novembre/dicembre
2009
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23 dicembre 2009
Facevano biscotti con
derivato del petrolio. Sequestrate ditte in tutta Italia
17 dicembre 2009
Il massaggio thailandese fa bene anche
ai bambini autistici
16 dicembre 2009
Il cibo spazzatura fa l'occhiolino dai siti
web per bambini
7 dicembre 2009
Lattine delle bibite
pericolose per i bambini
3 dicembre 2009
Infanzia: Martini, un marchio per prodotti
aderenti a codice AIIPA
27 novembre 2009
Nel grembo materno la fonte delle terapie su
misura
23 novembre
Una resina contro le
carie: trapano addio
dal dentista
16 novembre
In Italia sempre più gemelli: + 25%
13 novembre 2009
Bambini sicuri in auto,
ecco come proteggerli
12 novembre 2009
Gli effetti del
cellulare sul nostro cervello
7 novembre 2009
Fuori gli uomini dalla sala parto
6 novembre 2009
Caschi e seggiolini,
l’insicurezza in strada la pagano 11 mila bimbi
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23 dicembre 2009
Facevano biscotti con derivato del
petrolio. Sequestrate ditte in tutta Italia
Milano - Cuocevano biscotti con un olio minerale derivato dal petrolio. I
dolciumi, in particolare savoiardi, krumiri e amaretti, gia' pronti per
il commercio sono stati sequestrati dai carabinieri dei Nas, il nucleo
antisofisticazione. Le irregolarita' piu' gravi sono state riscontrate
nella sede torinese del Biscottificio Piemontese ma sono stati posti
sotto sequestro altri dodici esercizi tra Milano, Monza e Brianza,
Brescia, Caserta, Potenza e Treviso. In un caso sono stati trovati
alcuni scarafaggi in mezzo ai marron-glace' ancora da confezionare,
mentre in altri esercizi venivano utilizzati prodotti scaduti da quattro
anni e sottoposti a nuova etichettatura. (RCD)
da www.corriere.it
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17 dicembre 2009
Il massaggio thailandese fa bene anche
ai bambini autistici
Effetti benefici sui disturbi
comportamentali e sul sonno
Uno studio randomizzato controllato suggerisce che il massaggio
tradizionale tailandese (MTT) è utile anche ai bambini affetti da
autismo.
Di questo ottimo tipo di massaggio (di cui potete vedere il reportage
video a questo link) ne abbiamo già parlato, avendo modo di conoscere i
diversi benefici che apporta a chi si sottopone a un trattamento. Ma
questo studio, condotto dai ricercatori del Rehabilitation Centre della
Thai Red Cross Society in Thailandia, è il primo a studiare gli effetti
del MTT sui disturbi comportamentali ed emotivi dei bambini autistici.
Per lo studio sono stati coinvolti 60 bambini affetti da autismo di età
compresa tra i 3 e i 10 anni.
I partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi ed erano tutti
sottoposti a terapia d'integrazione sensoriale standard. Un primo gruppo
ha ricevuto come integrazione un ciclo di trattamenti a base di
massaggio tradizionale thailandese. Gli appartenenti al secondo gruppo,
quello di controllo, soltanto la terapia d'integrazione sensoriale
standard.
Per valutare i disturbi del comportamento, genitori e insegnanti sono
stati invitati a compilare un report basato sul Conners Rating Scales
(tra zero e otto settimane), tenere un diario del sonno e valutare ogni
settimana i modelli di sonno.
L'analisi dei dati raccolti ha evidenziato che, secondo i report degli
insegnanti, ci sono stati miglioramenti statistici riguardo i problemi
di comportamento, iperattività, disattenzione-passività, indice di
iperattività e comportamento del sonno. I report compilati dai genitori
invece hanno riportato soltanto un miglioramento riguardo l'ansia negli
appartenenti al gruppo trattato con il massaggio. Tuttavia, quando i
dati dei due gruppi sono stati confrontati è emerso un significativo
miglioramento nei problemi comportamentali e non solo nei confronti
dell'ansia.
Dopo 8 settimane di trattamento, concludono i ricercatori, possiamo
ritenere che il massaggio tradizionale thailandese possa essere
utilizzato come terapia complementare per i bambini autistici.
