Archivio 2008
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Dispositivi elettronici: via al piano Ue per i consumi in stand by
Italiani, ok aumenti nelle bollette per sostenere l'ambiente
Sole e vento? Un affare, basta sfatare dieci miti
Il mulino di Starck. Se ne parla da mesi
In Inghilterra si progettano turbine da installare al largo con diametri fino a 200 metri
Acqua: 'nemmeno una goccia', scout insegnano a risparmiarla
Biomasse. Eco-energia: biodisel italiano dall'olio di alghe
Un libro per le ecomamme, per tutte le mamme
Energia del mare, il progetto italiano parte tra Scilla e Cariddi
Mare pulito
Latte crudo. Trova il distributore più vicino a te
Trasformare lo spreco in risorse
L'esempio del Comune di Torraca, in provincia di Salerno
Sai cos'è il piedibus?
Goletta dei laghi - Cigno Azzurro
Le alghe per neutralizzare il DDT
Rifiuti: riduzione e riciclaggio
Adotta un delfino
Pannolini lavabili
Pannolini con tutte le virtù
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23 dicembre 2008
Dispositivi elettronici: via al piano Ue per i consumi in stand by
di Gianni.Rusconi
Stampanti, computer, televisori e macchine d’ufficio in genere:
metterle in stand by, quando si va in pausa pranzo o in riunione è già
buona cosa ma non basta. Perché gli apparecchi elettrici ed elettronici
consumano e molto anche quando si adotta la modalità salva energia. È
un qualcosa di risaputo (forse non per tutti) ma la Commissione europea
ha voluto rafforzare gli “obblighi” per ovviare al problema.
Di recente l’organismo di Bruxelles e nella fattispecie la Commissione
per l’energia presieduta da Andris Piebalgs ha infatti stilato un nuovo
regolamento sulla “progettazione ecocompatibile” che ha il fine preciso
di ridurre il consumo in modalità standby di tutti i prodotti
elettronici per ufficio. Quello che stabilisce il regolamento, in
concreto, sono nuovi requisiti di efficienza energetica per le
macchine, requisiti che permetteranno di abbattere il fabbisogno di
corrente elettrica di circa il 75% entro il 2020. Con il conseguente
risparmio di svariati miliardi di euro – oggi nei Paesi Ue i prodotti
in stand by consumano circa 50 Terawattora di energia elettrica
all’anno - e la possibilità di evitare l’emissione di 14 milioni di
tonnellate di emissioni di CO2 nell’atmosfera.
L’intervento della UE non è altro che il passo ultimo dell’iter
procedurale iniziato questa estate con l’approvazione da parte degli
Stati membri della norma relativa alla progettazione ecocompatibile. Il
regolamento di cui sopra entrerà in vigore nel primo trimestre 2009 e
dal 2010 il consumo energetico in modalità standby di nuovi prodotti
dovrà essere inferiore a 1 o 2 watt (nel 2013 si scenderà ulteriormente
per arrivare a 0,5 e 1 watt). All’esame del Parlamento europeo e del
Consiglio vi sono quindi altre misure finalizzate alla produzione di
prodotti elettronici “eco” e le aspettative comunitarie parlano di
possibili risparmi per complessivi 125 Terawattora di energia elettrica
entro il 2020. Numeri che sembrano dire poco e che invece significano
molto.
da www.panorama.it
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27 novembre 2008
Italiani, ok aumenti nelle bollette per sostenere l'ambiente
ROMA - Nonostante il periodo di forte crisi economica, il 71% degli
italiani è disposto a sostenere, anche con un aumento in bolletta,
progetti di qualificazione ambientale. È quanto emerge dall’indagine
eseguita da GfK Eurisko per Risl, in occasione del convegno
MOPAmbiente, che si è tenuto oggi a Roma su un campione degli
intervistati (1.000 cittadini con età superiore ai 18 anni)
rappresentativo della popolazione italiana.
L’indagine evidenzia che è cresciuto il tasso di «sensibilità
ambientale»: più del 60% degli italiani ritiene che il suo
comportamento può contribuire a ridurre l’inquinamento ed avverte
l’esigenza di essere informati da istituzioni ed aziende private su
ambiente ed energia in maniera più esaustiva e sistematica. Viene
confermato dalla ricerca la preferenza verso l’energia solare, che
secondo il 59% degli intervistati dovrebbe essere maggiormente
incentivata dalle istituzioni, mentre l’energia nucleare viene indicata
dal 19% del campione.
