novembre/dicembre 09
settembre/ottobre 09
luglio/agosto 09
maggio/giugno 09
marzo/aprile 09
gennaio/febbraio 09
dicembre 08
novembre 08
ottobre 08
settembre 08
luglio 08
giugno 08
|
 |
7 settembre 2011
Se prendi l'ibuprofene in gravidanza, raddoppia il rischio di aborto
3 maggio 2011
Al via la European citizen climate cup, che premia i cittadini più “efficienti” d'Europa
30 marzo 2011
Bebe' in grado di identificare costruzioni di un'altra lingua
21 marzo 2011
Gravidanza: nausee via con ghiaccioli
5 gennaio 2011
Amniocentesi:meno aborti con antibiotici
6 dicembre 2010
Occhio alla stella di Natale
2 dicembre 2010
Talassemia, nuova diagnosi prenatale
1 dicembre 2010
Depressione post parto, una campagna
e un sito perché le donne siano meno sole
26 novembre 2010
Biberon, l'Ue bandisce il bisfenolo A
15 settembre 2010
Bambini e adulti vedono il mondo in modo differente
26 agosto 2010
Parto con epidurale riduce rischio lesioni muscoli
29 giugno 2010
Addio amniocentesi, la sostituirà un esame del sangue
27 maggio 2010
Il cordone ombelicale forse si taglia troppo presto
19 maggio 2010
I neonati imparano anche nel sonno
12 maggio 2010
Carne coi parassiti e conserve ammuffite: i Nas sequestrano 21 tonnellate di cibi
23 aprile 2010
Niente cellulari sotto i 12 anni
29 gennaio 2010
Partorire meglio e più in fretta con il melograno
8 gennaio
Albume d'uovo per riparare i danni al sacco amniotico
Torna su
7 settembre 2011
Se prendi l'ibuprofene in gravidanza, raddoppia il rischio di aborto
Prendere durante la gravidanza l'ibuprofene, uno dei principi attivi più comuni negli analgesici, può raddoppiare il rischio di aborto. Meglio il paracetamolo, un analgesico più sicuro in gravidanza. Lo ha stabilito uno studio pubblicato sul Canadian Medical Association Journal. Si è visto infatti che su 4.700 donne esaminate che avevano abortito, 1 su 13 aveva preso un antinfiammatorio non-steroideo, come l'ibuprofene, contro 1 su 38 che aveva avuto una gravidanza normale.
MEGLIO IL PARACETAMOLO - Già precedenti studi avevano suggerito che l'uso di ibuprofene e simili nelle prime fasi di gravidanza potesse aumentare il rischio di anomalie alla nascita. «Questi farmaci dovrebbero essere usati - dicono gli scienziati - con attenzione durante la gestazione». In quest'ultimo studio, il rischio più alto di aborti registrato si è verificato con il diclofenac, un potente analgesico. «Dobbiamo consigliare alle donne - commenta Janet Fyle del Royal College of Midwives - di evitare di acquistare antidolorifici da banco. Se una donna incinta ha bisogno di qualche analgesico, il paracetamolo è il più appropriato». (Fonte: Ansa)
da www.corriere.it
Torna su
3 maggio 2011
Al via la European citizen climate cup, che premia i cittadini più “efficienti” d'Europa
Aperta a tutte le famiglie europee, la competizione consente ai partecipanti di monitorare i propri consumi energetici attraverso un software online e di intraprendere azioni per migliorare l'efficienza della propria casa e del proprio stile di vita. I partecipanti italiani saranno supportati da Adiconsum, partner nazionale dell'iniziativa
È stata aperta ufficialmente qualche giorno fa, nel corso della Settimana europea della sostenibilità energetica, la European citizen climate cup, la competizione per proclamare la famiglia “Campione energetico dell’anno”. Il progetto, coordinato dalla società tedesca Co2online e finanziato dalla Commissione europea, si avvale della collaborazione di 14 partner provenienti da 10 paesi europei. Partner per l’Italia è Adiconsum. L’obiettivo della gara, che si articola su due livelli, sia nazionale che europeo, è quello di favorire l’adozione di comportamenti volti al conseguimento del risparmio energetico.
L’energia sprecata ogni anno per l'inefficienza delle abitazioni, infatti, è pari all’energia prodotta da 7 centrali nucleari da 730 megawatt elettrici e circa l’80% delle emissioni di CO2 è generato dal consumo energetico quotidiano. Per questo la Commissione Ue ha deciso di promuovere la razionalizzazione dei consumi energetici, che oltre a ridurre le emissioni di gas serra consentono ai consumatori di “alleggerire” la bolletta energetica.
Per iscriversi alla gara è necessario collegarsi al sito della manifestazione e aprire un proprio account sul software Esa (Energy saving account), che permette di monitorare il consumo energetico dell’utente. Ai fini della validità della competizione basterà inserire almeno i dati di due bollette, ma la competizione si gioca anche documentando gli interventi tecnici o i comportamenti adottati in casa per un minore e più efficiente consumo di energia.
