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ARCHIVIO NEWS


luglio/agosto 2009




21 agosto 2009
Come si sceglie il latte? Gli italiani fanno troppa confusione

7 agosto 2009
Influenza A. Il ministero autorizza acquisto immediato dei vaccini

6 agosto 2009
Più latte da bambini, più sani da adulti

6 agosto 2009
I Nas sequestrano 26 mila confezioni di giochi cinesi

6 agosto 2009
Fare esercizio in gravidanza fa bene a mamma e bebè

4 agosto 2009
TV e computer: rischio ipertensione per i bambini

1 agosto 2009
Il caldo mette a rischio placenta e feto

30 Luglio 2009
Leucemia nei bambini, una ricerca la relaziona a pesticidi

29 luglio 2009
Sequestrate a Taranto 60.000 bolle sapone cinesi contaminate


28 luglio 2009
Maxisequestro di prodotti alimentari non a norma in tutto il Nord Italia

22 luglio 2009
Test sulla saliva in gravidanza svela il rischio di parto prematuro


21 luglio 2009
L'intelligenza umana prende forma nel grembo materno

20 luglio 2009
L'obesità aumenta il rischio di complicazioni in gravidanza

14 luglio 2009
Dal primo di luglio per l'olio obbligo di «targa»

9 luglio 2009
Studio italiano, vantaggi cognitivi per i bambini bilingue

2 luglio 2009
Pesce certificato biologico? Ok da Bruxelles

1 luglio 2009
Un sito web per una nutrizione sana

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21 agosto 2009
Come si sceglie il latte? Gli italiani fanno troppa confusione
Crudo o pastorizzato? UHT o fresco? Di alta qualità o con l'aggiunta di omega-3? Differenze e proprietà

Milano - Lo scaffale della latteria, nei supermercati, ormai è un tripudio di confezioni di ogni tipo. Altro che scegliere fra latte intero o scremato: per decidere potrebbe servire una bella mezz'ora perché pare proprio che ci sia un latte per tutti i gusti. C'è quello ad alta qualità, il biologico, quello che scade dopo dieci giorni o l'altro che contiene omega-3, il latte ad alta digeribilità e il “vecchio” a lunga conservazione. Una babele: non a caso l'Unione Nazionale Consumatori, in una nota, osserva che molti italiani non hanno idea delle differenze fra un tipo e l'altro.

ALTA QUALITÀ – Il latte ad alta qualità, ad esempio, è sempre più venduto ma in tanti credono che si tratti di un prodotto che deriva da vacche speciali, diverse da quelle da cui si ottiene il latte fresco, che magari pascolano sugli alpeggi o chissà dove. In realtà l'elemento di classificazione della qualità del latte è il contenuto in sieroproteine, che diminuiscono all'aumentare dell'intensità del trattamento termico effettuato per pastorizzare il latte ed eliminarne i germi: il latte fresco ne ha come minimo il 14 per cento, per avere il “bollino” dell'alta qualità devono essercene almeno il 15.5 per cento. «C'è comunque un legame con la qualità del latte di partenza – interviene Laura Pizzoferrato, ricercatrice dell'Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione che si è occupata della valorizzazione del latte bovino italiano –. Il trattamento termico può essere più blando e lasciare intatte un maggior numero di sieroproteine anche perché la materia prima è migliore». Le centrali del latte infatti usano temperature e tempi diversi di riscaldamento a seconda delle caratteristiche del latte crudo di partenza: se contiene più germi (perché ad esempio le condizioni igieniche dell'allevamento sono carenti o se è passato tanto tempo fra la mungitura e la pastorizzazione) il trattamento dovrà per forza di cose essere più intenso e si perderà un numero maggiore di proteine del siero.

PASTORIZZAZIONE – Al momento della pastorizzazione, un passaggio fondamentale per garantire la sicurezza igienica del latte, si decidono quindi il gusto e le caratteristiche del prodotto finale. «Il primo e più importante elemento da sottolineare nella scelta del latte è la differenza fra fresco e crudo: molti purtroppo non la conoscono, tanto che spesso i due termini vengono usati come sinonimi – spiega Pizzoferrato –. Nulla di più sbagliato: il latte crudo è quello appena munto, soltanto refrigerato, e deve essere bollito prima del consumo; il latte fresco è trattato termicamente per eliminare i germi e perciò può essere bevuto così com'è, essendo igienicamente sicuro al 100 per cento. La scelta è personale, ma bollire da soli il latte nel pentolino pensando di avere così un prodotto migliore o più naturale non è proprio corretto: con il fai da te la temperatura e i tempi potrebbero essere insufficienti o eccessivi, si rischia quindi di ottenere un latte poco sicuro o che ha perso molto del suo aroma». Questo insomma è uno dei casi in cui il processo industriale è da preferire. «La materia prima oggi è migliore rispetto a vent'anni fa e anche la pastorizzazione ormai si riesce a fare in maniera blanda ma comunque efficace – dice l'esperta –. Non ci sono cioè grosse differenze nutrizionali fra il latte crudo e quello fresco, perché il trattamento permette di mantenere quasi intatti i nutrienti di partenza: l'unica vera differenza può essere il gusto, perché la pastorizzazione modifica un po' la componente aromatica del latte. Ma si tratta di alterazioni minime, che possono apprezzare davvero solo i cultori del latte».

