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ARCHIVIO NEWS


maggio/giugno 09




29 giugno 2009
Il monossido di carbonio anche in base dosi può danneggiare il cervello del feto

24 giugno 2009
Ondate calore: attivo numero verde ministero 1500

23 giugno 2009
Staminali: la placenta ne contiene più del cordone ombelicale

19 giugno 2009
Alimenti: Nas sequestrano 4 tonnellate di mozzarelle sofisticate al Nord

17 giugno 2009
Inquinamento e malformazioni nei nascituri maschi

8 giugno 2009
Adolescenti italiani a rischio alcolismo e obesità

29 maggio 2009
Finisce all'ospedale a Napoli per overdose di chewing gum energizzanti

28 maggio 2009
Telefoni cellulari e salute dei bambini

27 maggio 2009
Ancora gattonano e sono già padroni di telecomando e videogame, arriva la generazione dei 'nativi digitali'

22 maggio 2009   
Lo zenzero contro mal d'auto, aereo e nave

5 maggio2009
Save The Children: benessere madri e bimbi, Italia 16esima

5 maggio 2009
Fumo passivo: i bambini sono i più esposti all'azione distruttiva dei radicali liberi

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29 giugno 2009
Il monossido di carbonio anche in base dosi può danneggiare il cervello del feto
   
A rischio le donne in gravidanza che respirano aria inquinata, anche se di poco.
Un nuovo studio mette l’allarme sulla possibilità che le donne in gravidanza esposte anche piccole concentrazioni di monossido di carbonio possano subirne gli effetti negativi. Tra questi, il rischio che il cervello del feto possa patire gravi danni con menomazioni permanenti.

I ricercatori della David Geffen School of Medicine presso l’UCLA (Università della California), guidati dal prof. John Edmond, hanno scoperto che al contrario di quanto creduto sino ad oggi, la placenta non protegge adeguatamente il feto dall’esposizione agli agenti inquinanti.
Per stabilire questo, i ricercatori hanno sperimentato gli effetti del monossido di carbonio su modelli animali femmine e in stato di gravidanza. Questi sono stati esposti a 25 ppm (parti per milione) di monossido di carbonio nell’aria che respiravano. Un livello sino ad oggi considerato sicuro.
Al termine dello studio e 20 giorni dopo che erano nati i cuccioli, questi sono stati esaminati ed è stato notato che quelli nati dagli animali che avevano respirato il gas soffrivano di stress ossidativo cronico, una condizione causata da un eccesso di radicali liberi o un’insufficiente concentrazione di antiossidanti.

I ricercatori hanno commentato gli esami sottolineando come lo stress ossidativo avesse danneggiato le cellule cerebrali causando un calo di proteine essenziali per un corretto funzionamento del cervello. Lo stress ossidativo è, tra gli altri, associato allo sviluppo di malattie e sindromi come l’Alzheimer, Parkinson e Lou Gerigh, la sclerosi multipla e altre malattie cardiovascolari. E questa condizione aggrava le patologie.
Le conclusioni tratte dagli scienziati evidenziano come anche piccoli livelli di monossido di carbonio possano danneggiare lo sviluppo del cervello nei nascituri e auspicano che i politici possano rivedere i regolamenti che stabiliscono l’accettazione di determinati livelli di questo gas nell’aria.

Anche chi è già nato non è al riparo da rischi, ricordano i ricercatori, poiché il monossido di carbonio viene prodotto anche dal fumo di sigaretta, dal riscaldamento a gas e dalle stufe. Le concentrazioni di questo gas possono aumentare negli ambienti chiusi dove soggiornano spesso i bambini e gli anziani.
I risultati dello studio sono stati pubblicati sul "BMC (BioMed Central) Neuroscience".
(lm&sdp) da lastampa.it

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24 giugno 2009
Ondate calore: attivo numero verde ministero 1500

