testata

 

ARCHIVIO AMBIENTE


maggio/giugno 09




Pesticidi: in aumento soprattutto nella frutta secondo rapporto di Legambiente

Bandiere blu 2009: sono 227 le spiagge doc

Il divieto dei pesticidi killer riporta le api in Pianura Padana

Ecomafie; Legambiente: un business che vale 20,5 mld di euro




5 giugno 2009
Pesticidi: in aumento soprattutto nella frutta secondo rapporto di Legambiente

Milano - Presentato oggi il rapporto di Legambiente sulla presenza di pesticidi in frutta e verdura. Il lieve ma costante miglioramento dei dati sulla presenza dei pesticidi sui prodotti ortofrutticoli e derivati, osservato negli ultimi anni, sembra essersi arrestato. I risultati quest'anno sono stabili, se non addirittura peggiori del 2008. I campioni analizzati sono diminuiti rispetto allo scorso anno ma c'e' stato un aumento delle concentrazioni troppo elevate di residui di agrofarmaci rispetto ai limiti stabili dalla legge. Complessivamente le analisi svolte dai laboratori pubblici provinciali e regionali hanno preso in considerazione 8764 campioni, di cui 109 sono risultati irregolari, pari all'1,2% del totale, in leggero aumento rispetto al 2008. Su 3474 campioni di verdure analizzati lo 0,8% e' addirittura irregolare (residui oltre i limiti di legge), un valore piu' o meno stabile rispetto all'anno precedente. La frutta si riconferma quale categoria "piu' inquinata", con un aumento, rispetto all'anno scorso, delle irregolarita'. Solo un frutto su due che arriva sulle nostre tavole e' privo di residui chimici. Piu' a rischio sono le mele, seguite dagli agrumi. Si segnalano anche i vini: su 639 campioni analizzati, 191 presentano uno o piu' residui. (Agr)


Torna su


6 maggio 2009
Bandiere blu 2009: sono 227 le spiagge doc

Roma - Sono 227 le spiagge che quest'anno hanno ricevuto le Bandiere Blu 2009, 12 in piu' rispetto al 2008, 113 le localita' coinvolte (9 in piu'). Bandiera blu anche a 60 approdi turistici (56 lo scorso anno). Ecco i risultati del riconoscimento di qualita' ambientale assegnato dalla Fee. Il primato 2009 spetta ancora a Toscana e Marche, a pari merito con la Liguria, con 16 bandiere a testa, l' Abruzzo stabile con 13,12 per la Campania, 8 all'Emilia Romagna, 7 per la Puglia (+2), 6 al Veneto (+1). Sicilia, Calabria e Lazio ne hanno acquistata una raggiungendo quota 4; il Friuli Venezia Giulia riconferma le 2 dell'anno scorso come la Sardegna. Il Molise ne perde una rimanendo con 1 sola Bandiera Blu, come la Basilicata. I laghi sono presenti con 2 bandiere blu. Una al Lago di Scanno in provincia de L'Aquila che quest'anno assume un rilievo particolare dopo il terremoto. Rilevante l'impegno sulla raccolta differenziata. A livello di Mediterraneo, l'Italia si colloca al 5° posto dopo Spagna, Grecia, Turchia e Francia.
ANSA

Torna su

5 maggio 2009
Il divieto dei pesticidi killer riporta le api in Pianura Padana

Da settembre sono proibite alcune sostanze usate in agricoltura. Con risultati evidenti: dopo anni di crisi, l'apicoltura è in ripresa. "Vittoria sulle multinazionali"

Roma - Dopo anni di crescente e sempre più drammatica crisi dell'apicoltura, le api sono tornate in Pianura Padana. Secondo Francesco Panella, presidente dell'Unaapi, Unione apicoltori, si tratta dei primi effetti dello stop ai pesticidi, i neonicotinoidi, sostanze killer utilizzate in agricoltura, vietate dal settembre scorso.