I VARI TIPI – Noi che andando a far la spesa restiamo di fronte allo scaffale della latteria con la faccia a punto interrogativo, ci dibattiamo in ben altri dubbi. Il latte con la scadenza allungata è buono lo stesso? Quello agli omega-3, acidi grassi che si trovano nel pesce, saprà di salmone? Il latte a lunga conservazione è irrimediabilmente una seconda scelta? La Pizzofferrato ci tranquillizza, spiegando che alla fine è solo e soltanto una questione di preferenze personali: «Dal punto di vista nutritivo non ci sono differenze apprezzabili: certo, quanto più il trattamento termico è intenso e “stressa” l'alimento, tanto più le qualità del cibo diminuiscono. Ma si tratta di riduzioni più che accettabili – chiarisce la ricercatrice –. Ad esempio, il latte che scade dopo 10-15 giorni è stato sottoposto a una pastorizzazione ad alta temperatura, perciò anche se calcio, proteine e grassi restano praticamente invariati le molecole presenti in minor quantità, ad esempio le vitamine, saranno penalizzate. Lo stesso vale per il latte a lunga conservazione, che per fortuna oggi è molto migliorato e non ha più il sapore di “cotto” che lo caratterizzava in passato, anche se chi ama il latte è certamente in grado di percepire un gusto diverso dal prodotto fresco. In sostanza, chi non ha il tempo di comprare il latte ogni pochi giorni può scegliere tranquillamente prodotti con scadenza a lungo termine o il latte UHT senza rinunciare a nutrienti importanti».

DIETA – Soprattutto perché non ci alimentiamo solo con il latte, almeno non dopo aver compiuto i sei mesi: «Il latte non è un alimento completo per l'adulto: ciò significa che è la nostra fonte privilegiata di calcio, ma non certo di vitamina C. Se quella poca che c'è la perdo con una pastorizzazione più intensa, poco male: per avere la vitamina C devo mangiare la frutta», dice Pizzoferrato. Il che spiega perché anche i tipi di latte con l'aggiunta di vitamine od omega-3 possono essere utili, ma non sono per forza necessari: «È giusto che il mercato offra una varietà di scelta: il consumatore può anche decidere sulla base di curiosità o capricci del momento – osserva l'esperta –. I latti funzionali, a cui sono aggiunte sostanze utili per il nostro benessere, sono buoni e fanno bene. Ma chi li acquista deve essere ben consapevole che può prendere quelle sostanze da altri cibi, che ne sono naturalmente ricchi. È per questo che si consiglia sempre una dieta variata: nessuno è tenuto a sapere con precisione i contenuti nutrizionali di ogni alimento, ma se si consumano tutti i gruppi di cibi si può essere certi di non farsi mancare niente. Invece, se ci si “fissa” su un solo alimento, qualunque esso sia, è impossibile non avere carenze», conclude Pizzoferrato.
Elena Meli
da corriere.it

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7 agosto 2009
Influenza A. Il ministero autorizza acquisto immediato dei vaccini

(AGI) - - Il Presidente del Consiglio ha autorizzato il ministero del Lavoro e della salute ad acquistare i vaccini contro l'influenza "A" per proteggere dalla prevista epidemia almeno il 40% della popolazione. La norma, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale, dispone che al fine di contrastare la diffusione della pandemia influenzale da virus A, il direttore generale della prevenzione sanitaria del Dipartimento prevenzione e comunicazione del Ministero e' autorizzato "ad acquisire in termini di somma urgenza la fornitura di dosi di vaccino, farmaci antivirali ed i dispositivi di protezione individuale necessari per assicurare la vaccinazione delle categorie sensibili e comunque di almeno il 40% della popolazione residente nel territorio nazionale". La disposizione, su proposta del Dipartimento della protezione civile, prende atto delle indicazioni dell'Organizzazione mondiale della sanita' e del Piano pandemico nazionale e in particolare della decisione dell'Oms di portare il livello di allerta pandemico dalla fase 5 alla fase 6, la piu' elevata e mai dichiarata precedentemente, corrispondente a 'pandemia influenzale in atto'.