Roma - Ondate di calore e salute: e' attivo il numero verde gratuito 1500 del Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche sociali. Fornisce informazioni sulle previsioni delle ondate di calore, sui servizi attivati da Regioni e Comuni per fronteggiarle, e consigli sui comportamenti da adottare per difendersi dall'afa. Inoltre, dal sito www.ministerosalute.it sono scaricabili gli opuscoli che riportano una serie di semplici abitudini e precauzioni per prevenire i rischi per la salute derivanti dal caldo eccessivo. (Agr)

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23 giugno 2009
Staminali: la placenta ne contiene più del cordone ombelicale

Milano - La placenta e' un'ottima fonte di cellule staminali, piu' di quanto non lo sia il cordone ombelicale, e sarebbe dunque opportuno recuperarla a parto avvenuto. A sostenerlo e' un team di ricercatori dell'Ospedale Pediatrico di Oakland in California che ha anche messo a punto una tecnica - per la quale e' stata avanzata richiesta di brevetto - che prevede la congelazione della placenta subito dopo il parto, e il successivo recupero delle cellule staminali grazie all'utilizzo di una particolare sostanza. Un metodo che permette dunque di conservare e utilizzare la placenta cosi' come oggi si fa gia' con il cordone ombelicale. Lo studio e' pubblicato su Experimental Biology and Medicine. (Agr)

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19 giugno 2009
Alimenti: Nas sequestrano 4 tonnellate di mozzarelle sofisticate al Nord

Roma (Adnkronos Salute) - Una vasta operazione che ha visto impegnati diversi carabinieri del Nas ha portato al sequestro di circa 4 tonnellate e mezzo di mozzarelle, prodotte da un'azienda casearia di Crema e distribuite per il consumo in tutto il Nord Italia. Il sequestro è stato disposto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crema su tutto il territorio nazionale, dopo un'attività di indagine svolta dai Nas di Cremona, che avevano denunciato i due titolari del caseificio per frode in commercio, vendita di sostanze alimentari non genuine e sofisticazione di alimenti con sostanze di non consentite.

I Nas hanno infatti accertato che le mozzarelle venivano prodotte utilizzando quasi esclusivamente materie prime non consentite quali caseina, burro e formaggi rientrati in azienda perché scaduti o prossimi alla scadenza. In tal modo, aumentando la massa grassa del prodotto con il burro e la consistenza proteica con la caseina, l'azienda riusciva a produrre mozzarelle utilizzando scarsissime quantità di latte, fornendo però un alimento qualitativamente scadente alla propria clientela, ovviamente non al corrente dei reali ingredienti usati.

I militari hanno immediatamente bloccato la produzione, sequestrando le 3 tonnellate di mozzarelle rinvenute presso l'azienda, nonché oltre 1 quintale delle materie prime illecitamente utilizzate; inoltre, considerato che ingenti partite di tale alimento erano state già commercializzate in esercizi pubblici e ristoranti del Nord Italia, sono quindi intervenuti i Nas competenti che nei giorni immediatamente successivi sono riusciti a rinvenire e sequestrare 1 tonnellata e mezzo circa di mozzarelle, pronte a finire sulle tavole degli ignari consumatori. Il valore degli alimenti sottratti alla rete distributiva ammonta a circa 45 mila euro.

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17 giugno 2009
Inquinamento e malformazioni nei nascituri maschi
   
I neonati maschi esposti agli inquinamenti ambientali nascono con problemi di peso, malformazioni ai genitali e diminuzione della fertilità.
Scienziati canadesi hanno analizzato i dati del "Public Health Agency of Canada's database" relativi al peso di nascita di più di cinque milioni di bambini nati in Canada tra il 1981 e il 2003.
Dai risultati si è scoperto che la crescente presenza di contaminanti ambientali causa una riduzione degli ormoni maschili, la quale provoca a sua volta diversi problemi.

