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ARCHIVIO AMBIENTE

settembre/ottobre 09




Polo Nord, è caos clima."Cambiamenti sconvolgenti"

Diciassette gesti quotidiani per ridurre le emissioni di Co2

Eco-citta': meglio a Nord, male Sud

Energia, il Piemonte taglia il 20% dei consumi

Plastica biologica, il sacchetto si scioglie al sole 

La Settimana del Vetro 100% riciclabile

A Ecofest la casa ecologica, riduce del 20% emissioni Co2


28 ottobre 2009
Polo Nord, è caos clima."Cambiamenti sconvolgenti"
Cambiano i venti, si riduce la neve, spariscono renne, fauna marina a rischio. Dati allarmanti dallo studio 2009 sullo stato dell'ambiente artico: "Trasformazioni più veloci del previsto"
di Luigi Bignami
da repubblica.it

"Forse non ci stiamo realmente rendendo conto di cosa significa la perdita dei ghiacci del Polo Nord. L'artico infatti, è uno dei luoghi più fragili del nostro pianeta", ha detto Jane Lubchenco del NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) presentando l'Artic Report Card, ossia lo stato dell'ambiente artico del 2009. Nonostante che durante l'estate appena trascorsa i ghiacci non abbiano raggiunto i livelli minimi del 2007 e del 2008, i ricercatori si trovano di fronte a cambiamenti estremamente drastici rispetto a soli 5 anni fa e con trasformazioni che avvengono assai più velocemente del previsto.

"Lassù %u2013 ha continuato Lubchenco - i cambiamenti ambientali avvengono ad una velocità assai più elevata rispetto al resto del pianeta con ricadute che si fanno sentire anche molto lontano". Al Polo Nord dunque si sta verificando qualcosa che va ben al di là del semplice scioglimento dei ghiacci e da alcuni anni a questa parte si sono innescate situazioni che erano del tutto imprevedibili solo 5 anni fa.

Un esempio, sono i cambiamenti su larga scala dei venti. Negli ultimi anni infatti, si è creata una anomala alta pressione sul lato artico che si affaccia al Nord America e una bassa pressione verso l'area euroasiatica. Il tutto certamente connesso con la mancanza di ghiacci durante il periodo estivo. Nella complessa evoluzione meteorologica dell'artico ciò determina la formazione di venti più prolungati che soffiano da sud verso nord, i quali incrementano il trasporto di calore sull'Oceano Artico.

Nel Nord America vi è stata un forte riduzione delle precipitazioni nevose, mentre in Siberia si è notato un aumento delle piogge. Nell'America del Nord infatti, durante le stagioni invernali 2007/08 e 2008/09 la stagione nevosa si è notevolmente ridotta con un anticipo della primavera che ha portato allo scioglimento la poca neve caduta. La temperatura del permafrost (lo strato di terreno permanentemente ghiacciato) è salito di 2°C negli ultimi 35 anni, di cui un grado nell'arco dell'ultimo quinquennio.


Profondi sono stati anche i cambiamenti negli ambienti ecologici. Per quanto riguarda i grossi mammiferi ad esempio, si sta notando una forte discesa nel numero di renne e caribù, anche se il fenomeno era già in atto da tempo. Tra gli scienziati c'è ancor più apprensione per la vita marina, in quanto si hanno pochi dati a disposizione per capire se le comunità di animali siano diminuite o si siano spostate. "Senza dubbio - spiega Michael Simpkins del Fisheries Service del NOAA - sono a rischio balene, beluga, narvali e orsi bianchi".

E a cornice di tutto questo vi è lo scioglimento dei ghiacci che oltre all'artico interessa fortemente anche la Groenlandia. Ciò che ha colpito particolarmente i ricercatori è il fatto che nonostante un inverno più freddo delle medie, l'estate appena trascorsa è stata così calda da elidere totalmente la neve caduta durante la stagione invernale e ha fatto ritirare i ghiacciai che giungono in mare per oltre 106 km quadrati, portando a quasi 1.000 km quadrati quelli persi dal 2000 ad oggi.