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6 agosto 2009
Più latte da bambini, più sani da adulti

Il latte non è solo una buona fonte di calcio, ma sembra che la sua assunzione in età infantile garantisca una maggiore aspettativa di vita. A suggerirlo è uno studio pubblicato su la rivista Heart, condotto dagli anni Trenta su 4.374 bambini inglesi. La ricerca, portata avanti dai ricercatori dell`Università di Bristol  e dell`Australia’s Queensland Institute of Medical Research, ha dimostrato che l’assunzione quotidiana di latticini non soltanto ha dei benefici per la salute delle ossa, ma diminuisce del 25 % la mortalità e del 60% la possibilità di morire di ictus. I ricercatori sono arrivati a queste conclusioni, dopo aver rintracciato gli stessi bambini 65 anni più tardi, riscontrando che chi aveva assunto nell`età infantile una grande quantità di latte e latticini era stato protetto contro l`ictus e contro altre malattie mortali. I benefici per l`organismo, durante la ricerca, sono stati osservati con livelli di assunzione di latticini simili a quelli raccomandati dagli esperti, nonostante i prodotti caseari siano da sempre stati considerati lesivi per la salute delle arterie, perché considerati apportatori di grassi e colesterolo. Tre porzioni di latticini - per esempio, un bicchiere di 200 ml di latte, un vasetto di yogurt e un piccolo pezzo di formaggio - non solo forniscono alle persone il giusto apporto di calcio per il fabbisogno giornaliero per la salute delle ossa, ma preservano da malattie cardiovascolari. Sarebbe utile, secondo i ricercatori, ritornare alle vecchie abitudini di far bere del latte ai bambini anche nelle mense scolastiche.
di e.ma.
da ilsole24ore.com

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6 agosto 2009
I Nas sequestrano 26 mila confezioni di giochi cinesi

Milano (Adnkronos Salute) - Circa 26.000 confezioni di giocattoli chiamati 'Seven color crystal boll' e 'Water crystal'. E' quanto hanno sequestrato i carabinieri del Nas di Milano, dopo una serie di ispezioni in due aziende di import-export delle provincie di Milano e Monza-Brianza gestite da cittadini cinesi. Si tratta di palline colorate importate dalla Repubblica popolare cinese, che possono causare soffocamento, poiché il loro aspetto è simile alle caramelle. Il provvedimento è nato a causa delle lesioni subite da alcuni alunni di una scuola elementare campana.

I militari hanno poi sequestrato centinaia di altri articoli contenenti sostanze vietate e pistole giocattolo prive delle necessarie avvertenze di pericolo, già oggetto di provvedimento di ritiro in campo nazionale da parte del ministero del Lavoro, salute e politiche sociali.
da adnkronos.com

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6 agosto 2009
Fare esercizio in gravidanza fa bene a mamma e bebè
   
Fare moderato esercizio fisico in gravidanza aiuta a condurre una gravidanza serena, a ridurre dolori e carico sulla spina dorsale, nonché migliorare l'umore (prima e dopo il parto) e facilitare il parto.
Questo è quanto suggeriscono i ricercatori americani del Naval Medical Center di Portsmouth (Virginia) che invitano le future mamme a praticare attività non pesanti come l'aerobica, stretching, nuoto…
Queste attività, tra gli altri, possono ridurre i dolori di schiena e altri dolori muscolo-scheletrici associati alla gravidanza; ridurre la pressione arteriosa; ridurre il gonfiore; migliorare l'umore dopo il parto e aiutare a prevenire la depressione.

Tutte queste attività moderate, secondo la dr.ssa Marlene DeMaio coordinatrice dello studio, possono aiutare a compensare i cambiamenti nel corpo della donna senza provocare danni al feto, contrariamente a quanto si pensava qualche anno fa. L'importante, sottolineano gli scienziati, e che il tipo di attività sia adeguato alla persona e alla personale situazione. Così ci sono gli esercizi da fare prima del concepimento, quelli durante la gravidanza e quelli post-parto (che aiutano in caso di depressione). Allo stesso modo, gli esercizi sono diversi se la mamma è giovane o meno.
In tutti i casi, comunque, i benefici sono evidenti e, salvo controindicazioni, consigliati a tutte le future mamme.
I dati sono stati pubblicati su "American Academy of Orthopaedic Surgeons".
(lm&sdp) da lastampa.it

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4 agosto 2009
TV e computer: rischio ipertensione per i bambini

La visione della TV e il tempo speso davanti allo schermo di un computer sono risultati positivamente associati a elevati livelli di pressione sia sistolica sia diastolica

ll comportamento sedentario come vedere la TV o rimanere davanti allo schermo del computer per molte ore sembra essere associato a più elevati valori di pressione arteriosa nei bambini, indipendentemente dalla corporatura: è quanto riporta un articolo apparso sugli “Archives of Pediatrics & Adolescent Medicine”.

Le recenti ricerche hanno individuato nell'obesità uno dei maggiori fattori di rischio per la salute mondiale, soprattutto per la correlazione con disturbi e patologie del sistema cardiovascolare, in particolare con l'ipertensione.