Come è ormai riconosciuto, in genere il neonato maschio presenta alla nascita un peso maggiore rispetto alla femmina, tuttavia l’esposizione a sostanze inquinanti nelle donne in gravidanza diminuisce l’azione degli ormoni maschili provocando una minore differenza di peso alla nascita tra i sessi. Una delle ipotesi è quella che i contaminanti ambientali possano agire negativamente sul sistema endocrino.

Tra i potenziali inquinanti ci sono le materie plastiche e i componenti di queste che sono già noti per avere influenze negative sugli ormoni maschili. Da qui l’importanza, suggeriscono i ricercatori, di un controllo e di una verifica dell’impatto che queste sostanze hanno sulla salute delle madri e dei feti e anche sul potenziale riproduttivo delle generazioni future, il quale potrebbe essere seriamente compromesso.
(lm&sdp)

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8 giugno 2009
Adolescenti italiani a rischio alcolismo e obesità

Troppi hanno uno stile di vita sbagliato: fondamentale prevenire educando la famiglia

Milano - Cadono davvero le braccia a guardare la fotografia dei nostri adolescenti, scattata dai pediatri della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale riunitisi per il Congresso nazionale, a Siena Perché non è proprio l'istantanea di una gioventù che scoppia di salute: un adolescente su tre è sovrappeso, uno su quattro beve alcol ogni giorno. Colpa di abitudini sbagliate e stili di vita poco sani, ma forse un po' anche dei genitori che non li hanno saputi educare.

ALCOL – Fa impressione soprattutto pensare a quindicenni che già si scolano un drink al giorno. «In Italia a livello generale i consumi di alcol sono diminuiti. Ma se si va a guardare cosa succede nella fascia d'età fra gli 11 e i 18 anni, la tendenza si inverte rispetto agli adulti e l'abitudine all'alcol risulta in crescita – spiega Giuseppe di Mauro, presidente SIPPS –. Infatti il 25 per cento dei ragazzini con meno di 15 anni beve due o più unità alcoliche al giorno e lo fa addirittura il 35 per cento delle ragazzine; pure l'età del primo assaggio si è abbassata rispetto agli anni scorsi. Inoltre, non stiamo parlando di consumo di vino o birra, ma di cocktail e aperitivi bevuti al pub da ragazzini che spesso non sono neanche arrivati all'età dell'adolescenza». In quei mix però ci sono superalcolici che fanno male agli adulti, figuriamoci a un dodicenne. «Oltre ai rischi per la salute vanno considerati anche i pericoli a lungo termine, non meno gravi – aggiunge il pediatra –. Cominciare a bere molto presto significa abituarsi a farlo: ragazzini che bevono regolarmente saranno adulti che cederanno più facilmente all'alcol». Secondo i dati raccolti dalla SIPPS l'alcol fra gli adolescenti è davvero una piaga sociale, ma soprattutto è la spia di un disagio dei giovanissimi a cui evidentemente non si riesce a dare una risposta efficace: «Gli adolescenti assumono spesso comportamenti a rischio a causa di difficoltà personali, in un'età complicata per definizione: l'alcol, ad esempio, è più diffuso fra i figli di genitori separati – osserva di Mauro –. A questa età la prevenzione non deve riguardare le malattie, perché raramente gli adolescenti si ammalano: genitori e pediatri, invece, devono intercettare segni premonitori del disagio e dare ai ragazzini messaggi di educazione a stili di vita corretti».

