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A Tolosa si accendono i primi lampioni intelligenti
Le nuove frontiere dell'ecologia. Casa a costo zero
Ecco le case a «bolletta zero»
Dieci Eco-città
Eco-energia: finestre 'fotovoltaiche', sole catturato da gel
Marburg, in Germania, pannelli solari obbligatori
La vernice che trasforma le finestre in pannelli solari
24 ottobre 2009
A Tolosa si accendono i primi lampioni intelligenti
Lampioni intelligenti per risparmiare energia e contribuire alla salvaguardia ambientale del pianeta. Si accenderanno a Tolosa, in Francia, dove il comune sta sperimentando un sistema che consente di aumentare l'intensità dell'illuminazione urbana solo quando ce n'è davvero bisogno. L'idea? Semplice e rivoluzionaria allo stesso tempo. Grazie a uno speciale sensore, la luce raddoppia di intensità solo al passaggio delle persone. Il resto del tempo la luce resta invece più bassa, consentendo così un notevole risparmio di energia. Per il momento, questi speciali eco-lampioni sono stati piazzati in via sperimentale in una strada di Tolosa, il viale Camille-Soula, dove il comune ha concepito il progetto in modo artigianale. “Nessun industriale propone ancora questo tipo di prodotto che associa la tecnologia dei Led a quella del radar”, spiega al Journal du Dimanche, il responsabile dell'illuminazione pubblica del comune di Tolosa, Alexandre Marciel. Una trovata che secondo il comune permetterebbe di tagliare “quasi la metà dei consumi” limitando in un colpo solo la bolletta energetica e le emissioni di Co2. Secondo l'Ademe, l'agenzia francese per l'ambiente e la gestione energetica, l'illuminazione pubblica corrisponde al 48% del bilancio elettrico dei comuni (3,8 milioni di euro solo per Tolosa).Quanto al prezzo che deve pagare l'intero pianeta,siamo intorno ai 119 grammi di Co2 per kilowattora (Tolosa ne consuma 48 milioni ogni anno per l'illuminazione pubblica). “Il nostro obiettivo è dimezzare questi numeri entro il 2020”, spiega Marciel, che sta anche sostituendo le vecchie lampade a vapori di mercurio con lampade al sodio meno energivore e ha lanciato una nuova campagna di ricerca per combinare energia solare ed eolica. Tolosa consacra al rinnovamento del “parco elettrico” comunale circa 1,2 milioni di euro all'anno
da www.libero.it
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25 marzo 2009
Le nuove frontiere dell'ecologia. Casa a costo zero
Abolire le bollette del gas e dell'elettricità ora si può. Con l'isolamento perfetto e mini-centrali geotermiche
Mentre l’Europa centrale batteva i denti e l’orso russo si divertiva ad aprire e chiudere i rubinetti del gas, i primi brividi freddi sono corsi anche lungo la schiena dei maggiori Paesi occidentali dell’Ue, Italia compresa. L’idea dell’indipendenza energetica è il grande vincitore dell’ennesimo braccio di ferro tra Mosca e Kiev sulle forniture di metano. E non si costruisce solo diversificando le fonti di import. Chi ci garantisce che un giorno il moderato Qatar non finisca in mano a un partito stile Hamas? Ridurre i consumi di gas è l’altra strada. Una strada che i più recenti studi sull’isolamento termico e lo sfruttamento di micro-fonti rinnovabili rende fattibile e abbordabile in quanto a costi. L’idea non è per il futuro o per qualche Paese esotico: un progetto tra i più interessanti è in corso di realizzazione a due passi da Torino, in Val di Susa, nel Comune montano di Almese.
E’ un progetto di «casa passiva», concetto sviluppato nei Paesi nordici già negli Anni 70, portato alle estreme conseguenze: zero emissioni di Co2, zero consumi di combustibili fossili. Il palazzo, 12 alloggi, è già in costruzione e rappresenta lo stato dell’arte per quanto riguarda gli edifici passivi. «E’ molto importante comprendere su quali tecniche costruttive e impiantistiche si basa un edificio passivo – spiega l’architetto Fabrizio Graffi, autore del progetto assieme al figlio ingegnere -. Il problema è che l’energia termica contenuta all’interno dell’edificio si disperde naturalmente attraverso le pareti, il tetto, il basamento e i serramenti».