In questo modo, il software permetterà di individuare il “Campione energetico dell’anno” e il Paese vincitore della “Coppa climatica”. La famiglia vincitrice riceverà in premio un viaggio a Bruxelles, dove si svolgerà la premiazione, e dei premi messi a disposizione dagli sponsor della competizione. Adiconsum assisterà le famiglie italiane partecipanti, attraverso il proprio supporto tecnico, ad esempio fornendo un audit energetico, ovvero un check-up energetico preliminare della propria casa.
da www.ecodellacitta.it
Torna su
30 marzo 2011
Bebe' in grado di identificare costruzioni di un'altra lingua
(AGI) - Boston - I bambini gia' a 4 mesi sono in grado di identificare le regole grammaticali di una lingua straniera.
Lo ha scoperto uno studio finanziato dalla Ue pubblicato sulla rivista 'PLoS One'. La ricerca del Max Planck Institut ha investigato la capacita' da parte dei piccoli di capire la dipendenza tra sillabe non adiacenti. I ricercatori hanno iniziato a insegnare a bambini tedeschi di 4 mesi alcuni rudimenti di italiano. Per poco piu' di tre minuti, i piccoli hanno ascoltato alcune frasi in cui comparivano due semplici costruzioni: 'sta X-ando' (ad esempio 'il fratello sta cantando'), e 'puo' X-are' ('la sorella puo' cantare'). Dopo aver ascoltato frasi italiane formate correttamente come queste per tre minuti, i bebe' sono stati sottoposti a un piccolo test, nel corso del quale hanno ascoltato frasi corrette e frasi scorrette. In queste ultime le costruzioni erano mescolate, come in 'la sorella puo' cantando' o 'il fratello sta cantare'. Nel corso del test e' stata misurata l'attivita' cerebrale dei lattanti. Nelle prime fasi, le differenze nei pattern di attivita' registrati all'ascolto delle frasi scorrette erano minime. Tuttavia, entro la quarta fase, emergevano pattern di attivazione cerebrale profondamente diversi, a indicare il fatto che i piccoli avevano appreso che 'sta' va con '-ando' e 'puo'' con '-are'.
"I dati attuali dimostrano che gia' a 4 mesi si e' in grado di cogliere le relazioni di dipendenza tra elementi non adiacenti nelle frasi dopo una breve esposizione a una lingua naturale non materna", hanno concluso i ricercatori guidati dall'italiana Angela Friederici, "naturalmente, a questa eta' i bambini non notano gli errori di contenuto, ma molto prima di comprendere i significati sono in grado di riconoscere e generalizzare le regolarita' in base al suono della lingua".
Torna su
21 marzo 2011
Gravidanza: nausee via con ghiaccioli
(ANSA) - ROMA - Le nausee e il malessere tipici dei primi mesi di gestazione possono sparire mangiando dei ghiaccioli, a base di ingredienti naturali, senza zuccheri o conservanti. Il rimedio e' stato confermato dall'Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani che ha fatto una ricerca per verificarne l'efficacia, constatando che funziona nel 95% dei casi. L'utilizzo dei ghiaccioli, inoltre, ha migliorato il malessere nella maggior parte delle donne fin dai primi giorni.
Torna su
5 Gennaio 2011
Amniocentesi:meno aborti con antibiotici
(ANSA) - ROMA - L'utilizzo degli antibiotici prima dell'amniocentesi ha
ridotto del 50% le complicanze, portando la percentuale di rischio di
aborto dall'1% allo 0,3-0,5%. Perche', spiega Paolo Scollo, vice
presidente della Societa' italiana di ginecologia e ostetricia,
l'assunzione di antibiotici prima dell'esame e' finalizzata a
contrastare i batteri che colonizzano le vie genitali femminili, anche
durante la gravidanza e che, sfruttando il momento del prelievo del
liquido amniotico, possono causare infezioni.
Torna su
6 dicembre 2010
Occhio alla stella di Natale
La celebre pianta dai fiori rossi che ci portiamo in casa nel periodo natalizio può essere pericolosa. Attenzione ai bambini
La stella di Natale (Euforbia pulcherrima) puo' essere dannosa. Sembra incredibile ma e' proprio cosi' perche' le foglie e il fusto della pianta contengono sostanze ad azione nociva, sia per contatto che per ingestione.
Il lattice, proveniente dalla lacerazione delle foglie o dal taglio del fusto, a contatto con l'epidermide può provocare eritema, prurito, bruciore della congiuntiva e della mucosa orale e faringea; se ingerito dà luogo a nausea, vomito, diarrea e perdita di coscienza.