Per quanto riguarda la sindrome “Nimby” (Not in my backyard), quella
per la quale le comunità locali si oppongono alla realizzazione di
infrastrutture sul loro territorio, questa è quasi nulla nel caso di
impianti ad energia solare: ben il 96% è favorevole. In molti accettano
infrastrutture di tipo eolico (l’85%) e i rigassificatori (il 68%),
mentre per le centrali nucleari viene confermato, sostanzialmente il
dato precedente del 17%.
In merito all’informazione energetica ed ambientale, molto forte è
l’esigenza per gli italiani di avere adeguate ed univoche indicazioni
da parte, congiuntamente, delle istituzioni e delle aziende che
gestiscono gli impianti di produzione/distribuzione di energia (il
60%). Un esempio concreto di questa carenza informativa è emersa
riguardo alla conoscenza dei rigassificatori, dei quali solo il 31% ha
sentito parlare, e all’interno di tale percentuale solo il 14% ha
risposto riportando in modo corretto la definizione di impianti che
permettono di riportare il gas dallo stato liquido a quello gassoso.
da lastampa.it
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Sole e vento? Un affare, basta sfatare dieci miti
Un libro inglese invita a superare i luoghi comuni per guardare con ottimismo al New Deal verde
di Enrico Franceschini
Londra - …. In "Ten technologies to save the planet" Chris Goodall,
esperto di energie rinnovabili, illustra i "miti da sfatare"
sull'argomento: una sorta di decalogo per capire che la rivoluzione
verde si può fare, e come. Il suo libro, di cui il Guardian ha
pubblicato un'anticipazione, parte dall'energia solare: non è vero che
è troppo costosa per essere usata in modo ampio e diffuso, afferma
l'autore. I pannelli solari odierni, grossi e costosi, catturano solo
il 10 per cento circa dell'energia del sole, ma rapide innovazioni in
corso negli Stati Uniti segnalano che una nuova generazione di pannelli
solari assai più sottili ed economici potranno catturare molta più
energia…..(leggi l’articolo su repubblica.it)
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Il mulino di Starck. Se ne parla da mesi
Questa volta sarà vero? Sembra che la Pramac Lifter France stia per metterlo in produzione
Se non è una leggenda metropolitana, sarà una vera rivoluzione.
La Pramac Lifter France, che ha sede vicino a Roanne (Loira), ha
annunciato che metterà in produzione a partire dalla fine dell'anno le
turbine eoliche disegnate da Philippe Starck per i privati.
La società (50 dipendenti, 42 milioni di fatturato) produrrà cinque
modelli di diverse dimensioni, che saranno commercializzati nella
grande distribuzione per la vendita al dettaglio.
Disegnata da Philippe Starck per integrarsi sul piano visivo e acustico
con l'ambiente, questa turbina eolica sarà semplice da installare e,
con una potenza da 250 a 5000 watt, permetterà di risparmiare fino al
60% del fabbisogno energetico individuale.
Anche se il prezzo di vendita non è ancora stato annunciato ufficialmente, dovrebbe aggirarsi tra i 300 e i 400 euro.
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13 novembre 2008
Eolico - Sibilano le super pale
In Inghilterra si progettano turbine da installare al largo con diametri fino a 200 metri
È un mercato che secondo le proiezioni nel 2020 potrebbe arrivare a
valere 40 miliardi di sterline. Per il Regno Unito rappresenta una
delle più importanti opportunità di sviluppo del futuro, un settore che
nel solo nordest del paese potrebbe creare 25.000 nuovi posti di
lavoro. Sono cifre che, nell’attuale clima economico, non passano
inosservate. La torta fa gola a tutti, tanto che per conquistarne una
fetta arrivano offerte dalla California, così come dai paesi
scandinavi. Si tratta di energia nuova, pulita e completamente
naturale: l’uso del vento, non sulla terra bensì nel mare. Turbine
offshore, dove offshore sta non per paradiso fiscale, ma per al largo
della costa e da tratte acquatiche trafficate, spazi azzurri dove poter
innalzare senza problemi pale lunghe 40, 50, 60 metri.
Essendo un’isola, o meglio un insieme di isole, la Gran Bretagna sta
puntando senza timidezza sulla possibilità di incanalare la potenza
delle raffiche che quotidianamente percuotono i suoi mari. Il governo
ha fatto i conti anche sotto il profilo sociale. Scegliendo come
epicentro delle attività la parte settentrionale del paese, conta di
riempire il vuoto lasciato dalle flessione dell’industria navale e la
chiusura delle miniere. L’energia si rinnova, la società si reinventa.