(lm&sdp) da www.lastampa.it
Source: lo studio è stato pubblicato sul "Journal of Alternative and
Complementary Medicine".
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16 dicembre 2009
Il cibo spazzatura fa l'occhiolino dai
siti web per bambini
Gli spot di alimenti da "evitare"
invitano i bambini al loro consumo
Si ha un bel dire di far capire ai bambini che certi alimenti fanno
male. Che il sovrappeso e l'obesità infantile è una piaga del mondo
occidentale che si sta diffondendo a macchia d'olio, se poi sui siti web
più frequentati proprio dai bambini troviamo la pubblicità di quelli
che, secondo i nutrizionisti, sono i cibi da evitare.
Eh sì, questo è quello che hanno accertato i ricercatori del Berkeley
Media Studies Group in California (Usa) navigando tra 28 dei siti web
dedicati ai bambini. Alcuni di questi poi, in teoria, non hanno alcun
legame con gli alimenti come per esempio quelli dei canali Tv dedicati
esclusivamente ai cartoni animati.
Nella maggioranza di questi siti si trovano pubblicità di prodotti
alimentari ricchi di zuccheri, bibite gassate, fast-food e compagnia
bella.
La dr.ssa Lori Dorfman e colleghi hanno scoperto che soltanto 5 dei
prodotti pubblicizzati, su 77, avevano i requisiti giusti per essere
consigliati ai bambini.
In più sottolineano i ricercatori, la pubblicità su Internet è ancora
più incisiva di quella in Tv dove per ogni spot, in media, il bambino
viene esposto al marchio dell'azienda e ai suoi prodotti per circa 30
secondi. Al contrario, sul web la presenza del logo aziendale su tutte o
molte pagine viene impresso nella mente del bambino per una media di 20
minuti.
Un recente studio ha anche confermato che la pubblicità legata ai
videogiochi online ha la capacità di influenzare le scelte dei bambini
esponendoli al rischio di alimentarsi male, con tutte le conseguenze del
caso.
I ricercatori mettono sull'avviso i genitori sui pericoli
dell'esposizione a certe pubblicità sui siti da loro frequentati, anche
se ci si rende conto che non facile controllare tutto quello che i
bambini fanno quando sono davanti a uno schermo di computer.
(lm&sdp) da www.lastampa.it
Source: lo studio è stato pubblicato sul "American Journal of Public
Health".
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7 dicembre 2009
Lattine delle bibite pericolose per i
bambini
Ancora casi d'ingestione della lamella
che chiude le lattine
Nonostante un bel po' di anni fa la linguetta di alluminio che chiude le
lattine per le bibite fosse stata modificata diventando parte
integrante della lattina, aprendosi verso l'interno e non più dovendola
necessariamente strappare, ancora oggi si registrano molti casi
d'ingestione di questa lamella da parte di bambini e ragazzi.
Le conseguenze di questa ingestione sono molte e spesso si rischia di
perforare lo stomaco o l'intestino.
A mettere sull'avviso sono i medici del Cincinnati Children's Hospital
Medical Center (Usa) che hanno dichiarato che in 16 anni ci sono stati,
solo nel loro ospedale, 19 casi di ingestione della linguetta. I dati,
sottolineano i medici, sono sottostimati per il fatto che molti
incidenti non vengono segnalati e si riferiscono soltanto alla realtà
locale.
«Credo che tutti sappiamo che se si giocherella con queste lamelle si
possono facilmente rompere e cadere all'interno della lattina» spiega il
dr. Lane Donnelly coordinatore dello studio.
Il problema è che le linguette, come la lattina, sono realizzate in
alluminio e questo materiale è più difficile da rilevare per mezzo dei
raggi X, utilizzati per esempio per trovare le classiche monete che
capita siano ingoiate dai bambini, aggiunge Donnelly.
A motivo di ciò, i medici suggeriscono che i genitori dovrebbero essere
consci del problema e delle possibili conseguenze, mentre le aziende
produttrici dovrebbero studiare un metodo per far sì che queste lamelle
siano più difficilmente staccabili.
(lm&sdp) da www.lastampa.it
Source: i risultati dello studio sono stati presentati al Radiological
Society of North America meeting tenutosi a Chicago (Usa) dal 29
novembre al 04 dicembre.