È proprio la colorazione rossa delle foglie a sollecitare l'attenzione dei bambini e costituire un pericolo: rompere le foglie e metterle in bocca e' un tutt'uno che puo' avere gravi conseguenze. Anche gli animali domestici possono essere attratti dalla Stella di Natale e mordere sia le foglie che il fusto, con relative conseguenze. L'Euphorbia pulcherrima ha avuto un notevole successo come pianta natalizia: il colore rosso delle foglie (esistono varieta' rosa o bianche) da' un tono di vivacita', di allegria e di luminosita' alle nostre case, ricorda climi piu' caldi e vegetazioni lussureggianti (e' originaria dell'America centrale), ha una combinazione di colori indovinata (rosso, verde e giallo). Insomma in casa ci sta proprio bene. Conoscerla e' opportuno per evitare spiacevoli incidenti.
Fonte: Aduc
Torna su
2 dicembre 2010
Talassemia, nuova diagnosi prenatale
(ANSA) - ROMA - Una nuova tecnica di diagnosi prenatale che permette di sapere gia' dal 2/o mese di gestazione lo stato di salute del feto figlio di coppie a rischio di mettere al mondo un bambino affetto da talassemia e' stata messa a punto dagli Ospedali riuniti, Villa Sofia-Vincenzo Cervello di Palermo. La nuova tecnica , la celocentesi, e' stata sperimentata all'interno di uno studio che sarà pubblicato sul British Journal of Haematology compiuto nell'arco di tre anni su 111 gravidanze a rischio talassemia.
Torna su
1 dicembre 2010
Depressione post parto, una campagna
e un sito perché le donne siano meno sole
Ogni anno 90mila ne soffrono ma le forme diagnosticate sono meno del 50%. Il disturbo può essere prevenuto
MILANO - Non si "vedono" perché il loro disturbo viene spesso sminuito e sottovalutato, eppure sono 90mila le donne italiane che ogni anno soffrono di depressione in gravidanza e post partum. Le forme diagnosticate e curate sono meno del 50%. Partendo da questi dati l'Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda) ha deciso di promuovere "A smile for moms, un sorriso per le mamme", campagna triennale di sensibilizzazione presentata a Palazzo Chigi. «Vogliamo far sentire meno sole le donne con questo problema - spiega Francesca Merzagora, presidente Onda -. La depressione è un disturbo temuto più del tumore al seno. Per questo motivo abbiamo deciso di partire con questo progetto, che si articola su più fronti». È stato infatti realizzato un sito web, www.depressionepostpartum.it, dove le donne potranno chiedere informazioni e consigli agli esperti tramite i forum.
CENTRI DI ECCELLENZA - Verrà poi trasmesso in tv uno spot, «e abbiamo messo in rete - dice Merzagora - i primi sei centri italiani di eccellenza (a Milano, Torino, Pisa, Ancona, Napoli e Catania) già impegnati su questo fronte e che stanno definendo le linee guida di prevenzione di questa malattia». Il 18 novembre è stata inoltre approvata in Senato una mozione bipartisan di 68 parlamentari, con prima firmataria Emanuela Baio Dossi (Pd), che chiede al governo di impegnarsi perché all'interno di tutti gli ospedali vi siano realtà competenti ad assistere adeguatamente le donne. La depressione in gravidanza e post partum «può essere prevenuta e curata, già durante la gestazione - spiega Claudio Mencacci, direttore del dipartimento neuroscienze dell'ospedale Fatebenefratelli di Milano -. Sono stati individuati ben 25 fattori di rischio. Comunicarli alle neomamme, le coppie e formare i medici è fondamentale, anche perché questo disturbo influisce sullo sviluppo del feto e la salute del bambino una volta cresciuto». Dai dati presentati è emerso inoltre che sono circa 5mila le forme bipolari diagnosticate ogni anno, che complessivamente la depressione post partum colpisce il 16% delle donne e che il 20% ha episodi depressivi nel primo anno dopo il parto. (Fonte: Ansa) da www.corriere.it
Torna su
26 novembre 2010
Biberon, l'Ue bandisce il bisfenolo A
Via dai negozi dal primo giugno
di VALERIA PINI
ROMA - L'Europa ha deciso di mettere al bando i biberon realizzati con bisfenolo A, sostanza considerata nociva per l'organismo umano e con effetti sullo sviluppo cerebrale dei bambini. L'allarme era già stato lanciato da tempo e in alcuni paesi erano già stati vietati. Ora la decisione è stata presa dai rappresentanti dei 27 paesi Ue che, con un voto a maggioranza qualificata, ne hanno proibito l'uso a partire dalla prossima primavera: i divieti scatteranno dal primo marzo per la produzione e dal primo giugno per commercializzazione e importazione.
L'accordo al tavolo dei 27, ricorda Bruxelles, è stato raggiunto dopo mesi e mesi di discussioni. Sospettato di essere dannoso per la salute fin dagli anni Trenta, il bisfenolo è accusato anche di causare malattie dello sviluppo sessuale e sterilità nei maschi 1, di essere all'origine di tumori, endometrosi, obesità e problemi cardiaci.