OBESI – L'abitudine precoce all'alcol infatti non è la sola «malattia» degli adolescenti italiani. I chili di troppo sono l'altro grande problema degli under 18: «In alcune Regioni italiane gli adolescenti sovrappeso sono addirittura uno su due e gli obesi uno su quattro. Ma se un ragazzino è obeso è difficilissimo che nella sua famiglia siano tutti magri – puntualizza il pediatra –. Nel 70-80 per cento dei casi c'è almeno un parente stretto obeso; un bimbo che ha un genitore obeso rischia tre volte di più della norma di diventarlo a sua volta, se mamma e papà sono entrambi obesi la probabilità decuplica. Questo significa che se vogliamo davvero cambiare il destino di questi adolescenti bisogna agire su tutta la famiglia: se voglio curare un bimbo sovrappeso, difficilmente ci riuscirò senza intervenire modificando lo stile di vita dei suoi genitori». In fondo gli esempi che si hanno sotto gli occhi tutti i giorni sono più forti di mille parole, nel bene e nel male: «Dobbiamo insegnare ai figli uno stile di vita sano, in tutti i sensi. Ma se siamo noi i primi a bere senza moderazione, mangiare a quattro palmenti e stare ore di fronte alla TV, è difficile pretendere che i nostri figli possano comportarsi diversamente. Anche i pediatri possono fare molto per instaurare con le famiglie un'alleanza di reale prevenzione: è l'unico modo per scongiurare il diffondersi delle «epidemie» di alcolismo e obesità fra i giovanissimi, che chiederanno un prezzo da pagare molto salato quando queste nuove generazioni saranno diventate adulte», conclude il pediatra.

di Elena Meli
da ilcorriere.it

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29 maggio 2009
Finisce all'ospedale a Napoli per overdose di chewing gum energizzanti

Roma (Adnkronos) - Due pacchetti di chewing gum energizzanti, consumati in appena quattro ore tra una lezione e l'altra. Così un ragazzino di 13 anni è finito in ospedale dopo aver manifestato un malore, nonché un atteggiamento agitato e aggressivo che aveva fatto scattare l'allarme tra i familiari, preoccupati per il suo comportamento inusuale. E ora i medici che si sono occupati del caso, all'ospedale Monaldi di Napoli, lanciano l'allarme sottolineando, sulle pagine della rivista 'Lancet', come queste 'cicche' siano a portata di bambino, ma pericolose, stando al caso napoletano, quando se ne ingurgitano grossi quantitativi. Il caso del 13enne rimbalzato sulla nota rivista scientifica risale al novembre scorso, quando l'adolescente è stato trasportato al reparto di emergenza dell'ospedale napoletano. Aveva dolori addominali, un bisogno continuo di urinare e non si sentiva più le gambe. Il battito cardiaco era accelerato, il respiro affannoso e la pressione alta. Era aggressivo, ma assicurava di non aver assunto droghe o sostanze illecite, come confermato dai test di laboratorio. La notte è stato tenuto in osservazione, il giorno successivo ha lasciato l'ospedale, ma il suo battito cardiaco, al contrario del momento del ricovero, appariva debole. Dopo poche ore la madre è tornata dai medici che avevano assistito il ragazzo: nello zaino del figlio aveva trovato due pacchetti vuoti di chewing gum energizzanti, che l'adolescente aveva consumato nell'arco di appena quattro ore, tra i banchi di scuola.
Ogni pacchetto di gomme contiene 160 milligrammi di caffeina, quindi due confezioni intere corrispondono a circa tre tazze di caffe'. La madre del ragazzo ha spiegato ai medici che il giovane non era affatto abituato a consumare alimenti o bevande ricche di caffeina. Tornato in ospedale per un check-up qualche giorno piu' tardi, il giovane è apparso debole e assonnato, tanto che aveva saltato la scuola per tre giorni consecutivi. Dagli esami il suo battito cardiaco risultava lento e il suo cuore non pompava sangue a sufficienza. Dopo cinque giorni, tuttavia, ha recuperato appieno, anche se i medici hanno preferito tenerlo d'occhio nelle settimane successive. Il ragazzo, secondo i camici bianchi, ha avuto una vera e propria intossicazione da caffeina, resa ancora piu' aggressiva dal fatto che non fosse abituato a consumare questa sostanza. In rapporto al suo peso corporeo (45 kg), la quantità di caffeina assunta equivale a 10 tazze di tè mandate giù da un adulto in appena quattro ore.