Non sorprende, dunque, che sia la cittadina di Blyth, vicino a
Newcastle, ad ospitare un centro che sta velocemente diventando un
punto di riferimento mondiale. Si tratta del New and Renewable Energy
Centre (NaREC). Al suo sesto anno di attività, ha un laboratorio
all’avanguardia dove le nuove pale vengono sottoposte a tutti i test
immaginabili. «Ho rotto ogni pala sulle quali ho messo le mani». —
sottolinea con un certo orgoglio Peter Hope, direttore del laboratorio
che è arrivato all’energia eolica dall’industria automobilistica —. «Un
cambiamento che è un po’ come — precisa — riscoprire il piacere della
barca a vela dopo il rumore dei motoscafi» Avere a che fare con turbine
giganti è, per Hope, una grande soddisfazione. «Più sono lunghe e più
le pale sono efficienti ». — spiega con entusiasmo —. «Sfruttare i
venti che ci sono in mare aperto è un’idea geniale, sono molto più
forti e costanti dei venti che abbiamo nell’entroterra». C’è, poi, la
velocità. «La punta di una pala lunga 100 metri in teoria potrebbe
superare la velocità del suono». E se 100 metri sembrano tanti, troppi,
in realtà non lo sono. Nel laboratorio del NaREC arriverà presto il
nuovo modello della società statunitense Clipper, un gigante lungo 75
metri che dovrebbe poter generare 10 megawatts (MW) di elettricità.
L’Unione europea sta inoltre finanziando le ricerche su un prototipo da
130 metri e 20 MW.
Ma non è solo la Gran Bretagna settentrionale a investire pesantemente
nelle centrali eoliche offshore. Due progetti, complessivamente da due
miliardi di sterline, interessano l’estuario del Tamigi. Di fianco a
Londra, in pratica. Il primo, il più maestoso, prevede la costruzione
di 341 turbine e ha alle spalle un consorzio di cui fa parte la Shell
Wind Energy Ltd. Il secondo, invece, a 11 km dalla costa del Kent, è
stato rilevato dalla svedese Vattenfall. Il tempo è prezioso. Gli
obiettivi internazionali sulla riduzione delle emissioni e sulla
produzione di energia rinnovabile e pulita hanno scadenze non troppo
lontane (in Gran Bretagna la soglia è del 15% del consumo totale entro
il 2020). Il vento è una risorsa enorme — a livello mondiale potrebbe
generare 106 milioni di ore gigawatts — così come lo è il mercato
eolico. Stando alle previsioni del Global Wind Energy Council di
Bruxelles, il settore vedrà un’espansione del 15% entro il 2012, sino
ad occupare il 3% della produzione totale di elettricità. Se in fatto
di sperimentazione la Gran Bretagna è in pole position, per quanto
riguarda la produzione è la Germania a detenere il primato, con il 7%
del fabbisogno nazionale derivato da centrali eoliche. Una corona che a
sorpresa potrebbe presto passare a Stati Uniti o Cina, regine del
consumo, ma anche degli investimenti nell’energia pulita. E anche i
grandi gruppi multinazionali entrano nel settore: la Fuji produce già
turbine eoliche di 2000 kilowattora che soddisfano i fabbisogni di un
migliaio di abitazioni.
da www.corriere.it/
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ACQUA: 'NEMMENO UNA GOCCIA', SCOUT INSEGNANO A RISPARMIARLA
ROMA,
10 NOV - Gli scout insegnano agli adulti come, partendo da semplici
gesti quotidiani, non sprecare la risorsa piu' preziosa sulla Terra:
l'acqua. E' questo lo scopo dell' iniziativa organizzata dalla Federazione Italiana dello Scoutismo
(Fis), composta dalle associazioni scout Agrsci e Cngei, in sinergia
con Alcoa Foundation. Il progetto, chiamato 'Nemmeno una goccia', e'
nato nel gennaio 2008, ed avra' la sua conclusione il 22 Marzo 2009, in
concomitanza con la Giornata Mondiale dell'Acqua. Il progetto vede in
primo luogo i giovani impegnarsi nelle proprie comunita', attraverso
una gara a premi all'ultima goccia d'acqua risparmiata, al rispetto di
un decalogo di regole per la salvaguardia dell'acqua come bene comune.