In Italia, malgrado le segnalazioni e le proteste di diverse associazioni dei consumatori, alcuni di questi biberon sono ancora sul mercato anche se le grandi aziende si sono adeguate a quel che accade sui mercati esteri e hanno portato sugli scaffali italiani i biberon Bpa-free. Una lista dei prodotti realizzati senza Bpa è reperibile sul sito babygreen.it 2
In precedenza il bisfenolo A era stato vietato in Canada, negli Stati Uniti, in Australia e in alcuni paesi europei, a cominciare da Danimarca e Francia. L'Efsa, l'autorità europea per la sicurezza alimentare 3, finora aveva ritenuto di non dover apportare alcuna revisione al limite di assunzione del bisfenolo A di 0,05 milligrammi per chilogrammo di peso corporeo, nonostante i dubbi sollevati dalla ricerca.
Da anni si susseguono studi scientifici sulla pericolosità di questa sostanza organica, onomica e perciò amata dall'industria, che si presenta come un ormone sintetico. E' in grado cioè di imitare gli estrogeni femminili e dunque, una volta ingerita, può interagire con i sistemi ormonali dell'organismo. Negli Usa i Centers for desease control and prevention hanno trovato bisfenolo nelle urine del 93% delle persone che hanno sottoposto a controlli.
Uno studio dell'Università del Missouri, diversi anni fa, ha scoperto, sui topi, che il bisfenolo provoca alterazioni nella prostata del feto: alla nascita non sono visibili malformazioni, ma con gli anni quelle alterazioni portano a forme tumorali. Infine, recentemente la Federazione italiana endometriosi ha presentato uno studio che mette in correlazione la patologia dell'utero con l'esposizione in gravidanza al bisfenolo, mentre il Natural resources defence council ha sostenuto una correlazione tra bisfenolo e cancro al seno.
da www.repubblica.it/salute/alimentazione
Torna su
15 settembre 2010
Bambini e adulti vedono il mondo in modo differente
A differenza degli adulti, i bambini fino ai 12 anni non integrano le informazioni provenienti dai diversi sensi e quindi percepiscono il mondo in modo differente dagli adulti. A stabilirlo è stata una ricerca condotta da ricercatori dell'University College di Londra e della Birbeck University, sempre a Londra, che firmano un articolo pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences.
"Per dare un senso al mondo mettiamo in relazione molti differenti tipi di informazione. Un beneficio del combinare le informazioni che provengono da sensi diversi è che possiamo determinare inodo più accurato che cosa c'è all'esterno”, osserva Marko Nardini, primo formatario dell'articolo.
"Lo stesso vale per differenti tipi di informazione ottenuti con uno stesso senso. In un film normale la profondità è derivata dalla prospettiva, come quando si guarda un lungo corridoio. Questo tipo di profondità può essere visto anche con un colpo d'occhio. In un film 3D e nella vita reale viene anche aggiunta l'informazione dovuta alle differenze fra i due occhi.”
Lo studio ha analizzato come bambini e adulti combinano la prospettiva e la visione binoculare rispetto alle informazioni sulla profondità. I risultati hanno mostrato che l'essere in grado di combinare i due tipi di informazione non si sviluppa fino alla fine dell'infanzia, intorno ai 12 anni.
Gli scienziati hanno chiesto a bambini e adulti che indossavano delle lenti per 3D di confrontare due superfici inclinate e di valutare quale fosse la più “piatta” valutando la prospettiva e l'informazione binoculare separatamente o congiuntamente. E' risultato che nei bambini fino ai 12 anni la combinazione delle informazioni non migliorava l'accuratezza del giudizio, come invece avveniva negli adulti.
La combinazione delle informazioni sensoriali può peraltro portare all'incapacità di valutare separatamente parti delle informazioni provenienti dal campo percettivo complessivo, a causa della “fusione sensoriale”, un effetto già documentato negli adulti.
Un secondo esperimento, condotto in modo da non far coincidere l'informazione dovuta allla prospettiva e alla visione binoculare, ha permesso ai ricercatori di mostrare che gli adulti non sono in grado di valutare con accuratezza l'inclinazione di un disco posto di fronte a loro, compito che invece riesce agevolmente ai bambini di 6 anni.
"I bambini devono apprendere come i diversi sensi si correlano gli uni agli altri e al mondo esterno. Mentre sono ancora in sviluppo, il cervello deve determinare i rapporti fra i differenti tipi di informazione sensoriale per sapere come si combinano. Può essere adattativo per loro non integrare le informazioni fintanto che stanno apprendendo queste relazioni, come quelle fra visione e suoni e fra visione binoculare e prospettiva", ha concluso Denis Mareschal, un altro autore della ricerca. (gg)
www.lescienze.espresso.repubblica.it/
Torna su
26 agosto 2010
Parto con epidurale riduce rischio lesioni muscoli
Roma (ANSA) - Una donna su dieci che ha avuto un parto naturale ha riportato danni ad alcuni muscoli coinvolti nel parto. E' il risultato di uno studio pubblicato sulla rivista BJOG del Royal College of Obstetricians and Gynaecologists, condotto su circa 400 donne.