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3 dicembre 2009
Infanzia: Martini, un marchio per
prodotti aderenti a codice AIIPA
(AGI) - Roma - Un marchio sui prodotti che aderiscono
al Codice Aiipa per gli alimenti destinati ai bambini. E’ la proposta
del Sottosegretario alla Salute con delega all’alimentazione e alla
nutrizione, Francesca Martini, che ha partecipato oggi ai lavori di
presentazione del Codice Deontologico per i prodotti per l’infanzia
dell’AIIPA (Associazione Italiana Industrie prodotti Alimentari),
realizzato in collaborazione con il Ministero della Salute. Il codice si
pone l’obiettivo di contribuire ad assicurare ai lattanti ed ai bambini
una nutrizione sicura ed adeguata proteggendo, promuovendo e sostenendo
l’allattamento al seno, assicurando l’utilizzazione appropriata dei
sostituti del latte materno, ove necessario, sulla base di informazioni
adeguate ed attraverso forme appropriate di commercializzazione e
distribuzione. “Questo Codice - sottolinea Martini - rappresenta un
importante traguardo etico e professionale che assicurando standard
qualitativi vincolanti per chi vi aderisce pone il nostro Paese
all’avanguardia in tema di promozione e salvaguardia della salute e del
benessere del bambino. Iniziative come questa possono essere per le
aziende un sostegno forte alla produzione. Suggerisco l’adozione di un
marchio da porre sulle confezioni dei prodotti che indichi ai
consumatori, l’adesione al Codice AIIPA. La filosofia di Governo per le
nostre imprese e’ ispirata a principi di rigore e di sostegno,
l’adozione di un marchio sono certa che potrà aiutare la produzione e la
commercializzazione dei prodotti, in linea con i principi guida del
Governo, esplicitando al consumatore le buone pratiche produttive, il
sistema dei valori e il modo di essere e di agire delle imprese
interessate, rappresentando quindi per le aziende un valore aggiunto di
rilevante importanza che non soltanto obbliga ad un determinato standard
qualitativo ma lo rende esplicito ai consumatori creando un elevato
valore aggiunto per tutte le aziende che aderiscono al Codice.” E’
quindi rilevante la possibilità che AIIPA offre a tutte le aziende,
anche non aderenti all’Associazione, di partecipare al Codice. Il mio
obiettivo primario e’ rendere comuni quei valori per cui esiste la
consapevolezza che ad essere in gioco non sono soltanto gli interessi, i
diritti e i propri doveri, ma anche quelli degli altri. E le
responsabilità sono molto più elevate quando parliamo di bambini”. Pgi
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27 novembre 2009
Nel grembo materno la fonte delle
terapie su misura
Prelevabili con esame di routine nelle
gestanti, utili per curare il feto
ROMA - Scienziati italiani hanno scoperto nel grembo materno una riserva
preziosissima di cellule staminali che possono essere prelevate
semplicemente con un esame di routine di diagnosi prenatale, la
villocentesi. Con queste staminali si possono creare cellule di tutti i
tipi e potrebbero essere usate per generare organi e tessuti su misura
di paziente o per curare feti malati prima che nascano. Coordinato da
Giuseppe Novelli, Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia
dell'Università Tor Vergata di Roma, il lavoro è stato ideato da
Federica Sangiuolo, dello stesso ateneo, e svolto in collaborazione, tra
gli altri, con l'embriologo Massimo De Felici. Sarà pubblicato la
prossima settimana sulla rivista Cloning and Stem Cells.
Le cellule scoperte, facilmente prelevabili dai villi coriali quando la
gestante si sottopone alla villocentesi nella 10/a-11/a settimana di
gravidanza, sono una fonte terapeutica preziosa, spiega Novelli, perché
non solo sono staminali multipotenti che si possono trasformare in
qualunque tessuto del corpo, ma al contrario di quelle embrionali sono
'etiche' e non danno tumori né rischio rigetto; infine possono essere
corrette geneticamente e un giorno potrebbero essere usate per fare
terapia genica in utero e curare il feto malato prima che sia troppo
tardi.