Sono dieci i bollini adesivi, ciascuno rappresentante una regola del
decalogo per il risparmio dell'acqua, che i bambini e i giovani sono
invitati ad attaccare in casa come promemoria, per se' e per la propria
famiglia, e a rispettare il decalogo ma, allo stesso tempo, a
coinvolgere un amico, la propria classe e scuola nella stessa
attivita'. Inoltre, i gruppi scout locali stanno dando vita a 'La
carovana dell'acqua',un'azione di mappatura, applicazione dei bottoni
per la regolazione del getto d'acqua e adozione delle fontanelle a
getto continuo in collaborazione con le amministrazioni locali. Il
progetto prevede anche una serie di incontri e spazi di riflessione
sulle tematiche ambientali rivolta agli educatori delle associazioni.
Il movimento scout, l'organizzazione mondiale giovanile piu' numerosa
al mondo, che conta 28 milioni di associati in 215 paesi, e'
particolarmente attento alle tematiche ambientali ed in particolare e'
attivamente impegnato oggi sul tema dell'acqua. Con le Nazioni Unite,
WOSM (World Organisation of the Scout Movement (l'organizzazione del
movimento scout mondiale) ha tra l'altro sancito nel 2004 un Memorandum
d'Intesa per un programma comune di miglioramento della sinergia tra le
strategie educative e la mobilitazione dei giovani per il
raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. Ecco alcuni
tra i gesti quotidiani suggeriti e praticati dagli scout, che aiutano a
non sprecare l'acqua: - Meglio un bicchiere che bere dal rubinetto: 1,5
litri d'acqua risparmiati ogni volta; - Un rubinetto che perde 30 gocce
al minuto spreca circa 200 litri d'acqua al mese e 2.400 all'anno; -
Lavatrice e lavastoviglie a pieno carico? 11.000 litri d'acqua potabile
risparmiati; - Meglio una doccia che un bagno: 150 litri d'acqua
potabile risparmiati ogni volta; - Se chiudi il rubinetto mentre
spazzoli i denti risparmi ogni volta 2,5 litri d'acqua; - Tre litri
d'acqua potabile risparmiati ogni volta se laviamo gli alimenti in un
contenitore; - Se uno sciacquone perde acqua nel water, anche in modo
impercettibile, scarica oltre 2.000 litri di acqua in un giorno; -
Recuperiamo circa 2 litri d'acqua, se riutilizziamo per lavare i piatti
l'acqua calda con cui si cuoce la pasta, acqua peraltro molto
sgrassante. (ANSA)
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BIOMASSE
ECO-ENERGIA: BIODIESEL ITALIANO DALL'OLIO DI ALGHE
ROMA,
10 NOV - Si chiama Mambo (Micro Alghe Materia prima per Bio Olio) il
nuovo progetto di studi tra Assocostieri e Unione Produttori Biodiesel
che, in questi giorni, hanno presentato i primi risultati di un
progetto di studio sul biodiesel di seconda generazione, ricavato
dall'olio di alghe. Lo scopo e' quello di sostituire gli oli derivanti
da piante oleaginose, utilizzati per la produzione di biodiesel, con
una materia prima che non entra in competizione con il comparto
alimentare e che non richiede, per il suo sfruttamento, ingenti
investimenti. Obiettivo finale dello studio e' di dimostrare la
fattibilita' tecnica, economica ed ambientale di un impianto in grado
di garantire una produzione media annuale non inferiore alle 10
tonnellate per ettaro coltivato. I risultati preliminari di questa
indagine mostrano che la produttivita' bioenergetica delle microalghe
risulta decisamente superiore a quella delle colture tradizionali. Le
microalghe, infatti, non solo sono in grado di realizzare il processo
di fotosintesi con efficienze di conversione dell'energia solare
superiore a quella delle colture terrestri tradizionali, ma sono anche
caratterizzate da un alto contenuto di lipidi (fino al 60% della
biomassa) utilizzabile come biocombustibile. (ANSA).
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UN LIBRO PER LE ECOMAMME, PER TUTTE LE MAMME
"Crescere un figlio sano in un mondo inquinato"
di Libby McDonald
Le
sostanze chimiche che ci circondano sono centinaia di migliaia e a
molte di esse la nostra società non può o non vuole rinunciare,
nonostante si sappia o si sospetti che siano nocive per la salute,
soprattutto dei bambini.
Piombo, mercurio, plastica, PBC, inquinanti atmosferici, pesticidi.
Come possono fare i genitori per distinguere, tra la massa di notizie al riguardo, cosa realmente può minacciare i figli?
Giornalista investigativa, avvocato e madre di quattro figli, Libby
McDonald separa i fatti dagli inutili allarmismi. Basato su una serie
di interviste a medici, tossicologi e ambientalisti di grande
esperienza, il libro affronta molte problematiche attuali:
Come possiamo proteggere i nostri figli dall’avvelenamento da mercurio?