I ricercatori della Nepean Clinical School of Medicine di Sydney, alla luce di questi risultati, hanno raccomandato alle donne di sottoporsi all'epidurale, anestesia locale che puo' preservare dal rischio di danneggiare i muscoli pelvici ed evitare anche un prolasso degli organi interni, in caso di parto naturale.
Il rischio di riportare lesioni muscolari e' strettamente legato alla durata del parto: maggiore e' il tempo, piu' elevato e' il pericolo ma, secondo i ricercatori, tra le donne osservate nella ricerca che avevano optato per una epidurale, si e' registrato un minor numero di danni muscolari rispetto a coloro che non l'avevano fatta.
Secondo Clara Shek, coordinatrice dello studio, il motivo potrebbe essere rappresentato dal fatto che alle donne che hanno fatto l'epidurale viene detto quando spingere e questo significa ridurre significativamente il danno da spinte eccessive.
Torna su
29 giugno 2010
Addio amniocentesi, la sostituirà un esame del sangue
Un test genetico e molecolare abbatterà costi e rischi per feto
ROMA - Non sarà più necessario sottoporsi ad amniocentesi o prelievo dei villi coriali per sapere se il figlio che si porta in grembo è affetto da anomalie cromosomiche. Basterà una semplice, e non invasiva analisi del sangue, che permetterà di evitare quindi il rischio di aborto legato a queste metodiche invasive.
La notizia arriva dalla 26/a assemblea annuale della Società europea di riproduzione umana ed embriologia (Eshre), dove alcuni ricercatori olandesi hanno presentato il risultato del loro lavoro. ''Siamo riusciti a utilizzare sonde genetiche e molecolari - spiega Suzanna Frints, genetista clinica del Centro Medico dell'Università - per rilevare il dna del feto in campioni di sangue prelevati da donne in gravidanza''.
Finora i ricercatori sono riusciti a identificare il dna dal cromosoma Y, a indicare che il feto e' maschio e potrebbe rischiare di ereditare una disfunzione legata al cromosoma X come la distrofia muscolare di Duchenne o l'emofilia. Ma gli scienziati ritengono che sia possibile adottare lo stesso metodo per rilevare la trisomia 21 (dove un cromosoma 21 in piu' provoca la sindrome di Down), la trisomia 13 e 18 (responsabili della sindrome di Patau e di Edwards). La tecnica utilizzata si chiama mlpa (amplificazione legatura-dipendente multipla della sonda) e consente di rilevare il dna fetale presente nel sangue delle donne incinte da almeno 6-8 settimane.
Fa parte di un kit gia' esistente e utilizzato in tutto il mondo per rilevare anomalie cromosomiche nel liquido amniotico o nei campioni di villi coriali prelevati dalle donne in gravidanza con metodiche invasive. Il kit e' economico e fornisce risultati nel giro di 24-62 ore, ma finora e' stato utilizzato solo su campioni prelevati durante procedure invasive, perché non si sapeva se avrebbe funzionato sul dna fetale acellulare dei campioni di sangue delle donne in gravidanza.
''E' conveniente rispetto ai costi sostenuti per le diagnosi prenatali invasive - commenta Frints - e potrebbe essere facilmente implementato a basso costo, tra i 30 e i 150 euro per kit a persona, con un piccolo apparecchio in tutti gli ospedali del mondo''.
I risultati del test mlpa sono stati confrontati con quelli ''dell'amniocentesi, del prelievo dei villi coriali e con l'esito della gravidanza - conclude - Al momento, l'affidabilità del test e' circa dell'80% a causa di risultati falsi negativi, ma stiamo lavorando per migliorare la precisione della sonda mlpa. Lo studio e' iniziato nel 2009 e dovrebbe continuare almeno fino al 2012. Speriamo di rendere disponibile il test nelle cliniche entro 2-5 anni".
da www.ansa.it
Torna
su
27 maggio 2010
Il cordone ombelicale forse si taglia troppo presto
Secondo uno studio nel mondo occidentale viene reciso troppo in fretta. Ritardare il momento del distacco potrebbe prevenire l'anemia e altre patologie
RICERCA DELL'UNIVERSITY OF SOUTH FLORIDA
MILANO – Il cordone ombelicale, metafora del legame profondo tra madre e figlio, è fondamentale nella vita intra-uterina, ma anche in quegli istanti delicati e preziosi successivi alla nascita ha un ruolo cruciale. E non bisognerebbe avere troppa urgenza di spezzarlo.
BASTANO POCHI SECONDI - Un ritardo di una manciata di secondi nel separare un neonato dalla propria madre potrebbe infatti garantire al piccolo minori possibilità di contrarre malattie. Questo, almeno, sostiene una ricerca della University of South Florida pubblicata sul Journal of Cellular and Molecular Medicine, riferendosi a difficoltà respiratorie, malattie polmonari croniche, emorragie cerebrali, anemia, sepsi e disturbi della vista. Ma che cosa, secondo gli studiosi americani, rende questi ultimi attimi del parto così significativi? Secondo il dottor Paul Sandberg, del Centre of Excellence for Ageing and Brain Repair dell'ateneo, «il funicolo ombelicale contiene molte cellule staminali (come è dimostrato anche dalla recente prassi di conservarlo) e il loro completo trasferimento al neonato rappresenta la versione "originale" del trapianto di staminali». Queste cellule, identiche hanno la caratteristica di generare gli elementi fondamentali del sangue umano (globuli rossi, bianchi e piastrine).