"Le api hanno vinto i giganti delle multinazionali", dice entusiasta il ministro delle Politiche agricole Luca Zaia, apicoltore per passione durante il tempo libero. "L'apicoltura è un segmento essenziale dell'agricoltura del futuro, ma anche una grande passione, che regala ai consumatori prodotti di qualità eccezionale e inimitabile".

La Francia e la Germania avevano già bandito quelle sostanze tossiche dall'agricoltura dei loro Paesi. L'Italia è arrivata con un po' di ritardo ma adesso trionfa convinta di aver imboccato la strada giusta. Una terapia d'urto per una malattia che aveva le caratteristiche di un'epidemia mondiale. Tra il 2007 e il 2008 la popolazione di api si era dimezzata. Nel 2007 una moria diffusa aveva ridotto le api del 30-50 per cento in Europa, e del 60-70 per cento in alcune aree degli Stati Uniti.

Una crisi ambientale che ha messo a rischio milioni di raccolti "frenati" dalla ridotta opera di impollinazione affidata alle api e contratto pesantemente l'economia di circa 50 mila apicoltori italiani. I calcoli li ha fatti Matteo Ansanelli, agronomo della Cia: se un melo è a una distanza massima di 300 metri da un alveare produce 26 chili di mele all'anno, se è invece in un raggio di un chilometro e mezzo dall'alveare produce solo nove chili di mele all'anno.

"Ora che è stato dimostrato il legame diretto tra neonicotinodi e vita degli insetti - dice Panella - il divieto all'uso di certe sostanze, finora temporaneo e limitato al mais, deve essere reso definitivo e allargato alle altre colture".
repubblica.it


Torna su


5 maggio 2009
Ecomafie; Legambiente: un business che vale 20,5 mld di euro

Quasi 26mila reati, uno ogni tre ore

Roma (Apcom) - L'ecomafia è un business ch non conosce crisi con un giro d'affari stimato attorno ai 20,5 miliardi di euro. E' quanto emerge dal Rapporto Ecomafia 2009 di Legambiente. Sono 25.776 gli ecoreati accertati: quasi 71 al giorno, uno ogni tre ore. Circa metà, più del 48%, si è consumato nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa (Campania, Calabria, Sicilia e Puglia), il resto si spalma democraticamente su tutto il territorio nazionale. Il 2008 è l'anno dei record per le inchieste contro i trafficanti di rifiuti pericolosi, ben 25, con un fatturato che supera i 7 miliardi di euro. Tutti soldi sporchi - si legge nel Rapporto - accumulati avvelenando l'ambiente e i cittadini. La montagna di scorie industriali gestite illegalmente dalla "Rifiuti Spa" in un solo anno ha raggiunto la vetta di 3.100 metri, quasi quanto l'Etna. Non è mai stata così alta (31 milioni di tonnellate è la stima nel Rapporto) Questi gli impressionanti numeri dell'Italia sfregiata dal malaffare nella foto puntuale del rapporto Ecomafia 2009 di Legambiente, presentato oggi a Roma, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato Sebastiano Venneri, responsabile Osservatorio Ambiente e Legalità Legambiente, il procuratore nazionale Antimafia Pietro Grasso, il vicepresidente della commissione Antimafia Fabio Granata, il presidente della commissione sul Ciclo dei rifiuti Gaetano Pecorella, il responsabile Ambiente del PD Ermete Realacci, Enrico Fontana del direttivo Legambiente, il presidente del Copasir Francesco Rutelli e Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale Legambiente. Dal dossier, in positivo emerge la maggiore efficacia degli interventi repressivi da parte delle Forze dell'ordine. Aumentano gli arresti, passati dai 195 del 2007 ai 221 del 2008 (+13,3%) e i sequestri: dai 9.074 del 2007 ai 9.676 dello scorso anno (+6,6%), mentre diminuiscono il numero di reati ambientali (dai 30.124 del 2007 ai 25.766 del 2008), a causa, soprattutto della tendenza da parte delle Forze dell'ordine a concentrare le attività investigative sui reati di maggiore gravità, tali da determinare provvedimenti e interventi repressivi più severi, come l'arresto e il sequestro.


Torna su