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28 maggio 2009
Telefoni cellulari e salute dei bambini
   
Le Autorità sanitarie francesi stanno valutando la possibilità di vietare i telefonini nelle scuole elementari per salvaguardare la salute dei bambini.
Anche in Italia si sente spesso parlare di possibili pericoli per la salute legati all’uso del cellulare, in particolare nei bambini la cui età nell’uso si abbassa sempre più. Non è infatti raro vedere bambini delle elementari con in mano il telefonino. Nonostante ciò, nel nostro Paese non si è ancora parlato di interventi in questo senso e, come sappiamo, gli italiani sono tra il popolo con il numero più alto per telefonini pro-capite.

Per valutare l’opportunità di bandire i cellulari nelle scuole, il governo francese è in attesa dei risultati di un esame condotto dall’AFSSET, l’Associazione Francese per la Sicurezza Ambientale e del Lavoro.
Al momento attuale la facoltà di vietare l’uso nelle scuole è a discrezione degli istituti stessi. Le associazioni ambientaliste e dei consumatori suggeriscono però di ridurre al minimo l’uso, in particolare nei bambini al di sotto dei 12 anni d’età.
Tutto questo è nato dopo che è stata indetta una tavola rotonda tra il Ministro della Sanità francese Roselyne Bachelot, diversi leader politici, le associazioni dei consumatori e gli operatori di telecomunicazioni. Il tema della riunione era "Radiofrequenze, ambiente e salute".
(lm&sdp) da lastampa.it

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27 maggio 2009
Ancora gattonano e sono già padroni di telecomando e videogame, arriva la generazione dei 'nativi digitali'

Dal 2000 circa in poi il genere umano ha subito un'ulteriore evoluzione: l'uso di vari strumenti tecnologici fin da bambini attiva aree cerebrali differenti. Saranno ragazzini multitasking e uomini e donne alexitimici, incapaci cioè di riconoscere le emozioni interne, ma abilissimi a rappresentarle

Roma (Adnkronos Salute) - Fin dalla culla giocano con il telefonino di mamma, quando ancora gattonano sono già padroni di telecomando e videogame. Così, ai tempi della scuola materna, sanno leggere senza problemi le icone di tv, computer e videoregistratore. E sfidano i grandi ai videogame. "Dal 2000 circa in poi il genere umano ha subito un'ulteriore evoluzione. Dopo l'Homo sapiens sapiens è la volta della generazione dei 'nativi digitali'. Una nuova umanità 'figlia' di cellulari e videogiochi, che ha già un cervello diverso dal nostro". A 'fotografare' le caratteristiche di questi bambini è Tonino Cantelmi, docente di psichiatria dell'Università Gregoriana di Roma e presidente dell'Associazione italiana psicologi e psichiatri cattolici.

"Abbiamo esaminato un vasto campione di bimbi, nati a partire dal 2002. Concentrandoci sulle caratteristiche dei nativi digitali, figli della 'generazione di mezzo' e nipoti dei 'predigitali' - spiega all'ADNKRONOS SALUTE lo psichiatra, che a questo tema ha dedicato un libro, 'L'immaginario prigioniero' (Mondadori), scritto a quattro mani con la psicoterapeuta Maria Rita Parsi - Questi piccoli hanno un apprendimento più percettivo e meno simbolico, e sono dotati di abilità visuo-motorie eccezionali. Una volta adulti - aggiunge - saranno spesso uomini e donne alexitimici, incapaci cioè di riconoscere le emozioni interne, ma abilissimi a rappresentarle". Inoltre saranno ragazzini e poi giovani multitasking, capaci di utilizzare contemporaneamente vari mezzi tecnologici senza timore o paura. "Mentre, ad esempio - prosegue Cantelmi - i nonni 'predigitali' si riconoscono subito all'aeroporto, perché fanno ancora la coda per il check-in. Una cosa che la generazione di mezzo ha ormai superato, padroneggiando il telecheck-in o usando le macchinette per l'accettazione rapida".