È NATO - Al momento della nascita di un bambino la placenta e il cordone ombelicale iniziano a contrarsi e a spingere il sangue verso il neonato fino a quando il flusso raggiunge un equilibrio e le pulsazioni si interrompono, così come l'apporto di sangue. È in questi momenti generalmente che il cordone ombelicale viene pinzato con due morsetti appositi e tagliato. Ritardare di soli trenta secondi la resezione basterebbe a ridurre i rischi, per il nuovo venuto, di emorragie intraventricolari, anemia e setticemia, oltre a diminuire la necessità di trasfusioni di sangue.
Il CORDONE OMBELICALE - Il cordone ombelicale è formato da tre vasi, due arterie e una vena, avvolti in un tessuto mucoso. Consente alla madre di inviare al feto sangue ossigenato e ricco di nutrienti. In alcune culture non viene tagliato e in soli tre giorni secca e cade spontaneamente.
Emanuela Di Pasqua
da www.corriere.it
Torna
su
19 maggio 2010
I neonati imparano anche nel sonno
Che durante il sonno si metabolizzino le informazioni è noto, ma ora è stato dimostrato un modello cognitivo incosciente molto evoluto anche nei piccolissimi
IL CERVELLO DEI BIMBI APPENA NATI NON SI FERMA MAI
Milano - Ad appena un giorno o due di vita ha già inizio il processo di apprendimento e il cervello dei piccolissimi si dimostra un lavoratore instancabile, tanto da continuare a elaborare informazioni anche durante il sonno. Lo sostengono i ricercatori dell'Università della Florida, che hanno testato le reazioni di 26 bimbi appena nati (di uno o due giorni al massimo) nel corso di un riposino, verificando l'esistenza un'attività cerebrale significativa anche mentre dormivano.
L'ESPERIMENTO - Gli studiosi hanno fatto sentire ai piccoli una musica e successivamente hanno soffiato gentilmente sulle loro palpebre chiuse. Quando, dopo venti minuti, gli esperti hanno nuovamente proposto la melodia ai neonati, ben 24 bambini hanno istintivamente strizzato gli occhi al suono delle note musicali: i piccini avevano appreso l'automatismo anche durante la nanna, anticipando la risposta a un'esperienza a loro già nota.
NEONATI COME SPUGNE - I lattanti si sono dimostrati vere e proprie spugne di informazioni, rivelando una capacità di apprendimento che va oltre la veglia e che suggerisce più di una riflessione sul funzionamento del cervello fin dai primi giorni di vita. Il fatto che il sonno sia un momento cruciale per metabolizzare le informazioni acquisite da svegli è noto da tempo, ma l'esistenza di un modello cognitivo incosciente in bambini così piccoli (il cui schema del sonno è chiaramente molto diverso rispetto a quello di bimbi più grandi o di adulti) implica un cervello molto più evoluto di quanto non si pensasse. Secondo la psicologa Dana Byrd i piccolissimi, avvolti tra le braccia di Morfeo, mostrano una forma di comprensione che non è riscontrabile nemmeno tra gli adulti.
DIAGNOSI PRECOCE - Lo studio, pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, è il primo a dimostrare il funzionamento del cervello durante il sonno nei piccolissimi e può avere importanti implicazioni nell'individuazione precoce di disturbi di apprendimento, quali l'autismo o la dislessia.
Emanuela Di Pasqua
da www.corriere.it
Torna
su
12 maggio 2010
Carne coi parassiti e conserve ammuffite: i Nas sequestrano 21 tonnellate di cibi
Carne con i parassiti, conserve ammuffite dolci etnici dalla provenienza sconosciuta. E' questo il bilancio dell'ultima operazione portata a termine dai Nas. Sono state chiuse 10 attività tra depositi e ristoranti e sequestrate complessivamente 25 tonnellate di prodotti alimentari: 21 tonnellate di alimenti piene di parassiti, con muffe o conservate in pessime condizioni e 3.000 confezioni di cibi senza etichette o confezionate in modo fuorviante.
I carabinieri dei 38 Nas dislocati sul territorio nazionale, nel corso di una vasta operazione di controllo nei confronti di importatori, grossisti e commercianti operanti nella distribuzione di alimenti di origine extra Ue.
Le attività di controllo, eseguite nelle ultime due settimane, si sono incentrate nella verifica della correttezza della conservazione, degli ingredienti e dell'etichettatura degli alimenti, nonchè nell'accertamento dei requisiti igienico sanitari ed autorizzativi in capo alle strutture.