"Il complesso insieme di fattori di rischio cardiovascolari nei bambini sovrappeso suggerice che il rischio potrebbe essere immediato e non riguardare solo problemi sanitari futuri”, scrivono gli autori. “Sebbene elevati livelli di pressione arteriosa siano associati a fattori genetici, sembrano avere un peso determinante anche le abitudini alimentari, di sonno e di movimento fisico. Tuttavia, finora non era chiaro l'esatto legame tra comportamento sedentario e pressione sanguigna in bambini di età inferiore ai nove anni.”

David Martinez-Gomez, dell'Iowa State University, e colleghi hanno esaminato la correlazione tra comportamento sedentario – misurato grazie a un accelerometro legato alla vita - e pressione arteriosa in 111 bambini di età compresa tra 3 e 8 anni. Si è fatto uso, inoltre, di resoconti dei genitori per valutare la percentuale del tempo trascorso davanti al video.

In media, il tempo passato in attività sedentarie e quello trascorso davanti al video sono stati, rispettivamente, di 5 e di 1,5 ore al giorno, con i maschi che passavano più tempo con il computer rispetto alle femmine ma senza altre differenze per quanto riguarda la sedentarietà complessiva.

"L'attività sedentaria è risultata correlata in modo non significativo alla pressione sistolica e a quella diastolica dopo aver normalizzato i dati per età, sesso, altezza e percentuale di grasso corporeo”, hanno concluso i ricercatori. “La visione della TV e il tempo speso davanti allo schermo di un computer, invece, sono risultati positivamente associati a elevati livelli di pressione sia sistolica sia diastolica. I soggetti che appartengono al terzile inferiore, in particolare, mostravano valori di pressione significativamente più bassi rispetto al terzile superiore.” (fc)
da lescienze.espresso.repubblica.it

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1 agosto 2009
Il caldo mette a rischio placenta e feto
   
Le alte temperature estive possono provocare una rischiosa carenza di liquido amniotico
Già sopportare il caldo quando si è in gravidanza, magari agli ultimi mesi, non è facile. Ma se le alte temperature possono anche diventare pericolose per il feto e la mamma, allora è meglio cercare di correre ai ripari.

Questo è quello che suggeriscono i ricercatori israeliani della Ben-Gurion University of the Negev (BGU), i quali affermano che durante i mesi estivi vi sia una maggiore incidenza di casi di insufficienti livelli di liquido amniotico a causa della disidratazione. Questa situazione viene definita "oligoidramnios".

Il liquido amniotico è composto d'acqua per il 97%. Contiene sali minerali e altre sostanze essenziali per la crescita del feto. È l'acqua in cui "nuota" il feto per 9 mesi e che lo protegge dall'ambiente esterno e dai pericoli ad esso associati. Per questo motivo è molto importante che questo liquido sia sempre a livelli adeguati.
I ricercatori israeliani hanno condotto lo studio proprio per verificare se il caldo estivo possa essere un fattore di rischio oligoidramnios. Per fare questo hanno analizzato, presso il Soroka University Medical Center a Beer-Sheva, i dati relativi alle gravidanze portate a termine tra i mesi di maggio e agosto dal 1988 fino al 2007, da pazienti con oligoidramnios.

Escludendo i casi relativi ad altri fattori come rottura prematura delle acque, malformazioni e altri fattori, i ricercatori hanno analizzato i casi di oligoidramnios verificatisi nei mesi estivi per confrontarli con quelli verificatisi durante il resto dell'anno.
Dai dati ricavati è emerso che, durante il periodo di studio, ci sono stati 191.558 parti. Di cui 4.335 con una diagnosi oligoidramnios. Di questi 1.553 si sono avuti durante i mesi estivi, mentre i rimanenti 2.782 durante tutto il resto dell'anno. I dati percentuali mostrano che l'incidenza di bassi livelli di liquido amniotico si verificano maggiormente durante i mesi estivi: si parla di un 2,5% contro un 2,1% circa.
A motivo di ciò, i ricercatori suggeriscono che le donne in gravidanza dovrebbero bere almeno 10 bicchieri d'acqua al giorno durante i mesi estivi, ed evitare il sole diretto, per scongiurare il rischio di oligoidramnios determinato da disidratazione.

