è un progetto di sviluppo locale sostenibile e di responsabilità sociale d'impresa con effetti positivi a livello:
SOCIALE AMBIENTALE NUTRIZIONALE ECONOMICO
www.lastminutemarket.org

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L’ESEMPIO DEL COMUNE DI TORRACA, IN PROVINCIA DI SALERNO

Il piccolo comune di Torraca, 1200 abitanti in provincia di Salerno, grazie all’iniziativa del suo sindaco Daniele Filizola (PdL) ha sostituito nel 2007 tutti i lampioni del Comune con lampioni a LED. Nei primi 6 mesi di funzionamento della nuova rete di illuminazione pubblica, nonostante i lampioni siano addirittura aumentati, il contatore ha registrato una riduzione del consumo di oltre 115.000 kWh, corrispondenti a un risparmio di oltre 20.000 €, con una potenza impegnata che è passata da 42 a 17 kW.

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SAI COS’E’ IL PIEDIBUS?


“Il Piedibus è il modo più sano, sicuro, divertente ed ecologico per andare e tornare da scuola.
E’ un autobus umano, formato da un gruppo di bambini “passeggeri” e da due o più adulti “autisti” e “controllori”.
Il Piedibus è un progetto che nasce in Danimarca. E’ attivo in Nord Europa e negli Stati Uniti e si sta diffondendo in moltissimi altri paesi.
Anche in Italia si inizia a parlare di Piedibus. Ci sono iniziative e progetti in molte città.”
Se vuoi saperne di più e contribuire a organizzarne uno, visita il sito www.piedibus.it

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GOLETTA DEI LAGHI - CIGNO AZZURRO
...Perché non si vive di solo mare. Edizione 2008

Dal 9 giugno al 5 agosto Legambiente è impegnata nella terza edizione di Goletta dei Laghi. Una grande campagna di monitoraggio e informazione sullo stato di salute dei laghi italiani e di promozione politiche di corretta gestione delle coste lacustri e della biodiversità.
L'itinerario:
  9 - 12 giugno. Abruzzo: Scanno
13 - 20 giugno. Lazio: Bolsena, Vico, Bracciano, Martignano, Albano,    Nemi, Turano, Salto, San Puoto
21 - 26 giugno. Umbria: Piediluco, Trasimeno
28 giugno - 2 luglio. Lombardia: Idro, Iseo
  3 - 7 luglio. Trentino: Caldonazzo, Carraia, Levico, Tovel
  9 - 14 luglio. Piemonte: Avigliana G., Avigliana P., Sirio, Viverone, Candia
15 - 21 luglio. Lombardia: Como, Lecco
22 - 28 luglio. Lombardia/Veneto/Trentino: Garda. Veneto: Frassino. Lombardia: Mantova
29 luglio - 5 agosto. Piemonte/Lombardia: Maggiore. Lombardia: Lugano, Varese, Idroscalo
Per visionare i risultati dei prelievi e i comunicati stampa www.legambiente.eu/documenti/2008/0526_golettaDeiLaghi2008/index.php

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Le alghe per neutralizzare il DDT

Si chiama “Dichlorodiphenyltrichloroethane” o più semplicemente “DDT”. È stato usato come antiparassitario dal 1939 in poi in modo massiccio in tutto il mondo e, anche se ha contribuito a debellare la malaria, il tifo e la malattia del sonno, ha causato anche importanti effetti negativi! La sostanza, infatti, che ha trovato impiego anche come insetticida in agricoltura, per la protezione di piantagioni di cotone, può provocare effetti irreversibili e la stessa IARC, l’Agenzia internazionale per il Cancro, lo inserisce nella categoria 2B, in quanto cancerogeno.  
Fino ad oggi, pensare di depurare i luoghi contaminati da tale sostanza, era inverosimile. Ma ora sembra esser giunta una speranza grazie al lavoro di un’equipe di ricercatori britannici e australiani che ha scoperto che, cospargendo di alghe polverizzate il suolo contaminato, si accelera la decomposizione del letale insetticida. Sembra infatti che una giusta dove di alghe sia in grado di aiutare i microrganismi nel suolo ad attaccare le tossine della dannosa sostanza. Fa scomparire addirittura l’80% dei residui entro sei settimane dalla sua applicazione.
I risultati, descritti nell'ultimo numero del Journal of Chemical Technology e Biotechnology, sono stati raggiunti grazie all’alto livello di carbonio che alimenta i microrganismi permettendo alla loro popolazione di moltiplicarsi e creare sempre più truppe nella battaglia contro la sostanza tossica. Secondo gli scienziati le alghe marine possono essere usate anche per decomporre anche altre sostanze contaminanti. Per accertarlo si dovranno comunque effettuare altre ricerche.