Per la generazione dei nativi digitali, che in questi anni sono ancora sui banchi di materna ed elementare, "le emozioni non sono vissute, ma piuttosto rappresentate. Saranno abilissimi a tecnomediare le relazioni. E, naturalmente, comunicare con loro sarà difficile sia per la generazione di mezzo, che per i predigitali", prevede Cantelmi. Infatti l'uso di vari strumenti tecnologici fin da bambini attiva aree cerebrali differenti. E predispone a svelare senza fatica i segreti delle strumentazioni più high-tech.

Tutti genietti del computer, dunque? "Non solo, questa generazione - racconta lo psichiatra - nasce con l'esperienza della democrazia dal basso. La pressione del gruppo di coetanei con cui si condividono le chiacchiere digitali sarà fortissima, e presto sulla rete si commenteranno eventi e avvenimenti, piccoli e grandi". Dall'uscita di un film in 3D, all'apertura del negozio sotto casa. Il futuro dei nativi digitali, secondo Cantelmi, è sempre più scritto nei blog. E la Rete "muterà per alimentare le passioni e i modi di socializzazione di questa generazione in crescita. Affamata di novità - conclude - e bravissima a sintetizzare con un'icona i suoi messaggi al clan degli amici", via mail su telefonini sempre più ricchi di applicazioni.

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22 maggio 2009   
Lo zenzero contro mal d'auto, aereo e nave

Se state già organizzando le vostre vacanze, ma il solo pensiero di mettervi in macchina, in aereo o su qualsiasi altro veicolo vi fa venire la "nausea", niente paura c’è un rimedio che fa per voi e arriva direttamente dal mondo della natura: lo zenzero.
Probabilmente in molti lo conoscono e lo utilizzano in cucina per insaporire le pietanze ma, forse, pochi sanno che può diventare anche un ottimo rimedio contro la chinetosi (male da trasporto).
Secondo un articolo del 2000 apparso sulla rivista "The Lancet" dal titolo "Efficacy of ginger for nausea and vomiting: a systematic review of randomized clinical trials", lo zenzero sarebbe in grado ridurre qualsiasi forma di nausea (persino quella derivante da gastroenteriti) meglio e più velocemente della maggior parte dei farmaci di sintesi (chimici).
La più affidabile fonte d’informazioni sulla terapia a base di piante è sicuramente quella dell’FDA tedesca, la quale raccomanda il consumo di zenzero proprio in caso di cinetosi. Secondo l’AHPA (American Herbal Products Association), lo zenzero può essere collocato tra i fitoterapici appartenenti alla classe A1 (erbe sicure).
Un altro studio i cui risultati sono stati pubblicati su "Alternative Therapies in Health and Medicine" dimostra che può essere adoperato con successo e senza effetti collaterali anche dalle donne in dolce attesa, alle quali riduce anche la nausea gravidica.
Il metodo più semplice per assicurarsi l’attività antiemetica (antivomito) dello zenzero è quella di masticare un piccolo pezzo di radice di zenzero fresco prima ed, eventualmente, durante il viaggio.
Chi ritiene lo zenzero fresco esageratamente "piccante", può sostituirlo con la tintura madre (TM) oppure con l’olio essenziale, del quale è sufficiente inalarne i vapori per alleviare il disturbo.
Come ultima alternativa, si può utilizzare lo zenzero in polvere o in capsule.
Per i bambini che soffrono di mal d’auto si può eseguire un piccolo massaggio sulle pieghe dei polsi con l’olio essenziale diluito in olio vegetale.
di Luigi Mondo & Stefania Del Principe da lastampa.it

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5 maggio2009
Save The Children: benessere madri e bimbi, Italia 16esima