Pessime condizioni ingienico-sanitarie
Oltre 800 gli obiettivi, sparsi sull'intera penisola, sottoposti a ispezione, 351 dei quali sono risultati non in regola con le normative igieniche e di sicurezza comunitarie e nazionali. Ben 569 sono state le infrazione penali, amministrative e sanitarie accertate, che hanno portato alla segnalazione di 387 persone alle competenti Autorità.
Le pessime condizioni igienico sanitarie rilevate in 10 attività, tra depositi e ristoranti, hanno reso necessaria l'adozione immediata, ai fini della tutela della salute pubblica, di misure di chiusura o sequestro delle strutture, mentre per diversi altri esercizi i Nas operanti hanno avanzato apposite istanze alle competenti Autorità Sanitarie.
A Reggio Calabria dolci privi di etichetta
I Nas di Reggio Calabria, presso una rivendita di alimenti etnici, hanno proceduto al sequestro di circa una tonnellata di prodotti dolciari e vegetali, privi di etichettatura in lingua italiana.
A Caserta chiuso un supermercato etnico
I Nas di Caserta hanno denunciato un cittadino africano, legale responsabile di supermercato etnico, per aver detenuto alimenti in locali in pessime condizioni sanitarie ed igienico-strutturali, tali da rendere necessaria l'immediata adozione di un provvedimento di chiusura, nonchè il sequestro di una tonnellata circa di alimenti di varia natura.
A Napoli sigilli a due ristoranti
I Nas di Napoli hanno segnalato all'Autorità Giudiziaria e Sanitaria due extracomunitari, legali responsabili di due distinte attività di ristorazione, versanti in pessime condizioni igieniche e strutturali, per aver detenuto alimenti in cattivo stato di conservazione. Sequestrati 250 kg di prodotti alimentari e immediatamente chiuse le 2 attività.
Ad Ancona conserve coi parassiti
I Nas di Ancona hanno individuato un deposito alimentare, facente capo a una società di import export gestita da un cittadino di origine asiatica, versante in pessime condizioni igieniche e strutturali; sequestrate 5 tonnellate di conserve e infusi vegetali e quasi 2 tonnellate di pesce e carne suina, il tutto detenuto in pessimo stato di conservazione e invaso da parassiti, nonchè l'intera struttura di stoccaggio di circa 500 mq.
da www.ilsalvagente.it
Torna
su
23 aprile 2010
Niente cellulari sotto i 12 anni
Il monito arriva dai consulenti del governo inglese in materia di telecomunicazioni
Intanto parte il più grande studio sulla sicurezza dei telefonini: durerà 30 anni
MILANO - Niente cellulari agli under 12. Il monito arriva dal professor Lawrie Challis, eminente consulente del governo inglese in materia di telecomunicazioni (è stato a capo del «Mobile Telecommunications and Health Research programme», altrimenti noto come MTHR ) nel giorno del lancio di «Cosmo» (ovvero, «Cohort Study on Mobile Phones» ), uno studio dell’Imperial College di Londra che per i prossimi trent’anni monitorerà l’utilizzo dei telefonini e il loro effetto sulla salute e che interesserà 250mila europei, fra i 18 e i 69 anni. Grazie anche alla collaborazione delle compagnie telefoniche (è la prima volta che succede, in precedenza ci si basava sui ricordi dei singoli), sarà possibile comparare il numero delle chiamate effettuate e la loro durata alle documentazioni mediche delle persone testate, per vedere se l’uso del cellulare aumenti o peggiori alcuni tipi di cancro (come quelli alle orecchie, alla pelle e al cervello) e malattie neurologiche come Alzheimer, Parkinson e sclerosi multipla , ma anche ictus, attacchi di cuore e problemi meno gravi, come mal di testa e disturbi del sonno. Mai prima d’ora un’indagine di questo tipo aveva coperto un arco di tempo così lungo e studiato una così vasta gamma di patologie e sebbene i primi dati non saranno disponibili che fra cinque anni e non vi siano ancora certezze in tal senso, il professor Challis ha voluto mettere in guardia soprattutto i più giovani, sottolineando come non si possa escludere la maggiore incidenza delle radiazioni sui ragazzi rispetto agli adulti.
IL RUOLO DEI GENITORI - «Penso sia meglio che gli under 12 non usino i telefonini – ha spiegato l’esperto al Daily Mail – perché il loro sistema immunitario è ancora in via di formazione e sappiamo che a quell’età si è più sensibili e recettivi, basti pensare ai raggi ultravioletti: se un bambino viene esposto troppo al sole, ha più probabilità di ammalarsi di tumore alla pelle rispetto ad una adulto. Logico che tocchi ai genitori essere più duri su questo punto, ovvero non dare ai figli il cellulare, a meno che non vi siano specifiche ragioni di sicurezza che obblighino a comportarsi diversamente>. Stando all’ultima ricerca Eurispes-Telefono Azzurro 2009, il 53,7% dei bambini italiani fra i 7 e gli 11 anni possiede un cellulare, il 5,4% un videofonino e l’1,8 uno smartphone e se l’88,2% sostiene di usarlo solo per essere chiamati dai genitori, il 72,6 lo utilizza anche per fotografare, mentre il 69,6% lo vede come un mezzo per tenersi in contatto con gli amici.