I risultati dello studio sono stati pubblicati sul "Archives of Gynecology and Obstetrics".
(lm&sdp)
da lastampa.it

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30 Luglio 2009
Leucemia nei bambini, una ricerca la relaziona a pesticidi

Washington - Bisogna prestare attenzione nell'utilizzare i pesticidi casalinghi. Secondo uno studio della Georgetown University Lombardi Comprehensive Cancer Center, pubblicato sul numero di agosto di Therapeutic Drug Monitoring, potrebbe esserci una relazione tra la leucemia infantile e la presenza di tracce elevate di pesticidi nelle urine dei bimbi malati. Mettendo a confronto per tre anni i campioni di urine di 41 bambini con la leucemia linfoblastica acuta e le loro madri con altrettanti sani, i livelli di pesticidi comuni apparivano piu' frequentemente nelle coppie madre-figlio colpite dal tumore. "Non dobbiamo affermare che i pesticidi hanno causato il cancro - spiega Offie Soldin, l'epidemiologo che ha guidato la ricerca - ma certo la nostra scoperta conferma che c'e' bisogno di piu' robuste ricerche in questo senso". I pesticidi sono stati trovati in oltre la metà dei partecipanti allo studio, ma i livelli di due metaboliti dietilati - il dietiltiofosfato e il dietilditiofosfato - erano più alti nei bambini con il cancro. (RCD)
da corriere.it

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29 luglio 2009
Sequestrate a Taranto 60.000 bolle sapone cinesi contaminate

Bari - Una partita di 60.000 bolle di sapone made in Cina destinate ai giochi dei bambini, e risultate contaminate da diversi agenti patogeni pericolosi, è stata sequestrata da carabinieri del Nas durante controlli doganali a Taranto. Il prodotto, già segnalato dall'Usmaf di Taranto (Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera) per etichettatura irregolare, è importato da un'azienda della provincia. Secondo quanto accertato dai militari tramite analisi dell' Istituto superiore di sanità, la soluzione acquosa utilizzata nel giocattolo è contaminata da batteri del genere Aeromonas e dal microrganismo Pasteurella multocida, coccobacillo altamente contagioso. Entrambi i batteri - secondo gli investigatori - sono indicatori di forte inquinamento e potenzialmente responsabili di gravi malattie. Il prodotto sequestrato sarà distrutto.

Secondo quanto accertato dall'Istituto superiore di sanità che ha esaminato la soluzione contenuta nei flaconcini soffiabolle, il liquido è pericoloso perché entrando in contatto con la pelle o la mucosa potrebbe provocare lesioni. La partita è stata importata da un grossista di Martina Franca (Taranto) che poi commercializza i giochi in tutta Italia e li esporta anche all'estero e che è stato denunciato. la città di Taranto, con il suo varco doganale, è un grosso centro di importazione dalla Cina e per questo controlli vengono compiuti giornalmente dai Nas. In uno di questi controlli, essendo state riscontrate irregolarità nell'etichettatura dei flaconcini, il 7 aprile scorso i Nas avevano sottoposto l'intera partita di soffiabolle a sequestro sanitario inviando campioni della soluzione contenuta all'istituto superiore di sanità. Una volta ottenuto il risultato delle analisi e verificato la pericolosità e i rischi in particolare per la salute dei bambini, i Nas hanno proceduto al sequestro penale. A rendere pericolosa la soluzione sarebbe stata l'acqua utilizzata che era inquinata all'origine. Ulteriori controlli sono in corso per evitare che vengano commercializzati altri giochi pericolosi. Il valore all'ingrosso della merce sequestrata è di 60.000 euro.
da ansa.it

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28 luglio 2009
Maxisequestro di prodotti alimentari non a norma in tutto il Nord Italia

Federconsumatori: "E' la dimostrazione che il sistema sanzionatorio non funziona".

Formaggi e carni scadute o senza etichetta di tracciabilità, pane biologico addizionato con antimicotici vietati dalla legge, addirittura un'azienda di cosmetici che, forse a causa della crisi, si era messa a confezionare abusivamente cioccolatini. E poi ancora mozzarelle avariate, pane di segale con additivi vietati, formaggi e pasta fresca conservati male, uova con etichette irregolari, bevande analcoliche alterate. Sono alcuni dei casi più eclatanti tra le diverse irregolarità alimentari portate alla luce in diverse regioni del Nord Italia dai carabinieri del Nucleo antisofisticazione. L'operazione "Cibo sicuro" ha portato complessivamente al sequestro di 900 tonnellate di prodotti alimentari e alla denuncia di circa 20 persone tra Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli, Liguria ed Emilia Romagna.
 
Molti casi a Cremona, Genova e Torino
Nel cremonese, ad esempio, c'era chi vendeva nei discount yogurt e latte conservato alla temperatura di 17 gradi, anziché 4. Sempre in provincia di Cremona il sequestro di oltre 26 mila confezioni di cioccolatini, impacchettati abusivamente da una ditta di cosmetici, senza rispettare le norme igieniche. A Genova e Torino sono state invece tolte dal mercato 18.500 confezioni di pane di segale e farro, addizionate con ortofenilfenolo, un antimicotico usato per gli agrumi.
 