La villocentesi è una tecnica ormai consolidata di diagnosi prenatale
che consente di prelevare un tessuto, i villi coriali (o trofoblasto)
che si forma nelle prime settimane di gravidanza ed è coinvolto
nell'impianto fetale, nell'adattamento immunologico della madre al feto,
nella connessione vascolare con la circolazione materna, nella
nutrizione del feto stesso. Gli scienziati italiani da tempo, studiando
il trofoblasto da lunghi anni, sospettavano che al suo interno potesse
nascondersi una fonte preziosa di staminali pluripotenti. Le hanno
scoperte per la prima volta nei feti di alcune donne e battezzate Human
Cytotrophoblastic-derived Multipotent Cells (hCTMC), cellule umane
multipotenti derivate dal trofoblasto.
Gli scienziati hanno eseguito tutti i test standard per dimostrare che
queste staminali sono pluripotenti, cioé possono dare origine a cellule
di tutti i tessuti, cellule nervose, muscolari e pancreatiche per
esempio. Inoltre queste cellule, inoculate in embrioni di topo, si sono
dimostrate capaci di incorporarsi in essi e formare tutti i tessuti come
il cervello, il midollo osseo, e il fegato.
Infine gli scienziati hanno anche dimostrato che queste cellule
potrebbero essere usate per terapie cellulari e genetiche in utero:
"infatti le abbiamo prese da donne con feti affetti da Atrofia Muscolare
Spinale - spiega Novelli - e abbiamo corretto il loro difetto genetico
con la terapia genica". In futuro queste cellule, una volta corrette,
potrebbero essere reimpiantate nel feto per curare il suo difetto.
"Inoltre - conclude Novelli - poiché facilmente prelevabili e
conservabili, un giorno si potrebbe pensare a banche 'prenatali' in modo
che ciascuno conservi le sue per future necessità come si fa oggi col
cordone ombelicale", infatti potrebbero essere usate per rigenerare
organi e tessuti su misura di paziente.
da ansa.it
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23 novembre
Una resina contro le carie: trapano
addio dal dentista
Si potrà andare dal dentista senza l'incubo del trapano per le piccole
carie. Una toppa di resina per riparare le piccole carie o i primi segni
di deterioramento dei denti è stato messo a punto due equipe tedesche
delle università Christian Albrecht di Kiel e Charitè di Berlino, ed è
già utilizzato in Germania dove i laboratori DMG
Chemisch-Pharmazeutische Fabrik (GmbH) hanno lanciato il prodotto ad hoc
“riparadenti”.
La tecnica consiste nel trattare la superficie del dente con un gel, che
rende la lesione porosa. Si procede poi con un'asciugatura e con la
successiva applicazione della resina, nata inizialmente per impedire ai
denti di demineralizzarsi. La resina riempie, se necessario, e sigilla
il dente, impedendo ai batteri di diffondersi. L'operazione si realizza
in una sola seduta, con un costo inferiore ai 100 euro.
da www.ilmessaggero.it
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16 novembre
In Italia sempre più gemelli: + 25%
Tra le cause dell'aumento ci sono la
fecondazione artificiale e la gravidanza oltre i 30 anni
Sempre più gemelli in Italia: dal 1990 al 2005 i parti gemellari sono
aumentati del 25%. E' quanto emerge da alcuni dati presentati oggi a
Roma, nel primo convegno nazionale sui gemelli in età pediatrica. Il
convegno è stato organizzato dall'Istituto Superiore di Sanità (Iss) in
collaborazione con l'Unità di neonatologia, patologia e terapia
intensiva neonatale del Policlinico Umberto I.
Secondo i dati del ministero del Welfare nel 4° Rapporto sull'evento
nascita in Italia, sui 511.436 nati nel 2005, il numero di parti
gemellari è 6.735 e rappresenta l'1,3% del totale. La percentuale di
parti plurimi sale considerevolmente nelle gravidanze con procreazione
medicalmente assistita, raggiungendo un valore nazionale pari a 18,4%.
Tra le cause dell'aumento delle nascite di gemelli, le tecniche di
fecondazione artificiale
sono al primo posto, ma la frequenza sembra più elevata anche nelle
madri che hanno più di 30 anni. Resta da capire che cosa determina le
nascite gemellari e proprio questo è l'obiettivo dello studio promosso
dal Registro Nazionale Gemelli dell'Iss. Sonia Brescianini, ricercatrice
del Registro, spiega che «in particolare si vuole capire se si eredita
dalla linea materna o da quella paterna e se ci sono differenze fra
gemelli monozigoti e dizigoti».