Quali sono le principali cause di intossicazione e come possiamo evitarle?
Quali pesticidi assimilano i bambini? Devono mangiare cibo biologico?
Quali prodotti cosmetici per adolescenti contengono ftalati?
Cosa sono PCBs e PBDEs e perché sono stati trovati nel latte materno?
Cosa si può fare per bloccare l’epidemia infantile di asma?
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ENERGIA DEL MARE, IL PROGETTO ITALIANO PARTE TRA SCILLA E CARIDDI
L'idea
arriva dalla cima dello Stivale, più precisamente da Bolzano. La
ricerca è stata sviluppata dall'università Federico II di Napoli. Il
primo prototipo è stato messo nelle acque tra Scilla e Cariddi lunedì
27 ottobre, con grande soddisfazione dei politici locali che vogliono
fare di quel tratto di mare «un laboratorio a cielo aperto». La nuova
tecnologia per produrre energia elettrica sfruttando le correnti marine
attraversa tutta Italia e promette di valicarne i confini
nazionali…………. (leggi tutto l’articolo e vedi il video)
di Luca Salvioli
da ilsole24ore.com
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MARE PULITO
Potete controllare la situazione delle spiagge sul sito del Ministero della Salute, alla pagina www.ministerosalute.it/balneazione
Qui si può trovare l’aggiornamento in tempo reale dei tratti di costa
italiana dove è vietata la balneazione per inquinamento o per altri
motivi, quali la presenza di parchi marini, zone militari, porti,
aeroporti, ecc.
E' possibile fare ricerche per:
Regione
Provincia
Comune
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LATTE CRUDO. TROVA IL DISTRIBUTORE PIU’ VICINO A TE.
Sul sito www.milkmaps.com
la mappa, realizzata con la collaborazione di Google Maps, dei
distributori di latte crudo in tutta Italia, provincia per provincia.
In questo modo potrete trovare facilmente il distributore più vicino a
voi, anche quando siete in vacanza.
E’ possibile inviare segnalazioni di distributori non presenti sulla
mappa o aggiungere altri dati alla descrizione, che mostra numeri di
telefono, email, sito internet e indicazioni per trovare facilmente il
distributore.
La vendita diretta di latte crudo è un fenomeno in grande espansione. Per il momento è diffusa soprattutto nel nord del paese.
In pratica si tratta di latte che non ha subito trattamenti termici di
nessun tipo: pastorizzazione, sterilizzazione od omogeneizzazione. Si
consuma al naturale.
Il latte munto alla stalla viene solo filtrato e refrigerato, cioè
portato a una temperatura compresa tra 0 e 4 °C e poi distribuito
tramite dei dispenser, distributori automatici a self-service: si
inserisce la moneta e la macchina calcola la quantità di latte
corrispondente all'importo pagato; avvicinando il contenitore e
premendo il pulsante di accensione inizia l'erogazione che può essere
interrotta e ripresa a piacere fino all'esaurimento dell'importo pagato.
Le bottiglie si possono trovare sul posto oppure portare da casa.
Dal punto di vista della qualità, il latte crudo è più ricco di proteine e vitamine rispetto a quello pastorizzato.
Sotto il profilo del gusto, è ricco di grasso non omogeneizzato, quindi più saporito del latte confezionato.
Esiste anche un vantaggio ambientale: si saltano molti passaggi di
imbottigliamento e trasporto ed è anche questo il motivo per cui il
latte crudo ha un costo abbastanza contenuto: in media 1 euro al litro.
Le fattorie attualmente abilitate alla vendita diretta di latte sono
autorizzate dal Servizio Sanitario Pubblico competente, hanno
allevamenti controllati e devono rispettare correttamente precise e
rigide norme di autocontrollo, con analisi periodiche per la costante
verifica dei requisiti qualitativi ed igienico sanitari.
La vendita infatti può avvenire solo se il latte rispetta le norme
sanitarie indicate dalla legge e controllate dal Servizio Igiene della
produzione, trasformazione, commercializzazione, conservazione e
trasporto degli alimenti di origine animale e loro derivati.
Inoltre lil latte crudo sul territorio nazionale puo' essere
commercializzato solo in vendita diretta, dal Produttore al
Consumatore.
Gli impianti automatici di distribuzione del latte crudo sfuso e
refrigerato sono in funzione con grande successo già da alcuni anni in
Europa e nel mondo.
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TRASFORMARE LO SPRECO IN RISORSE
Non bisogna sprecare nemmeno un minuto e neanche un prodotto!