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27 ottobre 2009
Diciassette gesti quotidiani per ridurre le emissioni di Co2  
Piccoli gesti tra le mura domestiche possono tradursi in taglio annuo del 20%

Mentre i grandi del mondo lavorano a un accordo globale contro i cambiamenti climatici, anche noi nel nostro piccolo possiamo fare qualcosa per ridurre le emissioni di gas serra. Infatti, dal car sharing al modo di stendere il bucato o usare la doccia, piccoli gesti all’interno delle mura domestiche possono tradursi in un taglio annuo del 20% delle emissioni domestiche, ovvero una riduzione totale delle emissioni nazionali del 7,4% in 10 anni. Secondo quanto riferito sulla rivista dell’Accademia Americana delle Scienze ’PNAS’, 17 azioni sono cruciali per ridurre le emissioni annuali di CO2, il tutto senza modificare la qualità di vita di ciascuno.

La ricerca è stata condotta da Thomas Dietz della Michigan State University presso la East Lansing. «Le 17 tipologie di azioni - scrivono gli autori su PNAS - vanno dall’adottare apparecchiature domestiche più efficienti e nell’usare meglio le apparecchiature stesse, e si dividono in 5 categorie principali: climatizzazione dell’ambiente domestico con installazione di sistemi efficienti di isolamento, installazione di apparecchiature efficienti per il raffreddamento degli ambienti, manutenzione e uso corretti di dette apparecchiature, comportamenti quotidiani». I programmi basati sui permessi di emissione di CO2 e sul pagamento per gli esuberi rispetto al tetto massimo stabilito (cap-and-trade) e le politiche per incentivare l’innovazione tecnologica potrebbero non essere sufficienti per raggiungere gli obiettivi a breve e a lungo termine di riduzione delle emissioni, spiegano gli autori.

Basti pensare che l’uso diretto di energia nelle case è responsabile del 38% di tutte le emissioni di CO2 in Usa, rilevano i ricercatori, ovvero qualcosa come 626 milioni di tonnellate l’anno (dato 2005). Ciò corrisponde approssimativamente all’8% delle emissioni globali, una quota superiore a quella delle emissioni di un intero paese (Cina esclusa). È chiaro quindi che ciascuno di noi può fare tanto per ridurre le emissioni di CO2, partendo dai propri comportamenti in casa. Gli esperti hanno stimato l’impatto di alcuni di questi comportamenti e tenuto conto anche del margine di miglioramento per ciascuno, ovvero della percentuale di coloro che non li ha ancora adottati e potrebbe farlo. È emerso che i comportamenti più ’verdì sono l’installazione di impianti di riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell’aria di ultima generazione, altamente efficienti, con la corretta manutenzione degli stessi e l’uso corretto (per esempio il ricambio dei filtri, le temperature fissate - nè troppo alte nè troppo basse); sempre in questo ambito rientra l’installazione di impianti di isolamento termico (finestre high-tech, pannelli isolanti per il tetto etc).

Dallo studio è emerso che qualora tutti adottassero questo comportamento (la percentuale di coloro che non l’hanno ancora fatto è altissima, 90%) in Usa si avrebbe una riduzione delle emissioni di CO2 di 34,4 tonellate annue. Tantissimo può fare l’uso corretto dell’auto: dal car sharing all’uso di macchine con consumo efficiente, dal ’trip chaining’, ossia combinare vari impegni con diverse destinazioni in un unico viaggio, al comportamento alla guida permetterebbe un risparmio di oltre 110 tonnellate di emissioni di CO2. Ma poi ci sono comportamenti molto più ’banalì: stendere il bucato evitando l’uso di asciugatori, non usare temperature elevate in lavatrice, usare docce con getto d’acqua contenuto, usare elettrodomestici efficienti e a basso consumo, limitare la temperatura dello scaldabagno. «Le nostre stime - concludono - forniscono una guida iniziale di quelli che sono i risultati raggiungibili in termini di riduzione delle emissioni di CO2 attraverso la promozione attiva di comportamenti virtuosi a casa».
da lastampa.it

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26 ottobre 2009
Eco-citta': meglio a Nord, male Sud

(ANSA) - Nella classifica della qualita' ambientale delle citta', il Nord registra qualche segnale di miglioramento mentre il sud rimane arretrato. Sono i risultati di Ecosistema urbano di Legambiente. Parametri sono il trasporto, le isole pedonali, la depurazione e la raccolta differenziata. La migliore risulta Verbania, seguita da Belluno, Parma, Bolzano e Siena. Maglia nera a Catania, Crotone, Agrigento, Frosinone e Caltanissetta. Tra le metropoli la migliore e' Milano, seguita da Roma e Napoli.