I rischi. Un dato che preoccupa i medici riuniti al convegno è che un
quarto dei parti pretermine (il 6,5% dei neonati nasce prima della
37esima settimana) è rappresentato proprio da parti gemellari. «I
gemelli, infatti - spiega Mario De Curtis che dirige l'Unità di
neonatologia, patologia e terapia intensiva neonatale del Policlinico
Umberto I - rappresentano un importante problema medico e sociale
essendo, rispetto ai nati singoli, a maggiore rischio di morte e di
malattia a causa principalmente della loro prematurità. I gemelli
prematuri, e soprattutto quelli con un peso alla nascita molto basso
(inferiore a 1 kg e mezzo) necessitano spesso di cure particolarmente
impegnative e costose nelle Unità di neonatologia che purtroppo
presentano una grave carenza di posti disponibili.
A causa di un insufficiente numero di posti di terapia intensiva
neonatale, più evidente nelle regioni centro meridionali, molti neonati
non possono essere curati nel centro dove nascono, ma vengono trasferiti
nelle prime ore di vita da un ospedale ad un altro con sicuro
peggioramento della loro prognosi. Un miglioramento dell'assistenza dei
nati prematuri, e quindi anche dei gemelli, lo si potrebbe sicuramente
ottenere con una più efficiente organizzazione regionale delle cure
perinatali».
da www.ilmessaggero.it
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13 novembre 2009
Bambini sicuri in auto, ecco come
proteggerli
Gli incidenti stradali sono la prima
causa di morte per i bambini da 5 a 14 anni. E' per questo che Fiat e
Ucif (Unione Concessionari Italiani Fiat) hanno messo in atto una
campagna di sensibilizzazione con indicazioni e consigli
“La sicurezza dei bambini non è un gioco!”. E’ questo il messaggio
importante che Fiat e Ucif (Unione Concessionari Italiani Fiat) vogliono
far arrivare a tutti i genitori italiani con la campagna di
sensibilizzazione Nazionale “BimbiSicuramente”.
Come vanno portati i bambini in auto in modo corretto e sicuro? Come
scegliere il seggiolino adatto alle necessità del bambino? Fino al 15
novembre nelle 600 concessionarie Fiat in tutta Italia, mamma e papà
interessati, ma non solo loro perché l’invito è aperto davvero a tutti,
potranno trovare le risposte a questi e ad altri interrogativi sul
delicato tema della sicurezza dei bambini in auto.
Oltre al materiale informativo, verrà distribuito il libro “Una strada
sicura”, edito da Giunti Editore dove sono raccolte informazioni e
regole utili ma anche consigli su cosa insegnare ai bambini e tanti
giochi per allietare viaggi lunghi e brevi.
I numeri della strada - Gli incidenti stradali risultano essere la prima
causa di morte per i bambini da 5 a 14 anni. Secondo gli ultimi dati
Istat, per causa di incidenti, nel nostro Paese muoiono ogni anno circa
100 bambini, quasi uno ogni 3 giorni, e ne rimangono feriti oltre
10.000, praticamente 30 ogni giorno. Come sottolineato
dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, se correttamente installati
ed utilizzati, i sistemi di ritenuta dei bambini possono ridurre del 80%
la probabilità di lesioni gravi. Un dato molto preoccupante è il
rilevante numero di piccoli passeggeri che viaggia non allacciato
durante tragitti inferiori a 3km, tipicamente nel tragitto casa-scuola.
Purtroppo il 40% degli incidenti mortali nei bambini si verifica durante
percorsi inferiori a 3km.Da un’indagine esplorativa, effettuata davanti
alle scuole per la campagna “BimbiSicuramente”, è emerso che a Milano
tra le auto monitorate il 46% viaggia in situazione di pericolo, a
Venezia/Mestre il 50%, a Torino il 59%, a Roma addirittura il 61%.
Percentuali rilevanti aggravate ulteriormente dalle motivazioni addotte
dai genitori interrogati come: “sono solo pochi minuti di viaggio”; “non
ho ancora acquistato il seggiolino”; “ci vuole molto tempo per mettere
il bambino nel seggiolino e non lo sopporta”.