Last Minute Market offre servizi che rendono possibile il recupero
delle merci invendute, senza valore commerciale, ancora idonee per
essere utilizzate.
I beni donati sono resi disponibili ad enti e associazioni che danno aiuto a persone in condizioni di disagio sociale.
Last Minute Market è un progetto di sviluppo locale sostenibile e di
responsabilità sociale d'impresa con effetti positivi a livello:
SOCIALE AMBIENTALE NUTRIZIONALE ECONOMICO
www.lastminutemarket.org
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L’ESEMPIO DEL COMUNE DI TORRACA, IN PROVINCIA DI SALERNO
Il piccolo comune di Torraca, 1200 abitanti in provincia di Salerno,
grazie all’iniziativa del suo sindaco Daniele Filizola (PdL) ha
sostituito nel 2007 tutti i lampioni del Comune con lampioni a LED. Nei
primi 6 mesi di funzionamento della nuova rete di illuminazione
pubblica, nonostante i lampioni siano addirittura aumentati, il
contatore ha registrato una riduzione del consumo di oltre 115.000 kWh,
corrispondenti a un risparmio di oltre 20.000 €, con una potenza
impegnata che è passata da 42 a 17 kW.
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SAI COS’E’ IL PIEDIBUS?
“Il Piedibus è il modo più sano, sicuro, divertente ed ecologico per andare e tornare da scuola.
E’ un autobus umano, formato da un gruppo di bambini “passeggeri” e da due o più adulti “autisti” e “controllori”.
Il Piedibus è un progetto che nasce in Danimarca. E’ attivo in Nord
Europa e negli Stati Uniti e si sta diffondendo in moltissimi altri
paesi.
Anche in Italia si inizia a parlare di Piedibus. Ci sono iniziative e progetti in molte città.”
Se vuoi saperne di più e contribuire a organizzarne uno, visita il sito www.piedibus.it
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GOLETTA DEI LAGHI - CIGNO AZZURRO
...Perché non si vive di solo mare. Edizione 2008
Dal 9 giugno al 5 agosto Legambiente è impegnata nella terza edizione
di Goletta dei Laghi. Una grande campagna di monitoraggio e
informazione sullo stato di salute dei laghi italiani e di promozione
politiche di corretta gestione delle coste lacustri e della
biodiversità.
L'itinerario:
9 - 12 giugno. Abruzzo: Scanno
13 - 20 giugno. Lazio: Bolsena, Vico, Bracciano, Martignano, Albano, Nemi, Turano, Salto, San Puoto
21 - 26 giugno. Umbria: Piediluco, Trasimeno
28 giugno - 2 luglio. Lombardia: Idro, Iseo
3 - 7 luglio. Trentino: Caldonazzo, Carraia, Levico, Tovel
9 - 14 luglio. Piemonte: Avigliana G., Avigliana P., Sirio, Viverone, Candia
15 - 21 luglio. Lombardia: Como, Lecco
22 - 28 luglio. Lombardia/Veneto/Trentino: Garda. Veneto: Frassino. Lombardia: Mantova
29 luglio - 5 agosto. Piemonte/Lombardia: Maggiore. Lombardia: Lugano, Varese, Idroscalo
Per visionare i risultati dei prelievi e i comunicati stampa
www.legambiente.eu/documenti/2008/0526_golettaDeiLaghi2008/index.php
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Le alghe per neutralizzare il DDT
Si chiama “Dichlorodiphenyltrichloroethane” o più semplicemente “DDT”.
È stato usato come antiparassitario dal 1939 in poi in modo massiccio
in tutto il mondo e, anche se ha contribuito a debellare la malaria, il
tifo e la malattia del sonno, ha causato anche importanti effetti
negativi! La sostanza, infatti, che ha trovato impiego anche come
insetticida in agricoltura, per la protezione di piantagioni di cotone,
può provocare effetti irreversibili e la stessa IARC, l’Agenzia
internazionale per il Cancro, lo inserisce nella categoria 2B, in
quanto cancerogeno.
Fino ad oggi, pensare di depurare i luoghi contaminati da tale
sostanza, era inverosimile. Ma ora sembra esser giunta una speranza
grazie al lavoro di un’equipe di ricercatori britannici e australiani
che ha scoperto che, cospargendo di alghe polverizzate il suolo
contaminato, si accelera la decomposizione del letale insetticida.
Sembra infatti che una giusta dove di alghe sia in grado di aiutare i
microrganismi nel suolo ad attaccare le tossine della dannosa sostanza.
Fa scomparire addirittura l’80% dei residui entro sei settimane dalla
sua applicazione.