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10 ottobre 2009
Energia, il Piemonte taglia il 20% dei consumi   
Pronto il progetto della Regione contro l'inquinamento  

di Andrea Rossi

Torino  - La sfida è di quelle a dir poco impervie, ed è tutta racchiusa in un numero: venti. Ridurre i consumi energetici del 20 per cento, abbattere le emissioni di gas serra del 20 per cento, incrementare del 20 per cento l’energia prodotta da fonti rinnovabili. Il termine per realizzare il piano sul clima dell’Unione Europea, manco a dirlo, è il 2020. E la Regione - prima in Italia a essersi assunta l’impegno - ha già pronta una cura da cavallo per il Piemonte. Un progetto quasi folle, per dimensioni e investimenti.

Trecento milioni sono già stati messi a bilancio per il periodo 2007-2013. Di questi 150 sono già stati spesi per finanziare l’utilizzo di energie rinnovabili. Il progetto ora viaggia su due binari: la spinta al risparmio energetico per le famiglie, la semplificazione dei processi produttivi per i sistemi industriali e agricoli; e una forte accelerazione sulle energie pulite, dove il Piemonte ha già un ruolo di primo piano. Idroelettrico, fotovoltaico, biomasse, termico e geotermico, eolico. Su ognuno di questi fronti si punta a raddoppiare, come minimo, lo stato dell’arte. Un esempio? Le biomasse, in particolare quelle legnose. Il Piemonte ha una superficie boschiva di 870 mila ettari, di cui 320 mila sono inutilizzabili a causa del dissesto. Sugli altri 550 mila verranno intensificate le pratiche di manutenzione e taglio selettivo in moda da far lievitare la produzione di biomasse. Altro esempio, il geotermico. «Un frammento significativo del nostro territorio è particolarmente adatto», spiega l’assessore regionale all’Energia Andrea Bairati. Non a caso si punta a passare da una potenza installata di 4 megawatt a una di 646 tra undici anni.

L’idroelettrico? Si vuole passare da 475 impianti (potenza installata 3464 megawatt) a quasi 900 impianti con una potenza di altri 3980 megawatt. Il solare fotovoltaico? Da 34,4 megawatt di potenza installata a 551. Per non parlare del solare termico: oggi ci sono 60 mila metri quadrati di pannelli solari termici per scaldare l’acqua, con una potenza installata di 42 megawatt termici; nel 2020 ci saranno due milioni di metri quadrati e la potenza salirà a 1444 megawatt termici. Infine l’eolico: in tutto il Piemonte esiste un solo impianto, un altro è in fase di costruzione, ma tra dieci anni la Regione punta a moltiplicare la potenza installata: da 15,5 a 260 megawatt.

«È un obiettivo molto impegnativo», ammette Bairati. «E non basterà il nostro impegno: ci vorrà un’azione di sistema, che includa anche incentivi, agevolazioni e soprattutto una semplificazione nelle procedure per le autorizzazioni». La strada però sembra tracciata: «All’esame della nostra società destinata alla produzione di energia da fonti rinnovabili pendono richieste per 850 mila metri quadrati da destinare al fotovoltaico - spiega Bairati -. Significa che si è innescato un processo tumultuoso. Il nostro compito è mantenere costante questa politica di investimenti per il tempo necessario a garantire uno sviluppo di mercato».
da lastampa.it

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9 ottobre 2009 
Plastica biologica, il sacchetto si scioglie al sole 
 
La "plastica" di origine biologica può essere una risposta al problema dei sacchetti della spesa che, una volta usati, rimangono per anni nell’ambiente.