Da Marine Life Conservation
www.marine-life.org/Struttura/tot-news.htm

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Rifiuti: riduzione e riciclaggio

Questo il tema che sarà affrontato nella prossima edizione della Settimana di Educazione allo Sviluppo Sostenibile, che si terrà dal 10 al 16 novembre 2008 sotto l’egida della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO.
L’iniziativa s’inquadra nel "DESS - Decennio dell’Educazione allo Sviluppo Sostenibile 2005-2014", campagna mondiale proclamata dall’ONU, e coordinata dall’UNESCO, allo scopo di diffondere valori, conoscenze e stili di vita orientati al rispetto per il prossimo e per il pianeta.
A proclamare la Settimana e a scegliere il tema dell’anno è stato il "Comitato nazionale DESS" che si è riunito lo scorso 15 maggio a Roma e si compone di tutte le principali realtà che operano a ogni livello in Italia per diffondere la "cultura della sostenibilità": Ministeri, enti locali, rappresentanze socio-economiche, associazioni, istituzioni di ricerca e formazione, reti di scuole, agenzie ambientali.
Le prime due edizioni della Settimana di Educazione allo Sviluppo Sostenibile, la prima dedicata all’Energia Sostenibile (6-12 novembre 2006) e la seconda alla lotta ai cambiamenti climatici (5-11 novembre 2007) hanno avuto uno straordinario successo di partecipazione. Sollecitati dai membri del Comitato DESS sono scesi in campo in tutta Italia centinaia e centinaia di soggetti, dalle istituzioni, alle scuole, alla società civile, dando vita a una fitta rete di appuntamenti all’insegna di una società più equa ed armoniosa: eventi, giochi, escursioni, convegni, mostre, laboratori, gazebo in piazza…
L’edizione del 2008 sarà dedicata a un tema di prioritaria evidenza per il nostro Paese, i rifiuti, e avrà in primo luogo lo scopo di sviluppare negli individui come nelle collettività, negli enti locali come nelle imprese capacità operative e di azione responsabile finalizzate alla riduzione dei rifiuti e alla promozione delle più efficaci forme di raccolta differenziata, cosicché il rifiuto possa diventare risorsa.
Tutti coloro che sono a vario livello impegnati nell’educazione alla sostenibilità sul territorio potranno, come gli scorsi anni, aderire alla manifestazione proponendo eventi e iniziative e curandone la realizzazione. La Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO confida nel massimo coinvolgimento e nell’azione sinergica di tutte le sedi che, anche a livello informale, contribuiscono a formare i valori e i comportamenti della nostra società.

Dal sito dell’UNESCO.
www.unescodess.it

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Adotta un delfino

Adottare un delfino è semplicissimo: basta andare sul sito web  www.adottaundelfino.it e cliccare sulla voce “adotta un delfino” per ricevere tutte le informazioni sulle modalità di adozione e su Pinna Bianca, Mistral, Pioggia, Alaimo ed Alfa, i delfini che il CTS propone di adottare.
“Si tratta di un’adozione simbolica – spiega Simona Clò, responsabile del Settore Conservazione Natura del CTS Ambiente -  che allo stesso tempo fornisce un aiuto concreto ai Centri di Ricerca di Caprera e Lampedusa. Attivi entrambi dal 2001, i Centri sono stati istituiti nell’ambito del più vasto Progetto Delfino Costiero, un progetto su scala nazionale che il CTS porta avanti da 10 anni per lo studio del delfino costiero, o tursiope.”    
I biologi del CTS Ambiente sono impegnati tutto l’anno in operazioni di monitoraggio volte al censimento visivo degli esemplari e alla loro fotoidentificazione, tecnica che ha permesso la creazione di un album fotografico di oltre 160 individui riconoscibili dal loro marker naturale, la pinna dorsale.
Il delfino costiero è una specie fortemente minacciata dalla pesca, dal traffico nautico e dall’inquinamento: per tutelarli sono necessarie adeguate misure di conservazione, anche perché i delfini si riproducono in età avanzata e fanno pochissimi piccoli.
Il Mediterraneo è un’area molto amata dai delfini. Nelle acque del nostro mare infatti sono state avvistate spesso mamme con piccoli: le attività di ricerca dei biologi del CTS Ambiente hanno confermato l’ipotesi dell’esistenza di una vera e propria nursery.
“Grazie ai fondi raccolti in questi anni tramite le adozioni – continua Simona Clò - i centri di ricerca hanno potuto acquistare idrofoni per ascoltare le “voci” dei delfini e macchine fotografiche sempre più sofisticate che hanno permesso la fotoidentificazione degli animali. Sono state inoltre realizzate moltissime attività di divulgazione e sensibilizzazione in collaborazione con i pescatori quali, ad esempio, corsi di formazione e attività di whale watching. Tutte le attività che si svolgono nei centri di ricerca sono state realizzate anche grazie alla collaborazione dell’AMP Isole Pelagie  e del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena”.