I risultati, descritti nell'ultimo numero del Journal of Chemical
Technology e Biotechnology, sono stati raggiunti grazie all’alto
livello di carbonio che alimenta i microrganismi permettendo alla loro
popolazione di moltiplicarsi e creare sempre più truppe nella battaglia
contro la sostanza tossica. Secondo gli scienziati le alghe marine
possono essere usate anche per decomporre anche altre sostanze
contaminanti. Per accertarlo si dovranno comunque effettuare altre
ricerche.
Da Marine Life Conservation
www.marine-life.org/Struttura/tot-news.htm
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Rifiuti: riduzione e riciclaggio
Questo il tema che sarà affrontato nella prossima edizione della
Settimana di Educazione allo Sviluppo Sostenibile, che si terrà dal 10
al 16 novembre 2008 sotto l’egida della Commissione Nazionale Italiana
per l’UNESCO.
L’iniziativa s’inquadra nel "DESS - Decennio dell’Educazione allo
Sviluppo Sostenibile 2005-2014", campagna mondiale proclamata dall’ONU,
e coordinata dall’UNESCO, allo scopo di diffondere valori, conoscenze e
stili di vita orientati al rispetto per il prossimo e per il pianeta.
A proclamare la Settimana e a scegliere il tema dell’anno è stato il
"Comitato nazionale DESS" che si è riunito lo scorso 15 maggio a Roma e
si compone di tutte le principali realtà che operano a ogni livello in
Italia per diffondere la "cultura della sostenibilità": Ministeri, enti
locali, rappresentanze socio-economiche, associazioni, istituzioni di
ricerca e formazione, reti di scuole, agenzie ambientali.
Le prime due edizioni della Settimana di Educazione allo Sviluppo
Sostenibile, la prima dedicata all’Energia Sostenibile (6-12 novembre
2006) e la seconda alla lotta ai cambiamenti climatici (5-11 novembre
2007) hanno avuto uno straordinario successo di partecipazione.
Sollecitati dai membri del Comitato DESS sono scesi in campo in tutta
Italia centinaia e centinaia di soggetti, dalle istituzioni, alle
scuole, alla società civile, dando vita a una fitta rete di
appuntamenti all’insegna di una società più equa ed armoniosa: eventi,
giochi, escursioni, convegni, mostre, laboratori, gazebo in piazza…
L’edizione del 2008 sarà dedicata a un tema di prioritaria evidenza per
il nostro Paese, i rifiuti, e avrà in primo luogo lo scopo di
sviluppare negli individui come nelle collettività, negli enti locali
come nelle imprese capacità operative e di azione responsabile
finalizzate alla riduzione dei rifiuti e alla promozione delle più
efficaci forme di raccolta differenziata, cosicché il rifiuto possa
diventare risorsa.
Tutti coloro che sono a vario livello impegnati nell’educazione alla
sostenibilità sul territorio potranno, come gli scorsi anni, aderire
alla manifestazione proponendo eventi e iniziative e curandone la
realizzazione. La Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO confida
nel massimo coinvolgimento e nell’azione sinergica di tutte le sedi
che, anche a livello informale, contribuiscono a formare i valori e i
comportamenti della nostra società.
Dal sito dell’UNESCO.
www.unescodess.it
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Adotta un delfino
Adottare un delfino è semplicissimo: basta andare sul sito web
www.adottaundelfino.it e cliccare sulla voce “adotta un delfino” per
ricevere tutte le informazioni sulle modalità di adozione e su Pinna
Bianca, Mistral, Pioggia, Alaimo ed Alfa, i delfini che il CTS propone
di adottare.
“Si tratta di un’adozione simbolica – spiega Simona Clò, responsabile
del Settore Conservazione Natura del CTS Ambiente - che allo stesso
tempo fornisce un aiuto concreto ai Centri di Ricerca di Caprera e
Lampedusa. Attivi entrambi dal 2001, i Centri sono stati istituiti
nell’ambito del più vasto Progetto Delfino Costiero, un progetto su
scala nazionale che il CTS porta avanti da 10 anni per lo studio del
delfino costiero, o tursiope.”
I biologi del CTS Ambiente sono impegnati tutto l’anno in operazioni di
monitoraggio volte al censimento visivo degli esemplari e alla loro
fotoidentificazione, tecnica che ha permesso la creazione di un album
fotografico di oltre 160 individui riconoscibili dal loro marker
naturale, la pinna dorsale.