E’ una dispersione di non poco conto. L’Eurima (European Insulation Manifacturers Association) sottolinea che l’utilizzo energetico degli edifici equivale al 40% di tutte le emissioni di Co2 in Europa. «Se gli standard isolanti svedesi fossero impiegati in Paesi quali il Belgio, la Spagna e l’Italia – spiega il Rapporto 2007 dell’Associazione - si otterrebbero risparmi energetici fino al 90%». E quindi una riduzione delle emissioni pari a quella che si otterrebbe chiudendo tutte le centrali a carbone del Vecchio Continente. A Malmö in Svezia, è stato realizzato un intero quartiere, recuperando i moli abbandonati del porto sulla base dei criteri della «casa passiva». Allo stesso modo sono stati progettati i nuovi quartieri residenziali di Friburgo, in Germania. Secondo Peter Erlacher, 56 anni, docente all’Università di Bolzano di fisica tecnica ed edilizia sostenibile, isolando la casa, si arriva a ridurre il consumo medio delle famiglie a sette litri di gasolio l'anno con una spesa aggiuntiva sul costo della casa di circa l’1%. «Con interventi ulteriori – spiega Erlacher -, come un impianto di ricambio dell’aria con recupero di calore, la riduzione dei consumi può essere ridotta ulteriormente. Anche fino a zero».
Zero è appunto l’obiettivo della «casa passiva» di Almese. Le pareti, il tetto e il basamento contengono all’interno uno spesso strato di isolante termico di 16 centimetri: sono disponibili materiali ecologici come la fibra di legno o il sughero o il kenaf, un tipo di canapa coltivato anche in Italia. Anche i serramenti sono caratterizzati da un indice di isolamento particolarmente elevato, tale da ridurre al minimo la ventilazione naturale verso l’esterno che causa perdita di calore. «L’energia – spiega Graffi - sia nell’edificio tradizionale che in quello passivo va persa per trasmissione e per ventilazione. Come insegna la termodinamica, l’energia non si crea e non si distrugge. Per poter mantenere i 20 gradi all’interno dell’edificio è necessario integrare la quantità di energia termica persa mediante un generatore di calore».
Nell’edificio tradizionale un generatore di calore viene alimentato con energia primaria come il metano o il gasolio, inquinanti e costosi. «Nell’edificio passivo di Almese invece – continua Graffi - l’energia necessaria viene da una pompa di calore geotermica, che ha la capacità di trarre i tre quarti dell’energia necessaria dal terreno attraverso delle perforazioni che arrivano a 130 metri di profondità (dove la temperatura è costante a circa 12 gradi in inverno e in estate)». Il restante quarto di energia necessario al funzionamento della pompa di calore viene fornito attraverso l’energia elettrica generata da un impianto fotovoltaico. In pratica gli inquilini della casa di Almese non spenderanno un centesimo per il riscaldamento invernale. Niente bollette: il sogno di tutti.
di Giordano Stabile da lastampa.it
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Ecco le case a «bolletta zero»
In Toscana realizzate 20 abitazioni riscaldate e raffreddate con l’energia della terra
Follonica (Grosseto) 23 marzo 2009 – Venti appartamenti di 85 metri quadrati con giardino e box auto. Saranno inaugurati martedì 31 marzo a Follonica, in provincia di Grosseto, e avranno un record: saranno i primi in Italia a funzionare con l’energia della terra e chi li abiterà non pagherà neppure una lira di bolletta e avrà il riscaldamento gratuito durante tutta la stagione fredda e l’aria condizionata, anch’essa a costo zero, in estate. Le case «a bolletta zero» utilizzano infatti la così detta «geotermia a bassa entalpia», ovvero l’energia che viene sprigionata naturalmente dalla terra e può essere canalizzata ne l riscaldamento della casa utilizzando particolari sonde. Il progetto è stato realizzato dallo studio Ecogeo di Siena e dalla Cooperativa edile l’Avvenire di Follonica. Gli appartamenti sono costati 255 mila euro l’uno, un prezzo perfettamente in linea con il mercato.
LA TECNOLOGIA - Il calore naturale della terra viene catturato grazie a una tecnica particolare. «Si trivella il terreno per un centinaio di metri – spiega Giacomo Biserni, geologo dello studio Ecogeo - e poi si utilizzano sonde dal diametro massimo di 15 centimetri collegate alla centrale termica. Infine il calore viene spinto nelle serpentine collocate sotto il pavimento. Queste ultime riscaldano l’ambiente senza spendere una lira di bolletta energetica». La cosa più interessante dell’impianto è la doppia funzione. In estate, infatti, si trasforma in un ottimo refrigeratore per raffreddare la temperatura di ogni stanza. Insieme all’uso della geotermia a bassa entropia, i tecnici hanno utilizzato anche impianti fotovoltaici. Per rendere però fattibile una totale autarchia energetica i costruttori hanno impiegato materiali particolari. Come speciali mattoni ad alta efficienza energetica, isolanti naturali per il tetto e le pareti. Costi elevati, dunque? Macché, l’appartamento è stato venduto a un prezzo assolutamente in linea a quello del tradizionale mercato. La costruzione di appartamenti «a bolletta zero» non è solo una scommessa ecologica, ma pure un modo per rilanciare il mercato edilizio contratto anch’esso dalla crisi internazionale.