Il BioTecnoMais è un nuovo materiale, 100% biologico, biodegradabile, idrosolubile e assolutamente atossico, in quanto totalmente privo di derivati plastici o colle, che può essere coniugato nelle più disparate forme e versato ad usi infiniti e che, distruggendosi velocemente in acqua, risolve il problema dei rifiuti e non solo, in quanto l’acqua di risulta sarà arricchita di amido vegetale, quindi anch’essa utile a più scopi, dalla concimazione di piante al nutrimento della pelle.

Sono attualmente in via di presentazione i primi oggetti d’uso già in produzione (ma non ancora in commercio) per un futuro ecosostenibile: giochi per bambini, stoviglie idrosolubili, materiali per imballaggio, ma le possibilità di declinazione del nuovo materiale sono davvero infinite, dal design per la casa al giardinaggio, al benessere e alla cosmesi.

Un metro cubo di B.T.M. deriva da un’uguale quantità (10 kg) di Amido di Cereali, Farina di Grano e Oli Vegetali miscelati secondo il brevetto elaborato dall’Università di Milano (Dipartimento Distam e Dipartimento di Chimica) su commissione di Aldo Torrini, 80 anni, padre fondatore della Euroecological Italia di Chiusi, nel cui stabilimento avviene tutta la lavorazione, usando macchine originariamente destinate alla produzione di pasta e alimenti, opportunamente modificate.

In una sola ora di lavoro - sottolinea Torrini - si producono 20 metri cubi di B.T.M. sia allo stato di granulo sia modellato nei diversi prodotti già disponibili; abbinando il basso costo della materia prima al basso costo produttivo, si ottiene un risultato non solo totalmente biodegradabile ma anche economico e quindi accessibile a grandi masse di potenziali clienti, perché l’ecologia non rimanga appannaggio di pochi privilegiati, ma sia alla portata di tutti.
da lastampa.it

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24 settembre 2009
La Settimana del Vetro 100% riciclabile
   
Da secoli è considerato il contenitore ideale per alimenti, è interamente riciclabile, e per piacevolezza al tatto è secondo solo al legno. Si tratta del vetro, protagonista in Italia e in altri paesi europei di una iniziativa interamente dedicatagli: “La Settimana del Vetro - Choose Glass Week”. Partita il 21 settembre durerà fino a domenica 27 settembre con l’obiettivo di informare sulle proprietà e qualità del vetro, attraverso un sito dedicato www.friendsofglass.com, un blog www.bloginabottle.com e una pagina su facebook, e di incoraggiare i consumatori a comprare cibi e bevende in confezioni di vetro. E fra le iniziative, da segnalare l’apertura a Bruxelles del Temporary Shop, un intero negozio dedicato al vetro.

L’iniziativa del resto parte in discesa dal momento che in base a una ricerca condotta in Europa emerge che i consumatori già amano le confezioni di vetro perché le ritengono ecologiche, in grado di conservare meglio le proprietà dei prodotti, dal design trendy e in alcuni casi per questioni affettive perché legate a ricordi dell’infanzia, come ad esempio le bottiglie del latte. Altra caratteristica del vetro che piace ai consumatori è la trasparenza, perché trasmette un senso di sicurezza molto apprezzato in momenti di crisi come quello attuale.

Ma l’elemento vincente del vetro è il fatto che è interamente riciclabile. Ogni tonnellata di vetro riciclato equivale a un risparmio di oltre 300 Kg di CO2. E, per dare un’idea, in Europa nel 2007 sono stati raccolti più di trenta miliardi di contenitori di vetro per il riciclo che in termini di CO2 è stato come togliere 1,7 milioni di macchine dalle strade. In Italia, invece, nel 2008 una bottiglia su due è stata prodotta utilizzando vetro riciclato, mentre la raccolta differenziata di vetro è cresciuta del 10% rispetto al 2007. Nel periodo 2000-2007 la raccolta e il riciclo di rifiuti di vetro in Italia hanno generato un attivo di 1,2 miliardi di euro. Sotto il profilo energetico, invece, nel 2008 il riciclo del vetro ha permesso risparmi pari a circa 2 milioni di barili di petrolio e una riduzione totale di emissioni per circa 1,8 milioni di tonnellate di CO2, corrispondenti all’inquinamento prodotto dalla circolazione per un anno di circa 1 milione di vetture Euro4 di piccola cilindrata con una percorrenza media di 15 Km.