Particolari dell’iniziativa - Le novità dell’edizione di quest’anno di
“BimbiSicuramente” (la seconda edizione della campagna) sono tutte
all’insegna dei nuovi mezzi di comunicazione. Non poteva quindi mancare
all’appello il social network più diffuso in Italia: Facebook. Se si
clicca su http://apps.facebook.com/bimbisicuramente , infatti, è
possibile scaricare l’applicazione ed eseguire il test “Che tipo di
guidatore sei”. Tra le domande: qual è lo spessore minimo del
battistrada degli pneumatici consentiti per legge, a cosa serve l’ESP,
in base a cosa si sceglie un seggiolino o cos’è consigliato dare ad un
bambino durante il viaggio.
Sempre su internet è stato lanciato un contest sul tema della sicurezza:
i partecipanti dovevano realizzare (dal 15 giugno al14 settembre 2009)
uno spot video o una semplice sceneggiatura per promuovere l’iniziativa.
Realizzati attraverso il servizio ZOOPPA.COM, i video sono stati votati
da giornalisti ed esperti. A vincere il primo premio di 2.500 euro è
stata l’utente Annarella con questo video:
http://www.youtube.com/bimbisicuramente?gl=IT&hl=it#p/c/393D554F82F91F24/2/BP7fvtg4S50
.
Consigli utili - Anche se la viviamo in famiglia, la macchina non è una
piccola casa: i posti da occupare non servono a tenersi compagnia ma a
viaggiare in modo confortevole e sicuro. Inoltre, alcuni sistemi di
ritenuta sono pensati per essere montati in posti specifici in base al
gruppo di appartenenza (stabilito da norme europee). Le statistiche
dicono che il posto più sicuro per montare un seggiolino è il sedile
posteriore: il posto centrale, se dotato di cintura a 3 punti;
altrimenti quello destro (lato marciapiede). Esistono vari tipi di
sistemi di ritenuta e posizionamento: “navicella” che si monta
esclusivamente sul sedile posteriore (lo schienalino interno va messo
nella posizione più orizzontale); “seggiolini 0/0+” che si possono
montare anche sul sedile anteriore rivolti in direzione opposta al senso
di marcia solo su auto che non hanno l’airbag dal lato passeggero o con
airbag disattivato; “seggiolini e cuscini di rialzo 1/2/3” che si
possono montare sui sedili posteriori. E’ fondamentale in ogni caso
scegliere solo i seggiolini omologati.
SUL WEB
Sito internet iniziativa: www.bimbisicuramente.it
Canale YouTube: www.youtube.com/bimbisicuramente
Fan page Facebook: www.facebook.com/bimbisicuramente
da kataweb.it
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12 novembre 2009
Gli effetti del cellulare sul nostro
cervello
Un nuovo studio condotto in Svezia
rileva un cambiamento biologico in seguito all'esposizione prolungata ai
dispositivi senza fili
MILANO - Per ora l'unico dato certo è che producono un effetto biologico
sul nostro cervello. Non è ancora chiaro se ciò comporti anche dei
rischi, ma viene comunque consigliato di usare con la massima accortezza
(e tutte le precauzioni del caso) telefonini e altri dispositivi senza
fili.
GLI EFFETTI - Da uno studio condotto dall'Università di Örebro in Svezia
è emersa una forte correlazione tra l'uso dei cellulari e una proteina
contenuta nel liquido cefalorachidiano, responsabile tra le altre cose
di proteggere il cervello dalle influenze esterne. L'utilizzo intenso di
dispositivi wireless tende a far crescere il livello di questa proteina
(la transtiretina) nel sangue.
PRUDENZA - I ricercatori consigliano ancora prudenza
nell'interpretazione di questi dati. Non è del tutto chiaro se l'aumento
della proteina debba essere considerato un segnale di rischio per la
nostra salute. Ad ogni modo, c'è ora evidenza scientifica che i
cellulari producono un cambiamento biologico nel nostro cervello che,
per auto-difendersi dal flusso costante di segnali wireless, tende a
produrre in quantità maggiore transtiretina.
MAL DI TESTA - Una seconda parte dello studio si è focalizzata anche sui
sintomi che bambini e adolescenti associano all'uso regolare dei
cellulari. Sono stati rilevati mal di testa, disturbi asmatici e
problemi di concentrazione. Anche in questo caso, però, è ancora troppo
presto per arrivare a delle conclusioni: «È necessario svolgere
ulteriori accertamenti per escludere la presenza di altri fattori».