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Pannolini lavabili

Sempre più Comuni, in Italia, hanno deciso di incentivare l’uso dei pannolini lavabili al posto degli usa e getta, promuovendo campagne di sensibilizzazione, anche con l’erogazione di contributi. I motivi sono chiari.
E’ stato calcolato che in media ogni nuovo nato consuma in tre anni circa 6000 pannolini, più o meno una tonnellata di rifiuti.
L’impatto ambientale è enorme: per produrli occorrono decine di alberi, per degradarli centinaia di anni. Non solo: nella fase produttiva consumano energia, acqua e prodotti chimici che restano nelle acque di scarico.
La scelta dei pannolini lavabili, per quanto apparentemente gravosa dal punto di vista della praticità, ha dei vantaggi. Indubbiamente i costi: il risparmio è notevolissimo.
Poi minori arrossamenti e irritazioni nei bambini predisposti: la stoffa permette alla pelle di respirare meglio e di non surriscaldarsi. Inoltre si evita il continuo contatto con i gel ultrassorbenti dei pannolini usa e getta.
Infine, un risparmio immediato anche sullo smaltimento dei rifiuti urbani.
I nuovi pannolini lavabili sono più comodi dei ciripà di una volta. Prima in Austria e in Germania e ora anche in Italia, sono in commercio dei pannolini ecologici pratici  come gli "usa e getta" e con la stessa forma,  ma che si lavano in lavatrice. Sono in cotone, al 100% provenienti da coltivazioni biologiche, non sbiancati e con chiusura in velcro. Inoltre si regolano per adattarli alla taglia del bambino.
Sopra il pannolino occorre una mutandina in microfibra che trattiene l’acqua, ma permette all'aria di passare. Solo questa mutandina deve essere sostituita man mano che il bambino cresce. E si può evitare di usarla magari di notte o per qualche ora ogni giorno.
Per poter ruotare i lavaggi occorre avere a disposizione circa 25 pannolini, il che comporterà un investimento iniziale che però, anche aggiunto ai costi dei lavaggi, elettricità e detersivi, sarà di gran lunga inferiore a quello della scelta degli “usa e getta”.

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Pannolini con tutte le virtù

Qualche tempo fa gli ecologisti inglesi proposero al governo di regalare a ogni neonato un kit di pannolini lavabili per evitare gli usa e getta, con sommo vantaggio per l'ambiente e la collettività (ne riferimmo in terra terra il 26 maggio 2004). Per fortuna l'idea si sta facendo strada, a livello locale, anche nell'Italia dei rifiuti che continuano ad aumentare.
I 2,2 miliardi all'anno di pannolini usati e gettati nel nostro paese ogni anno richiedono 600.000 tonnellate di pasta di legno e un gran dispendio di energia, acqua, sostanze chimiche e materie plastiche. E diventano poi il 4 per cento dei rifiuti solidi urbani; una tonnellata per ogni bambino, nei suoi primi tre anni di vita. Non riciclabili, si degradano in centinaia di anni e in discarica sono possibile veicolo di agenti patogeni. Oltretutto sono costosi: per le famiglie che spendono nei tre famosi anni fino a 2.000 euro, e per la collettività che si sobbarca gli oneri di smaltimento…….(leggi tutto l’articolo)

di Marinella Correggia
da il manifesto, 18 marzo 2008


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