Quanto alle preferenze, da una ricerca condotta da InSites Consulting emerge che in Europa il contenitore di vetro più amato e conosciuto è la bottiglia di Coca-Cola. In Italia, fra i paesi in cui viene utilizzato maggiormente il vetro come packaging, invece, trionfa il mitico barattolo di Nutella, celebrato anche nel film “Bianca” di Nanni Moretti. A seguire la bottiglia di birra Heineken, della crema di whisky Bailey’s, dell’Amaretto di Saranno e della Vodka Absolute, la bottiglia d’acqua San Pellegrino. Quanto ai prodotti, la bottiglia di vetro non è preferita per l’acqua minerale perchè ritenuta troppo pesante dai consumatori che preferiscono il Pet, benchè negli anni il peso del vetro si sia ridotto del 40% a parità di caratteristiche. Viene preferita la plastica e il cartone anche nell’acquisto di latte e latticini, come ad esempio lo yoghurt. Il vetro non conosce rivali invece, per il packaging di superalcolici, vino, olio e aceto, birra, salse, cibo per bambini e profumi e, in genere, per quei prodotti che si vogliono caratterizzare per prestigio e lusso.
da lastampa.it

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11 settembre 2009
A Ecofest la casa ecologica, riduce del 20% emissioni Co2

 (Adnkronos) - Consuma un quarto dell'energia rispetto a un normale edificio, il suo fabbisogno di calore e' inferiore ai 30 kWh/metri quadri l'anno e soprattutto emette il 20% in meno di Co2. E' la casa ecologica presentata oggi alla Ecofest 2009, la kermesse per l'ambiente e l'energia sostenibile della Regione Lazio, promossa dall'assessorato all'Ambiente e cooperazione tra i popoli della Regione, in collaborazione con Sviluppo Lazio, che si svolge da oggi fino a domenica 13 a Villa Torlonia, a Frascati. Una festa per l'ambiente che ha come 'protagonisti' anche detersivi alla spina e celle fotovoltaiche ai frutti di bosco per la lotta al clima che cambia.

La casa ecologica e' un progetto che ha l'obiettivo di far verificare direttamente ai visitatori quali tecnologie esistono sul mercato e quali abitudini bisognerebbe adottare per abitare e vivere in maniera ecosostenibile. Il progetto esposto a Ecofest 2009 e' promosso dal ministero dell'Ambiente, dall'assessorato all'Ambiente della Regione Lazio in collaborazione con Sviluppo Lazio per informare il rapporto tra ecologia e vita in citta', cambiamenti climatici e politiche ambientali.

Nel modellino presentato a Frascati si vede chiaramente che nel piu' piccolo dettaglio la casa e' concepita e pensata a favore dell'ambiente e delle tecnologie di contenimento dei consumi energetici. L'impianto di riscaldamento e' a pavimento ed e' alimentato da una caldaia a condensazione che funziona a metano ed e' integrato da pannelli solari termici che servono anche a produrre acqua calda.

Anche il caminetto e' ecosostenibile ad alcool vegetale ed integra il sistema di riscaldamento. Coperture verde, aperture studiate per utilizzare la luce naturale e lampade a basso consumo, sul modellino della casa ecologica esposto a Ecofest di Frascati non sono le uniche tecnologie per l'efficienza energetica. Anche pannelli fotovoltaici impiegati come schermatura solare sono allestiti per produrre il 70% del fabbisogno di energia elettrica della casa. E al suo interno funzionano elettrodomestici solo in classe energetica ''A''. Ma la casa ecologica non e' l'unica novita' a favore dell'ambiente presente a Ecofest 2009.

Anche le celle fotovoltaiche organiche dai frutti di bosco sono una delle tecnologie presentate alla kermesse di Frascati. Il progetto del programma Khose dell'Universita' Roma 2 e della Regione Lazio riguarda celle organiche piu' efficienti che si ispirano al processo di fotosintesi clorofilliana utilizzando una miscela di materiali in cui in pigmento assorbe la radiazione solare e gli altri componenti estraggono la carica per produrre elettricita'.

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