Marco Gasperetti
da corriere.it
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Dieci Eco-città
7 novembre 2008 - Dieci città che hanno saputo smarcarsi abilmente dal luogo comune della metropoli inquinata. Dieci città che hanno regalato ai propri cittadini una vita nel rispetto dell'ambiente. Dieci città che si sono imposte come simbolo e monumento al design urbanistico intelligente e dove il futuro è già presente e la lotta al riscaldamento globale una realtà quotidiana. Ecco, in ordine sparso, la nostra lista: preparate le valigie.
1. Reykjavic, Islanda. Il solo fatto di essere la capitale della nazione più a nord e più fredda d'Europa dovrebbe penalizzarla per gli altissimi consumi di elettricità e gas per il riscaldamento. Ma grazie a una collaborazione serrata fra governo e sindaco, Reykjavic ha fatto di necessità virtù: tutta la sua energia elettrica e il riscaldamento viene da fonti geotermiche e idriche. La capitale islandese mira a essere completamente indipendente dai combustibili fossili entro il 2050 e ultimamente ha iniziato a mettere in strada autobus a idrogeno.
2. Vancouver, Canada. Stretta fra mari e monti, Vancouver è una meta ambita dagli amanti della natura e, ultimamente, dell'eco-sostenibilità. Il 90% dell'energia della città viene da fonti rinnovabili e, dopo essersi imposta negli anni come leader per lo sviluppo di centrali idroelettriche, mira ad ampliare le sue risorse nell'eolico e nel solare. Il piano per la sostenibilità di Vancouver prevede obiettivi fino al 2100. Un impegno nel lunghissimo periodo che le ha fatto guadagnare un posto nella nostra lista.
3. San Francisco, Stati Uniti. Metà di tutti i suoi abitanti si muove esclusivamente mediante trasporto pubblico o ancora meglio a piedi o in bicicletta. "Frisco" è all'avanguardia nell'utilizzo di architettura green e sostenibile, con più di 70 progetti urbanistici approvati dal Consiglio per l'Urbanistica Sostenibile americano. Nel 2001 ha approvato un programma da 100 milioni di dollari per finanziare la costruzione di pannelli solari e turbine eoliche.
4. Bogotà, Colombia. In una città tristemente nota per il degrado e il crimine, un sindaco ha lanciato una crociata contro l'inquinamento che l'ha resa una delle città più accessibile e sostenibili dell'emisfero sud. Enrique Penalosa, sindaco dal 1998 al 2001, ha creato una rete di autobus all'avanguardia, reinventato i percorsi per i pedoni, costruito più di 180 miglia di piste ciclabili e recuperato 1,200 spazi verdi. Ha poi limitato l'uso di automobili nelle ore di punta e aumentato la tassa sulla benzina. Il risultato: Bogotà spera di eliminare completamente il trasporto privato su ruote nelle ore di punta entro il 2015.
5. Copenhagen, Danimarca. Con un enorme parco eolico offshore appena a largo della sua costa e un trasporto in bicicletta altissimo, la capitale della Danimarca è un piccolo sogno di sostenibilità. Un nuova metropolitana inaugurata nel 2000 ha reso il trasporto pubblico ancora più efficiente. E Copenhagen ha vinto recentemente l'European Environmental Management Award per il programma ambientale dei decenni a venire.
6. Barcellona, Spagna. Lodata per la sua accessibilità pedonale, con il 37% di tutti gli spostamenti all'interno della città che avviene a piedi, Barcellona gode inoltre di uno dei più innovativi sistemi di parcheggi pubblici al mondo. In aggiunta, la città ha scommesso ultimamente, attraverso finanziamenti e campagne di sensibilizzazione, sull'energia solare. Il piano di rigenerazione urbana della giunta comunale include anche lotta alla povertà e recupero delle zone più degradate della città e dimostra un approccio olistico al problema della sostenibilità.