PRECAUZIONI - In attesa di avere dati più certi sui rischi, è comunque
consigliabile adottare alcune precauzioni. Solo il 2% dei bambini e
degli adolescenti, ad esempio, utilizza gli auricolari. «Il che è
preoccupante - sottolineano i ricercatori svedesi - Non sono stati
ancora chiariti gli effetti sul lungo periodo dell'esposizione alle onde
elettromagnetiche. Al momento si prende in considerazione solo il
riscaldamento prodotto dai cellulari (il cosiddetto "effetto termico").
Ma potrebbero esserci altri fattori indipendenti dal riscaldamento di
cui potremmo renderci conto solo dopo molti anni».
di Nicola Bruno da www.corriere.it
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7 novembre 2009
Fuori gli uomini dalla sala parto
Uno studio francese: "La loro presenza
blocca l'ormone che stimola le contrazioni". La nascita è una faccenda
per donne
di Elena Lisa
Una stanza quasi vuota, gli strumenti indispensabili, pochi rumori e
solo un’ostetrica d’esperienza. È quanto basta a una donna che sta
mettendo alla luce un figlio. Anzi, di più: è quanto serve. Il resto non
è solo superfluo, ma pure dannoso: invasive le luci forti e i
macchinari di monitoraggio costante, ansiogeno il via vai di infermiere,
ma soprattutto pericolosa la presenza di uomini. Che siano essi medici,
lì per assistere, o futuri padri di chi sta per venire al mondo.
Nessuno escluso, la teoria vale specialmente per i papà che, mascherina
sulla bocca, circumnavigano la donna in preda alle doglie, muniti di
telecamera per registrare l’evento.
Ne è convinto il ginecologo francese Michel Odent, che ha anticipato il
suo pensiero prima di esporlo alla conferenza del Royal College of
Midwives, tra pochi giorni a Manchester. Esperto di nascite da oltre
cinquant’anni, Odent teorizza l’«intimità» come elemento indispensabile
alla buona riuscita del parto.
È famoso per aver creato per primo, in un ospedale, un ambiente a metà
strada tra una comunissima stanza di casa e una sala medica, ma
specialmente per aver messo in relazione i parti chirurgici con la
presenza di uomini al momento della nascita. Secondo lo specialista
francese, infatti, si ricorrerebbe ai tagli cesarei perché i papà
ansiosi, trasmettendo stress nelle donne, metterebbero in crisi la loro
produzione di ossitocina, cioè l'ormone che stimola le contrazioni.
Produzione già ampiamente compromessa da una stanza sovraffollata e dal
lavoro di medici maschi. Il parto, sostiene in pratica Odent senza
snobbismo, è una faccenda per donne. Sono loro le più adatte a
occuparsene.
«Odent è un genio - dice Rita Farris, capo ostetrica dell’ospedale
Mangiagalli di Milano, dove mediamente, nascono oltre venti bambini al
giorno - sposo le sue teorie in pieno. Sia quelle sul bisogno di
intimità della donna, sia la parte sullo stress alimentato da certi papà
in sala parto: ne ho conosciuto uno che mi ha chiesto addirittura i
guanti per partecipare alle operazioni». Odent parla dell'evento della
nascita in termini di «rintanamento» e osservando ciò che capita in
natura spiega che, come l'animale femmina quando sta per partorire cerca
una tana, fa scorta di cibo e tende a isolarsi, allo stesso modo la
femmina della specie umana ha bisogno di solitudine, di tranquillità,
quasi di segretezza.