Diversi sequestri anche a Milano
Diversi anche i casi scoperti nel milanese dove sono stati posti i sigilli a due caseifici in cui sono stati sequestrati 3,5 tonnellate di prodotti caseari in cattivo stato di conservazione e 2,7 tonnellate di formaggi con sostanze non ammesse durante la produzione come pasta filata cellulosa microcristallina, biossido di titanio, latte in polvere e altre sostanze vietate. Quattro, in questo caso, le persone denunciate.
E sempre a Milano sono state sequestrate 5.200 bevande analcoliche prodotte in America Latina, per un valore di 12mila euro, contenenti additivi chimici oltre il limite consentito. In questo caso i militari hanno denunciato per frode in commercio sette persone, titolati di altrettante aziende del capoluogo lombardo e l'hinterland, accusate di aver prodotto e commercializzato integratori alimentari a base di fermenti lattici, privi dei fermenti riportati sull'etichetta.
 
Federconsumatori: "Il sistema sanzionatorio non funziona"
Per Federconsumatori, l'ennesimo sequestro di cibi avariati conferma che il sistema sanzionatorio previsto per questi tipi di reati non è abbastanza efficace. Per questo l'associazione suggerisce di alzare le pene previste per questi comportamenti che mettono a rischio la salute dei cittadini. "Se casi intollerabili di questo tipo continuano a susseguirsi con una certa frequenza, evidentemente vuol dire che le sanzioni previste per tale tipo di reato non sono sufficienti a fungere da deterrenti" dice in una nota l'associazione. "Il Governo dovrebbe intervenire urgentemente prevedendo sanzioni, anche di carattere penale, che facciano passare la voglia, una volta per tutte, ai responsabili di tali illeciti, di smerciare prodotti adulterati o, comunque, non idonei" prosegue Federconsumatori. Non solo. Per Federconsumatori non si può agire solo sul fronte della repressione, ma anche su quello normativo. "Tali azioni devono essere accompagnate da una politica volta ad incrementare la sicurezza e la trasparenza dei prodotti alimentari, diritti fondamentali dei consumatori, in particolare attraverso la definizione di una normativa che preveda l'indicazione obbligatoria in etichetta dell'origine di tutti i prodotti alimentari e la riorganizzazione e razionalizzazione dell'intera filiera" conclude l'associazione.
da ilsalvagente.it

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22 luglio 2009
Test sulla saliva in gravidanza svela il rischio di parto prematuro
Le donne che vanno in travaglio prima della 34 esima settimana hanno livelli molto bassi di progesterone

ROMA - Un semplice test della saliva potrebbe aiutare a capire se una futura mamma rischia di incappare in un parto prematuro. Uno studio britannico ha, infatti, scoperto che le donne che vanno in travaglio troppo presto, prima delle 34 settimane di gestazione, hanno livelli molto bassi di progesterone nella saliva, come si legge sul British Journal of Obstetrics and Gynaecology. Identificare presto le donne più esposte a questo pericolo può consentire ai medici di trattarle in modo da prevenire il rischio di disabilità e morte per il piccolo nato troppo presto. Gli esperti sospettano che l'ormone in questione giochi un ruolo nelle nascite premature, e secondo i ricercatori londinesi dell'University College e del King's College il monitoraggio dei suoi livelli nella saliva può offrire un sistema semplice ed econonomico per riconoscere le future mamme più esposte a un parto prematuro. E trattarle in modo da tutelare la salute del piccolo.

LO STUDIO - Gli scienziati hanno esaminato 92 donne ritenute ad altro rischio, scoprendo che quelle che erano finite in travaglio prima delle 34 settimane di gestazione avevano livelli di ormone nella saliva molto più bassi delle altre. Differenze rilevabili, spiegano i medici, a partire dalle 24 settimane di dolce attesa. Non è chiaro in che modo l'ormone influenzi la data del parto, ma di sa che il progesterone ha proprietà antinfiammatorie, dunque può aiutare le future mamme a combattere le infezioni batteriche, nota causa di nascite pretermine. Secondo Lucilla Preston, uno degli autori dello studio, occorre pianificare una ricerca più vasta per validare i risultati ottenuti. E riuscire a offrire alle future mamme un sistema facile e rapido per riconoscere e, in seguito, prevenire le nascite premature.
da corriere.it

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21 luglio 2009
L'intelligenza umana prende forma nel grembo materno
   
Essere intelligenti può dipendere dalla gravidanza?
Uno studio, condotto dal Perth's Telethon Institute for Child Health Research in Australia, suggerisce come una gravidanza condotta al meglio e un feto sano non solo assicurino una vita migliore dal punto di vista della salute, ma anche una migliore resa intellettuale; ovvero una maggiore intelligenza.