Sui bimbi in particolare, seconda nel mondo solo alla Svezia

Roma (Apcom) - L'Italia è al sedicesimo posto nel mondo nella classifica del benessere di madri e bambini, guadagnando tre posizioni rispetto all'anno scorso. E' quanto emerge dal decimo rapporto sullo stato delle madri nel mondo, presentato questa mattina dall'organizzazione Save the Children. Secondo il dossier, è la Svezia, seguita da Norvegia e Australia, il Paese dove si registrano i migliori parametri relativi alla salute, l'educazione e alla condizione economica delle madri e dei bambini. All'estremo opposto il Niger, ultimo in graduatoria. Un'accresciuta presenza delle donne nel governo nazionale, passate dal 17% del 2008 al 21% nel 2009, e il raggiungimento del 100% del tasso di iscrizione alla scuola secondaria, sono alcuni dei parametri, spiega l'organizzazione, responsabili del migliore posizionamento del nostro Paese. Per quanto riguarda il solo benessere dei bambini (vale a dire considerando i soli parametri relativi ai bambini, come il tasso di mortalità infantile, il tasso di iscrizione alla scuola per l'infanzia e alla scuola secondaria) il nostro Paese si attesta al secondo posto, dopo la Svezia. E in buona posizione l'Italia finisce anche per il supporto allo sviluppo della prima infanzia, attestandosi nella zona A (quella più alta) della classifica, rispettando 4 dei 10 parametri considerati. "Negli ultimi anni - spiega Valerio Neri, direttore di Save the Children Italia - l'Italia si è sempre collocata a metà del gruppo dei paesi più sviluppati, registrando livelli di eccellenza, rispetto agli indicatori della salute dei bambini". Analizzando invece i soli indicatori relativi al benessere delle madri, quali il ricorso alla contraccezione, i benefici alla maternità, il rapporto fra i salari degli uomini e quelli delle donne, l'Italia scende al 24esimo posto della graduatoria. "Sebbene questi dati riportino un quadro sostanzialmente positivo, la condizione di salute delle mamme appare più incerta di quella dei bambini in Italia", spiega Neri. "Inoltre - sottolinea - le statistiche non sempre riescono a rappresentare a pieno alcune situazioni meno visibili e specifici gruppi sociali più svantaggiati e in difficoltà."

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5 maggio 2009
Fumo passivo: i bambini sono i più esposti all'azione distruttiva dei radicali liberi
   
Il fumo passivo compromette i livelli di antiossidanti nei bambini
I bambini esposti al fumo di sigaretta pare abbiano più bassi livelli di antiossidanti nell’organismo e sono più esposti ai rischi per la salute correlati ai radicali liberi, suggerisce uno studio americano presentato al Pediatric Academic Society Meeting di Baltimora (Usa) in corso dal 2 al 5 maggio 2009.
I ricercatori dell’Università del Rochester Medical Center di New York, hanno analizzato i dati ricavati da un progetto denominato “National Health and Nutrition Examination Survey” che si è svolto negli anni 2003-2004, e che ha coinvolto 2.000 tra bambini e ragazzi di età compresa tra i 6 e i 18 anni.
Dallo studio è emerso che ragazzi e bambini esposti al fumo passivo hanno una ridotta presenza di antiossidanti nel loro corpo, e come questo li possa esporre a un maggior rischio di sviluppare malattie o disturbi associati all’azione distruttiva nei confronti delle cellule da parte dei radicali liberi.
Le analisi condotte hanno evidenziato come la presenza di cotinina, un metabolita risultato della trasformazione della nicotina, fosse determinante nel calo di antiossidanti: più cotinina era presente nell’organismo, più basso era il livello di antiossidanti.
A tale proposito la dr.ssa Karen Wilson del team di ricercatori ha sottolineato come sia importante il ruolo degli antiossidanti e come nonostante «non si sappia ancora abbastanza per dire che questo gruppo di bambini abbia bisogno di integratori per compensare gli antiossidanti che hanno perso, è sempre saggio alimentare i bambini con abbondante frutta e verdura ad alto contenuto di antiossidanti e altri sani nutrienti». E, ovviamente, evitare di esporli al fumo passivo.
(lm&sdp)
da lastampa.it

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