Forse non è per merito delle teorie di Odent, che probabilmente non
tutti conoscono, certo è che la «moda» di essere presenti durante la
nascita, tra mariti o compagni, è nettamente in calo. Dice ancora la
capo ostetrica: «Era un’usanza nata negli anni '80 e ora fortunatamente
superata. Non che i papà in sala parto siano spariti, ma a chiedere di
entrare, oggi, sono solo quelli molto motivati e che, anche solo da come
si muovono, dimostrano che stanno assistendo a un evento davvero
speciale». Pochissimi, ormai, quelli che svengono alla prima goccia di
sangue e praticamente scomparso, invece, il papà-voyeur che si intrufola
per filmare. Molti anche quelli lasciati fuori dalle future mamme che,
chiedendo «l’assistenza dedicata», vietano l'accesso ad allievi e
specializzandi. «Fin qui sono d’accordo - dice Pier Giorgio Crosignani,
professore ordinario di Ostetricia e Ginecologia all'università di
Milano e presidente della Società Italiana della Riproduzione - ma
mettere in relazione la presenza di un medico uomo con un parto cesareo
mi pare una sciocchezza. Perché tutto dipende dalla sintonia che c'è tra
medico e paziente. Alcune donne in quel momento hanno bisogno della
direzione di un maschio, come una specie di padre ancestrale che dice
loro cosa fare; altre, invece, preferiscono accanto una figura
femminile, quella che una volta veniva chiamata “la gran madre”».
da www.lastampa.it
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6 novembre 2009
Caschi e seggiolini, l’insicurezza in
strada la pagano 11 mila bimbi
Oltre mille bambini e adolescenti muoiono ogni anno in Italia dopo
incidenti che li coinvolgono come pedoni o passeggeri di auto, moto o
biciclette e più di 11000 riportano traumi ossei. Ben 270 vite
potrebbero, però, essere salvate se applicassimo semplici regole, ad
esempio una più ampia diffusione di mezzi idonei per trasportare i
bambini in auto o l`uso obbligatorio del caschetto quando si va in bici:
lo rivelano i risultati dell`indagine europea Eurosafe sulla sicurezza
di bambini e adolescenti, presentati durante il 94° Congresso Nazionale
della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia, in corso a Milano.
L`indagine, condotta in 24 Paesi europei, ha "dato i voti" a ciascuna
nazione in materia di provvedimenti adottati per tutelare bambini e
adolescenti da danni accidentali in strada, che ogni anno provocano ben
10.000 vittime in tutta Europa: come perdere ogni giorno un`intera
classe da 25 studenti. È noto però che addirittura il 90 per cento di
queste morti potrebbe essere evitato, se venissero introdotte in ogni
Paese tutte le norme che si sono dimostrate efficaci a contenere gli
incidenti sulla strada.
L`Italia, dove il 24 per cento delle morti under 18 continua a essere
dovuto a traumi accidentali, dagli anni `80 a oggi ha visto ridursi
molto il numero delle vittime e adesso è in posizione intermedia
rispetto agli altri Paesi europei; però in confronto alla nazione più
virtuosa di tutte, l`Olanda, vede un 30 per cento di decessi in più
dovuti alla mancata applicazione di semplici regole.
"Nel nostro Paese è stato fatto poco per tutelare la sicurezza di bimbi e
adolescenti in bicicletta, in auto e come pedoni - riferisce Giovanni
Peretti, Co-Presidente del 94° Congresso Nazionale SIOT e Direttore
dell`Istituto di Ortopedia e Traumatologia dell`universita` degli Studi
di Milano -. Il rapporto Eurosafe sottolinea che la regionalizzazione di
molte iniziative rende frammentaria la prevenzione sul territorio
nazionale: per questo vengono auspicate iniziative di ampia portata,
coordinate dal Governo, che modifichino ad esempio la legislazione sul
tema garantendo regole di base omogenee in tutto il Paese". Le
iniziative sollecitate includono, ad esempio, la modifica dell`attuale
legge per il trasporto di bambini e adolescenti in auto, così da rendere
obbligatoria la seduta sui sedili posteriori fino all`età di 13 anni.
Analogamente, numerosi studi hanno mostrato che è più sicuro far sedere
voltati indietro i piccoli con meno di 4 anni: la nuova legge, secondo
gli europei, dovrebbe prevedere anche questo obbligo.
Richiesta inoltre a gran voce l`obbligatorietà del caschetto per
chiunque vada in bicicletta, a qualunque età, e l`adozione di una legge
che inasprisca le responsabilità del guidatore in caso di incidenti che
coinvolgano piccoli pedoni. Inoltre, gli europei sottolineano la
necessità di migliorare gli standard di costruzione delle auto inserendo
elementi che migliorino la sicurezza dei pedoni in caso di incidente,
ad esempio attraverso parafanghi ad altezza adeguata.
da ilsole24ore.it
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