Lo studio ha analizzato i dati di 55mila bambini per verificare come le condizioni in cui si è svolta la gravidanza abbiano influito sullo sviluppo intellettivo del neonato e le performance in capacità di calcolo e alfabetizzazione.
Dai risultati appare chiaro come un'adeguata fusione tra educazione e salute si producano in una migliore integrazione sociale anche per quei bambini che appartengono alle classi svantaggiate. Da qui l'importanza di includere nei programmi la salute materna e infantile.

Poiché gravidanze a rischio come quelle che minate dal consumo di droghe, alcol e fumo limitano la crescita del feto e la sua salute, è molto importante fornire un'adeguata informazione alle mamme in gravidanza.
Questo è il primo studio che suggerisce come una migliore intelligenza sia collegata a una sana gravidanza, sia dal punto di vista della salute fisica che psicologica.
I risultati dello studio sono stati pubblicati sul Journal of Epidemiology and Community Health e sul American Journal of Epidemiology.
(lm&sdp) da lastampa.it

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20 luglio 2009
L'obesità aumenta il rischio di complicazioni in gravidanza
   
Problemi al cuore, infezioni polmonari: questi alcuni dei rischi per le donne obese
Le donne gravide in sovrappeso od obese hanno maggiori probabilità di soffrire di problemi cardiaci, infezioni polmonari, bruciori di stomaco, mal di testa e altri problemi di salute. Questo è quanto emerso da uno studio su più di 650 donne incinte condotto dall'Università di Edimburgo (Uk).

Le donne sotto osservazione erano già in stato di sovrappeso od obese all'inizio della gravidanza. Nello studio sono stati considerati anche altri fattori come l'età e il fumo.
Tra i vari disturbi associati al sovrappeso si sono evidenziati anche la sindrome del tunnel carpale causata da un aumento di liquidi che provoca gonfiore del polso, dolore, prurito e intorpidimento; un maggiore rischio di sviluppare una disfunzione detta sinfisi pubica che interessa il bacino e le articolazioni causando anche difficoltà nel camminare.
La dr.ssa Rebecca Reynolds, del Tommy's Centre for Maternal and Fetal Health presso l'University of Edinburgh ha ricordato che le complicanze in gravidanza provocate da queste situazioni possono essere anche più serie: tra queste vi sono il diabete gestazionale, la pre-eclampsia, il ricorso al taglio cesareo e, non ultimo, il fatto che più di un terzo dei decessi correlati alla gravidanza si verificano in madri che sono obese.
Le complicanza più semplici, tuttavia, possono procurare anche disagio e, in più, sono associate anche a costi più elevati di trattamento. Lo studio di quali siano le implicazioni dell'obesità in gravidanza possono fare molto per poter aiutare a migliorare la salute di mamma e bambino, conclude la dr.ssa Reynolds.
Lo studio è stato pubblicato sul British Journal of Obstetrics and Gynaecology.
(lm&sdp) da lastampa.it

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14 luglio 2009
Dal primo di luglio per l'olio obbligo di «targa»

Secondo il nuovo Regolamento europeo, l'etichetta dovrà riportare l'indicazione della provenienza delle olive

TRASPARENZA – L'olio va ad aggiungersi a una famiglia di alimenti con la «targa» che comprende fra gli altri le carni bovine, la frutta e la verdura, il pesce, il latte fresco pastorizzato, le uova (la provenienza è un codice stampato sulla confezione e a volte anche sul guscio), il miele, la passata di pomodoro e, almeno fino al prossimo 31 dicembre, il pollame. Non che sugli altri cibi non possa capitare di trovare indicata la provenienza: è però un'informazione non obbligatoria e dipende perciò dalle decisioni del produttore. «Il consumatore italiano in realtà non è messo a conoscenza dell'origine della metà dei prodotti che mette in tavola – osserva Massimiliano Dona, , Segretario Generale dell'Unione Nazionale Consumatori –. Anche le indicazioni di provenienza a oggi obbligatorie, come quella sulle carni bovine, sono state la risposta a crisi avvenute in quei settori. Stavolta invece il regolamento europeo si è mosso per offrire a tutti uno strumento di valutazione trasparente: anche in Italia sono in vendita, all'insaputa dei consumatori, oli tunisini, greci, spagnoli. Un'origine che può non incidere sulla sicurezza o la qualità del prodotto, ma la trasparenza è necessaria». L'Unione Consumatori è ovviamente soddisfatta del regolamento, perché tutela le scelte dei cittadini: finora c'era ben poca chiarezza, adesso si potrà scegliere consapevolmente l'olio con il rapporto qualità-prezzo che preferiamo. «C'è anche da aggiungere – riprende Dona – che questo regolamento implica la presa di coscienza europea che l'indicazione della provenienza non è un limite alla concorrenza come qualcuno teme, anzi: finora, non dover obbligatoriamente segnalare l'origine del prodotto ha avvantaggiato i produttori di minor pregio. Questa decisione perciò potrà solo favorire il mercato italiano dei prodotti di qualità. Sperando che non si trovino escamotage per aggirare il regolamento», conclude Dona.