«ALMENO USARE IL VIVA-VOCE» - Ma le preoccupazioni del professor Challis non sembrano trovare consenso fra gli addetti ai lavori. «Stando all’Organizzazione Mondiale della Sanità, non ci sarebbe la necessità di prendere precauzioni speciali per l’utilizzo dei telefonini da parte di adulti e bambini – ha spiegato al tabloid londinese John Cooke, direttore esecutivo della «Mobile Operators Association», che rappresenta l’industria della comunicazione mobile in Inghilterra – ma se i genitori sono preoccupati, possono sempre incoraggiare i figli a fare chiamate brevi o ad usare gli auricolari o il vivavoce. Del resto, è meglio considerare i vantaggi tangibili che offre questo tipo di tecnologia piuttosto che lasciarsi condizionare dalla possibilità di effetti sulla salute ancora tutti da dimostrare». Intanto, in un sondaggio lanciato dal sito online del tabloid inglese, il 74% dei partecipanti si è detto convinto che l’utilizzo dei cellulari da parte degli under 12 non sia per niente salutare.
Simona Marchetti da www.corriere.it
Torna
su
29 gennaio 2010
Partorire meglio e più in fretta con il melograno
La melagrana è il frutto dell'albero melograno e, tra le tante virtù assegnatele dalla scienza, pare vi sia anche quella di favorire le contrazioni uterine durante il travaglio.
I ricercatori tailandesi del Suranarees Institute of Science, hanno condotto quello che è il primo studio a valutare gli effetti del beta-sitosterolo estratto dai semi della melagrana sulla muscolatura liscia dell'utero.
«Un precedente studio ha suggerito che le proprietà antiossidanti e antinfiammatorie del melograno hanno un impatto positivo sulla salute. Volevamo capire i suoi effetti sulle contrazioni uterine per aiutarci a esplorare nuovi modi di trattare le donne con problemi o travaglio diffcile», ha dichiarato la professoressa Sue Wray, del Dipartimento Universitario di Fisiologia.
Lo studio è stato condotto anche per trovare una possibile alternativa naturale all'ossitocina, l'attuale unico trattamento farmacologico per favorire le contrazioni, hanno sottolineato i ricercatori.
«Abbiamo trovato che il beta-sitosterolo è il componente principale dell'estratto di melagrana. È uno steroide presente in molte specie vegetali, di cui i semi di melagrana sono particolarmente ricchi», ha aggiunto la dr.ssa Sajeera Kupittayanant.
Lo studio, condotto su campioni di cellule animali, ha permesso di scoprire che le cellule muscolari dell'utero avevano aumentato la loro attività in seguito al contatto con la sostanza. «Il nostro lavoro suggerisce che l'aumento di attività è dovuto a un accrescimento del calcio, che è necessario per qualsiasi contrazione muscolare, ma di solito è influenzato da ormoni, impulsi nervosi e da alcuni trattamenti farmacologici», ha detto Kupittayanant.
Questo studio «potrebbe rivelarsi un importante passo avanti per individuare nuove modalità di trattamento delle disfunzioni del travaglio», ha infine concluso.
I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica "Reproductive Sciences".
(lm&sdp)
da www.lastampa.it
Torna su
8 gennaio
Albume d'uovo per riparare i danni al sacco amniotico
(AGI) - Washington - Sviluppata una toppa fatta di albume d'uovo, per riparare i danni al sacco amniotico che circonda i feti in via di sviluppo. La nuova tecnica, sviluppata dagli scienziati del Baylor College of Medicine di Houston, Texas (Stati Uniti), e' stata testata con buoni risultati con una serie di esperimenti con liquido amniotico in laboratorio. "Il sacco amniotico protegge il feto durante il suo sviluppo nell'utero materno", ha spiegato il ricercatore a capo dello studio Ken Moise, che ha descritto la nuova tecnica sull'American Journal of Obstetrics & Gynecology. "Esso si puo' danneggiare spontaneamente - ha continuato - ma spesso puo' capitare che si rompa in seguito a un intervento di amniocentesi, durante il quale viene estratto del liquido amniotico per effettuare test genetici". Sfruttando le proprieta' elastiche e adesive dell'albume, Moise ha utilizzato le uova di gallina per riparare la membrana amniotica danneggiata in laboratorio con due sole applicazioni. "Questa tecnica e' stata gia' sviluppata da noi con successo per riparare buchi in palloni e condom", ha spiegato Moise. "Il principio alla base e' lo stesso. Abbiamo in questo caso - ha proseguito - aggiunto degli antibiotici per prevenire il rischio di infezioni". "A differenza di altre tecniche di riparazione del sacco amniotico del passato, questa sembra molto promettente", ha concluso.
Torna su
|
|