Il delfino costiero è una specie fortemente minacciata dalla pesca, dal
traffico nautico e dall’inquinamento: per tutelarli sono necessarie
adeguate misure di conservazione, anche perché i delfini si riproducono
in età avanzata e fanno pochissimi piccoli.
Il Mediterraneo è un’area molto amata dai delfini. Nelle acque del
nostro mare infatti sono state avvistate spesso mamme con piccoli: le
attività di ricerca dei biologi del CTS Ambiente hanno confermato
l’ipotesi dell’esistenza di una vera e propria nursery.
“Grazie ai fondi raccolti in questi anni tramite le adozioni – continua
Simona Clò - i centri di ricerca hanno potuto acquistare idrofoni per
ascoltare le “voci” dei delfini e macchine fotografiche sempre più
sofisticate che hanno permesso la fotoidentificazione degli animali.
Sono state inoltre realizzate moltissime attività di divulgazione e
sensibilizzazione in collaborazione con i pescatori quali, ad esempio,
corsi di formazione e attività di whale watching. Tutte le attività che
si svolgono nei centri di ricerca sono state realizzate anche grazie
alla collaborazione dell’AMP Isole Pelagie e del Parco Nazionale
dell’Arcipelago di La Maddalena”.
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Pannolini lavabili
Sempre più Comuni, in Italia, hanno deciso di incentivare l’uso dei
pannolini lavabili al posto degli usa e getta, promuovendo campagne di
sensibilizzazione, anche con l’erogazione di contributi. I motivi sono
chiari.
E’ stato calcolato che in media ogni nuovo nato consuma in tre anni circa 6000 pannolini, più o meno una tonnellata di rifiuti.
L’impatto ambientale è enorme: per produrli occorrono decine di alberi,
per degradarli centinaia di anni. Non solo: nella fase produttiva
consumano energia, acqua e prodotti chimici che restano nelle acque di
scarico.
La scelta dei pannolini lavabili, per quanto apparentemente gravosa dal
punto di vista della praticità, ha dei vantaggi. Indubbiamente i costi:
il risparmio è notevolissimo.
Poi minori arrossamenti e irritazioni nei bambini predisposti: la
stoffa permette alla pelle di respirare meglio e di non surriscaldarsi.
Inoltre si evita il continuo contatto con i gel ultrassorbenti dei
pannolini usa e getta.
Infine, un risparmio immediato anche sullo smaltimento dei rifiuti urbani.
I nuovi pannolini lavabili sono più comodi dei ciripà di una volta.
Prima in Austria e in Germania e ora anche in Italia, sono in commercio
dei pannolini ecologici pratici come gli "usa e getta" e con la stessa
forma, ma che si lavano in lavatrice. Sono in cotone, al 100%
provenienti da coltivazioni biologiche, non sbiancati e con chiusura in
velcro. Inoltre si regolano per adattarli alla taglia del bambino.
Sopra il pannolino occorre una mutandina in microfibra che trattiene
l’acqua, ma permette all'aria di passare. Solo questa mutandina deve
essere sostituita man mano che il bambino cresce. E si può evitare di
usarla magari di notte o per qualche ora ogni giorno.
Per poter ruotare i lavaggi occorre avere a disposizione circa 25
pannolini, il che comporterà un investimento iniziale che però, anche
aggiunto ai costi dei lavaggi, elettricità e detersivi, sarà di gran
lunga inferiore a quello della scelta degli “usa e getta”.
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Pannolini con tutte le virtù
Qualche tempo fa gli ecologisti inglesi proposero al governo di
regalare a ogni neonato un kit di pannolini lavabili per evitare gli
usa e getta, con sommo vantaggio per l'ambiente e la collettività (ne
riferimmo in terra terra il 26 maggio 2004). Per fortuna l'idea si sta
facendo strada, a livello locale, anche nell'Italia dei rifiuti che
continuano ad aumentare.
I 2,2 miliardi all'anno di pannolini usati e gettati nel nostro paese
ogni anno richiedono 600.000 tonnellate di pasta di legno e un gran
dispendio di energia, acqua, sostanze chimiche e materie plastiche. E
diventano poi il 4 per cento dei rifiuti solidi urbani; una tonnellata
per ogni bambino, nei suoi primi tre anni di vita. Non riciclabili, si
degradano in centinaia di anni e in discarica sono possibile veicolo di
agenti patogeni. Oltretutto sono costosi: per le famiglie che spendono
nei tre famosi anni fino a 2.000 euro, e per la collettività che si
sobbarca gli oneri di smaltimento…….(leggi tutto l’articolo)
di Marinella Correggia
da il manifesto, 18 marzo 2008
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