COME SI SCEGLIE L'OLIO – Ma al di là della provenienza, come si sceglie l'olio se non si ha fra le proprie conoscenze un contadino che lo produce in proprio? Intanto, va detto che l'olio extravergine è quello che si ottiene dalla prima spremitura delle olive, preferibilmente a freddo, e ha un'acidità bassa (inferiore all'1 per cento nei prodotti migliori). Le caratteristiche dell'olio dipendono dalla qualità delle olive di partenza e dalle modalità di raccolta e spremitura: per avere un olio «perfetto» bisognerebbe raccogliere a mano le olive mature e spremerle a temperatura controllata nel giro di 24 ore, perché non fermentino e non aumenti l'acidità del prodotto. Basta questo per capire che non è banale trovare un olio eccellente benché molti, anche di produzione, siano buoni. Per non avere sorprese può valer la pena orientarsi verso prodotti (italiani) a denominazione di origine protetta (DOP) o a indicazione geografica protetta (IGP): nel primo caso sia le olive che il frantoio si trovano in una zona specifica, nel secondo si viene informati su dove sono state raccolte le olive, ma il frantoio può non essere nella stessa area. Non è facilissimo trovarli al supermercato: secondo un'indagine dell'Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare nelle catene della grande distribuzione rappresentano solo il 10 per cento dell'assortimento e costano in media il doppio rispetto agli oli senza certificazioni di origine. Del resto, secondo lo stesso sondaggio, oltre metà degli italiani non conosce neanche un olio DOP o IGP e al supermercato fa fatica, fra offerte speciali ed etichette fantasiose, a riconoscerne la qualità. Occorrerebbe insomma una maggior cultura dell'olio, a cominciare dal conoscerne le caratteristiche principali. Ad esempio, il fatto che l'olio «nuovo», quello in vendita a novembre-dicembre, ha un gusto intenso e talvolta piccante che col tempo si «ammorbidisce»; ma entro un anno, al massimo 18 mesi andrebbe consumato, perché poi perde molte delle sue caratteristiche organolettiche.
Elena Meli
da corriere.it

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9 luglio 2009
Studio italiano, vantaggi cognitivi per i bambini bilingue

Trieste - La mamma parla italiano, il papa' un'altra lingua... crescere in una famiglia bilingue crea davvero confusione? La risposta e' no. Anzi, chi e' bilingue impara meglio. Questa in sintesi la conclusione di uno studio di ricercatori della Sissa - Scuola internazionale superiore di studi avanzati di Trieste, pubblicato sulla prestigiosa rivista Science. "Crescere in una famiglia in cui si parla piu' di una lingua conferisce al bambino un vantaggio cognitivo - spiega Jacques Mehler, direttore del laboratorio 'Linguaggio, cognizione e sviluppo' della Sissa - accresce infatti le cosiddette funzioni esecutive, quei processi fondamentali per eseguire compiti non solo verbali ma anche determinanti per gestire e pianificare attivita', e che permettono di coordinare delle azioni e inibirne delle altre a seconda del compito che si deve eseguire". (Agr)

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2 luglio 2009
Pesce certificato biologico? Ok da Bruxelles

Pronto il Regolamento che introduce le modalità di applicazione relative alla produzione di animali e di alghe marine dell'acquacoltura biologica. Nell'ambito dell'ultimo incontro dello SCOF che si è svolto a Bruxelles il 29 e 30 giugno, il Sinab informa che è stato formulato un parere favorevole per il Regolamento sull'acquacoltura.
A breve anche il comparto ittico potrà quindi offrire ai propri consumatori la certificazione biologica.
da greenplanet.net

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1 luglio 2009
Un sito web per una nutrizione sana

L'Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione, con il contributo del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali ha messo online un sito web dedicato all'alimentazione. Sana. Per aiutare a ritrovare il nostro benessere, anche a tavola, spiega un comunicato, sarà on line dal 2 luglio, saper mangiare.mobi, il primo sito italiano interattivo sull'alimentazione, realizzato dall'Inran con il contributo economico del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

Uno strumento di comunicazione innovativo, gratuito ed accessibile a tutti, dal computer e dal cellulare. Le domande su cosa e quanto è meglio mangiare possono infatti sorgere ovunque o in qualsiasi momento della giornata e, soprattutto, quando non si ha un computer davanti.
Disponibili sul sito, inoltre, in tempo reale, tutte le curiosità e le risposte ai dubbi sull'alimentazione, con la garanzia scientifica di un Ente pubblico che fa ricerca esclusiva sugli alimenti e la nutrizione.
Ampio spazio viene dedicato alle Linee Guida per una Sana Alimentazione Italiana, di cui è stata realizzata una versione video, simpatica come una fiction.
da greenplanet.net

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