7. Curitiba, Brasile. Anche qui è il trasporto pubblico a fare la differenza: la rete di autobus è efficientissima e all'avanguardia e la sua importanza è aumentata da un altissimo numero di parcheggi municipali per venire incontro ai lavoratori. Il risultato: tre quarti della popolazione si muove esclusivamente grazie al trasporto pubblico e la città vanta più di 170 metri quadrati di verde per abitante. E' emerso da un recente sondaggio che il 99% della popolazione di Curibita è soddisfatta della propria città.
8. Londra, Inghilterra. Il sindaco Ken "il rosso" Livingstone ha fatto della lotta al riscaldamento globale uno dei marchi di fabbrica della sua amministrazione. Il Climate Change Action Plan, lanciato a febbraio, prevede che il 25% dell'energia di Londra sarà prodotta a livello locale e da fonti rinnovabili. Previsti anche tagli alle emissioni di CO2 fino al 60% nei prossimi venti anni e incentivi per quei residenti che vogliano migliorare l'efficienza energetica delle loro case.
9. Sidney, Australia. E' stata la prima città al mondo a far sostituire ai propri residenti lampadine tradizionali con nuove lampadine a basso consumo. Lo scorso marzo in segno di protesta e per aumentare la consapevolezza sul riscaldamento globale la città ha "ospitato" un enorme blackout.
10. Bangkok, Thailandia. Bangkok ha piani innovativi per un futuro migliore. Il governatore ha annunciato una strategia per i prossimi cinque anni che include incentivi al riciclo dell'olio da cucina per fare biodiesel, il taglio delle emissioni per le automobili e un impegno concreto a favore dell'architettura green.
da www.tgcom
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Eco-energia: finestre 'fotovoltaiche', sole catturato da gel
(ANSA) Potenza, 20 settembre 2008- In un prossimo futuro i pannelli fotovoltaici potrebbero essere sostituiti da un gel che, iniettato nei doppi vetri delle finestre, cattura l'energia solare trasformandola in elettrica e riversandola in un normale accumulatore: in un'abitazione di medie dimensioni, l' installazione di 25 metri quadri di questo impianto permetterebbe, in un anno, di abbattere i consumi. Il brevetto del ''Gel fotovoltaico'', realizzato dalla ''Esco Energy'' dopo quattro anni di studi, e' stato presentato stamani, a Potenza. Secondo quanto spiegato dal responsabile della ricerca della Esco, Alessandro Cariani, ''il costo e' pari alla meta' di un normale pannello fotovoltaico'': lo spazio tra i doppi vetri delle finestre viene riempito dal gel, consentendo una normale visibilita' e, come effetto secondario, l'isolamento termico dell'abitazione. L'energia solare viene catturata e assorbita da piccoli terminali elettrici installati nelle finestre, per essere poi riversata in rete, permettendo una produzione di cento watt/ora per ogni metro quadro di superficie ''e puo' essere montato - ha detto Cariani - su strutture gia' esistenti''
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A Marburg, in Germania, pannelli solari obbligatori
In Germania il consiglio municipale di una cittadina dell'Assia di 80.000 abitanti, Marburg, ha varato un progetto pilota che si chiama “carta solare”, per rendere obbligatoria negli edifici di nuova costruzione l'installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda e per il riscaldamento, nella proporzione di 1 metro quadro di celle solari ogni 20 metri quadri di superficie. L'obbligo riguarda anche gli edifici già costruiti, per i quali è prevista la ristrutturazione dei tetti o l'adeguamento degli impianti di riscaldamento. Multe da 1.000 euro per chi non si adegua.
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La vernice che trasforma le finestre in pannelli solari
Science ha appena pubblicato una ricerca su una nuova tecnologia in grado di moltiplicare l'efficienza dei pannelli solari e di generare energia elettrica dal sole addirittura raccogliendola dai vetri delle finestre.
In sostanza, si è ottenuta una vernice trasparente che, sul vetro, cattura e concentra la luce e la guida verso le celle solari.
Il tutto ad un costo molto basso.
La vernice può raccogliere la luce del sole da una grande superficie e guidarla verso una piccola area coperta da celle solari.
Potrebbe quindi sostituire il sistema di specchi mobili che accompagna i pannelli solari e che è costoso sia per l'installazione sia per la manutenzione.
Nelle finestre basterebbe il 90% di vetro verniciato e il 10% di celle solari per ottenere la stessa energia elettrica che oggi si ricava da un pannello solare con la stessa superficie.
Se l’esposizione è ottima, sarebbe sufficiente l'1% di celle solari collocate ai bordi. La vernice potrebbe essere utile anche per raccogliere e convogliare verso i pannelli solari la luce che cade sui muri.
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